header image
NuovoSitoBanner

nuovosito.jpg

Home
Books
Fantascienza
Cinema
Autori
Comics
Music
Televisione
Teatro
Varie
Cut-up flickr
Cut-up YouTube
Collaborazioni
Login
_______________________
Abbiamo 1 visitatore online
_______________________

Untitled Document
Edizioni
CUT-UP
P.O. BOX 84
Poste Centrali 
19100 - La Spezia

Home arrow Music arrow WASABI IN SALSA JAZZ
WASABI IN SALSA JAZZ PDF Stampa
Scritto da Alessandro Ciconi   
sabato 04 agosto 2007

Una delle nuove stelle del firmamento jazzistico è la giovane (25 anni) pianista giapponese Hiromi Uehara. Per la prima volta un musicista del Sol Levante s’impone in maniera cosi prepotente all’attenzione della critica e del pubblico, non è che non ci siano, oggi come nel passato, musicisti giapponesi di buon livello, ma spesso la loro scarsa personalità li porta a scimmiottare qualche jazzista americano di riconosciuta fama.

Caratteristica di Hiromi è al contrario, secondo la critica, la sua assoluta originalità, Jeff Winbush di Jezz Review sostiene che “fa parte di quel ristretto novero di musicisti che non assomiglia a nessun altro”, che “la sua musica è catalogata come jazzistica, ma in realtà è lontana da limitazioni di genere” e che “il suo stile pianistico passa da Beethoven ad Ahmad Jamal a Frank Zappa”, Hiromi intervistata sulle sue fonti ispirative dice “Io amo Bach, io amo Oscar Peterson, io amo Franz List, io amo Ahmad Jamal, ma amo anche gli Sly and Family Stone, i Dream Theatre e i King Crimson”.

Hiromi nasce a Shizuoka nel 1979, a sei anni prende le prime lezioni di piano, all’età di 12 anni s’iscrive alla Yamaha School of Music, all’età di 14 anni la scuola, assieme ai suoi migliori allievi, la manda a Praga ad esibirsi con la Filarmonica Ceca. [...]

Il suo imprinting con la musica Jazz avviene a 17 anni, in occasione di una visita di Chick Corea alla Yamaha School, il musicista americano la sente suonare, favorevolmente impressionato le chiede di improvvisare qualche cosa al piano, la straordinaria risposta della giovanissima allieva lo convince ad includerla in una serie di concerti che lui avrebbe fatto a Tokyo.

Nel 1999 Hiromi s’iscrive alla Berklee College of Music a Boston, dove si diploma con il massimo dei voti nel 2003, dello stesso anno il suo CD d’esordio “Another Mind” prodotto dal suo insegnate alla Berklee Richard Evans e dal grande pianista Ahmal Jamal (diventato suo mentore), il disco riceve il premio di Migliore Album dell’Anno dalla RIAJ.

Il successo del primo CD porta Hiromi alla partecipazione dei maggiori Festival Jazz, il JVC Jazz Festival (New York), il Earshot Jazz Festival (Seattle), il Ottawa Jazz Festival (Canada), il North Sea Jazz Festival (Olanda), Umbria Jazz e molti altri, tutte le partecipazioni seguite da un’entusiastica acclamazione di pubblico.

Infine nel 2004 registra un’altro CD “Brain”, seguito da un altro prestigioso Tour concertistico mondiale.

Descrivendo la sua musica bisogna distinguere le sue esibizioni dal vivo da quelle discografiche.

Hiromi vista dal vivo dà un’impressione di grande energia, uno stile pianistico molto fisico, sembra di vedere un piccolo folletto, uscito dai cartoni animati giapponesi, che salta letteralmente da un tasto all’altro del pianoforte, tutto questo unito ad una grande tecnica strumentale, porta l’attenzione della platea ad essere rapita, quasi ipnotizzata dal piccolo corpo guizzante della musicista.

Le impressioni rilevabili dall’ascolto dei CD sono completamente diverse, l’attenzione non distratta dalla fisicità pianistica di Hiromi, può analizzare più freddamente le sue peculiarità musicali, nei pregi e nei difetti.

Sicuramente un pregio è l’assoluta originalità del suo stile pianistico, in un mondo dove molti ottimi strumentisti per tutta la vita non riescono a sviluppare un proprio riconoscibile stile ma stentano ad emanciparsi dai propri maestri, una musicista cosi giovane che ha raggiunto tale traguardo ha del prodigioso.

Attingere, nello sviluppo del proprio percorso, da molte matrici musicale è senz’altro una cosa interessante, a patto che le varie componenti si fondano in maniera equilibrata, purtroppo nella musica di Hiromi le matrici Rock, Blues, Funky, Jazzistiche e Classiche rimangono separate, si sovrappongono stratificandosi senza confluire in un’armonica unicità, operazione che è uno dei compiti della creazione artistica.

Tutti i brani dei CD sono composizioni originali, cosa che denota coraggio ma anche una grande presunzione per una ventenne, infatti, molte composizioni non sono di reale qualità, spesso risolte dal virtuosismo, anche se non mancano esempi del contrario, il pezzo “The Tom and Jerry Show” è un’ottima composizione dove la musicista combina bene virtuosismo pianistico, fonti ispirative (rag-time, blues e swing), momenti di grande energia, lirismo ed ironia.

Concludendo io credo che tutto l’entusiasmo creatosi intorno a Hiromi sia esagerato, forse giustificato dalla mancanza di nomi nuovi, certo, è sicuramente una musicista di talento, originalità e tecnica, ma la sua ricerca musicale non è interna ma esterna, una ricerca estetica che si prefigge lo scopo di stupire più che di creare un’intima comunanza con il pubblico, un’estetica che propone arditi abbinamenti stilistici spesso non bene riusciti ed a volte addirittura stridenti, il tutto condito dall’esibizione da un virtuosismo strumentale qualche volta fine a se stesso, io spero che tutto ciò sia dovuto alla sua verde età e che la maturità ci restituisca una grande artista.

Ultimo aggiornamento ( sabato 04 agosto 2007 )
 
< Prec.   Pros. >
Nuovo Sito
nuovosito.jpg
Annunci
IWRITE
Un nuovo laboratorio di scrittura a Pisa, con Giampaolo Simi, Rosella Postorino e Fabio Genovesi. Scrittori che scalpitate, esordienti che sarete famosi, che aspettate??
Leggi tutto...
 
A Reggio Emilia la Nuova Scuola Internazionale dei Comics
A REGGIO EMILIA La NUOVA SCUOLA INTERNAZIONALE DEI COMICS

Dopo le recenti inagurazioni delle sedi di Torino e Padova, ad arricchire l'offerta trentennale della Scuola Internazionale di Comics ci penserà la neonata sede di Reggio Emilia. A partire dall'autunno 2008, infatti, inizeranno le lezioni presso la sede nel centro storico del capoluogo

Leggi tutto...
 
ATTILIO MICHELUZZI-nuovo volume di Black Velvet
Dopo i volumi "Magnus. Pirata dell'immaginario" e "De Luca. Il disegno
pensiero", è in distribuzione in questi giorni un altro volume della collana
di saggi che, attraverso l'analisi di importanti studiosi, fornisce una
rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
Leggi tutto...
 
PONTIAC

pontiac.jpg

 

 

 

Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

Leggi tutto...
 
bannerinside.jpg