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Riccardo Merendi, Aspides |
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Scritto da Elisa Marca
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sabato 04 agosto 2007 |
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Halley editrice, 2005, pag. 293, euro 9
Cosa è inciso sul pezzetto di legno che Maria ha appeso al collo di Gesù poco dopo la sua nascita?
Un pezzetto di legno che, col trionfo del cristianesimo nell’intero
impero romano, è diventato qualcosa di più di una preziosa reliquia e
si è trasformato in un oggetto carico di un potere arcano, bramato
dall’imperatrice Galla Placidia che spera di utilizzarlo per riportare
Roma ai fasti del passato.
La vicenda della reliquia si intreccia con la storia del giovane Aspar,
mosaicista, e di suo fratello Warfen, pastore della Pannonia soggetta
alle scorrerie dei barbari e all’esoso controllo degli ultimi resti
delle legioni romane. Tra battaglie, scontri, raggiri e complotti si
snoda il racconto di personaggi minori della Storia, coinvolti in un
intrigo molto più grande di loro, che alla fine sfuggirà perfino alla
crudele Galla Placidia. Le storie minori di personaggi senza storia si
sovrappongono alle trame dei potenti, ma tutto scompare di fronte a un
oggetto misterioso che non si lascia possedere da nessuno.
Aspides è una fantasy storica dove il gusto di un’epoca decadente e
crudele è reso con una scrittura semplice e perifino ingenua, ma capace
di avvincere il lettore in un’avventura non banale.
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