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Home arrow Comics arrow Il Vangelo della Maddalena - David Niall Wilson
Il Vangelo della Maddalena - David Niall Wilson PDF Stampa E-mail
Scritto da Susanna Raule   
domenica 05 agosto 2007

Gargoyle Books

pp.276, Euro 16,00

 

Si possono pensare molte cose di un libro in cui Maria Maddalena è un vampiro, dovrebbe tentare Cristo ma invece lo ama, Lui ricambia, Giuda è un bravo ragazzo, Lucifero è comprensibilmente irritato, Lilith è ancora innamorata di Adamo e l’apostolo Pietro fa una pessima figura.

Alcuni, sono certa, penseranno che è blasfemo. E, in effetti, quando a pagina 5 – 18 contando l’introduzione - Maria Maddalena dichiara candidamente che “anche il Cristo era molto bello” (l’altro era Lucifero) un minimo disagio lo si prova.

Quando ci vengono descritti in ogni dettaglio gli amplessi di Lilith e Adamo, all’alba della Creazione, anche allora il lettore avverte che i loro fatti personali non dovrebbero essere affari suoi. Buffo, se gli attori della scena fossero Angelina Jolie e Brad Pitt nessuno ci troverebbe niente di strano.

Insomma, ammettiamo che Il Vangelo della Maddalena un po’ blasfemo lo sia, ma questo nell’epoca di Dan Brown non dovrebbe causare troppo sconcerto. [...]

Altri, quelli a cui della possibile blasfemia non importa niente, potrebbero pensare che l’idea alla base del libro sia un pochino troppo pulp per qualsiasi lettore.

Terribile errore. Il Vangelo della Maddalena non è afftto pulp. È agghiacciantemente serio.

Quello che nessuno, partendo dalle premesse sopracitate, penserebbe mai di questo romanzo è che è tremendamente noioso.

E invece è proprio così. Il Vangelo originale, al confronto, è un thrillerone alla Jeffery Deaver. Le Lettere di San Paolo ai Corinzi sono intrattenimento puro. La Genesi è un pageturner (bisogna ammettere che succedono un sacco di cose).

Il Vangelo della Maddalena è un esasperante compendio di svenevolezze mistiche. Nemmeno Anne Rice era riuscita a far raggiungere al vampirismo simili vette di sospirosità.

Maddalena si strugge tutto il tempo perché: a) Lui è lontano, b) Lui è divino, c) Lui, poverino, deve reggere il peso del mondo e anche il suo e infine, d) perché Lui è tanto buono e gli uomini, brutti cattivacci, non capiscono una mazza del Suo purissimo insegnamento.

Va bene, ammetto di non essere proprio una fan del cristianesimo, ma visto che piattola è lei inizio a capire come uno abbia potuto scegliere liberamente di farsi crocifiggere.

Ora non vorrei che si pensasse che tutto il libro sia così. No, Maddalena si strugge anche perché è lontana dall’Amore di Dio, perché vve nel peccato, perché è costretta a uccidere e anche per il triste destino di Lilith, di Giuda, di Lazzaro e persino di Lucifero.

Non ci sono personaggi davvero negativi in questo Nuovo Testamento riveduto e corretto, a parte gli esseri umani che sono dei gran cafoni e non meritano assolutissimamente di venir salvati. E fin qui, difficile dar torto a Wilson.

Proprio su Wilson sorgono spontanee alcune domande.

La prima è: perché creare una trama così sovversiva per poi riempirla di amore divino e pentimento? Perché non arrivare fino in fondo e entrare gioiosamente nel pulp più sfrenato? Viste le premesse, sarebbe stato meglio di Preacher.

Una possibile risposta è che alla base di questo romanzo ci sono delle domande complesse, niente affatto banali, sulla religione e sull’umanità. Wilson punta dolorosamente il dito su tutti quegli aspetti incomprensibili comuni alle tre principali religioni monoteiste, come: perché Dio è così suscettibile? Perché Dio non fa qualcosa per correggere il male nel mondo? È proprio vero che Lucifero non aveva nessun motivo per ribellarsi? Perché se uno non è d’accordo deve trovarsi a friggere all’Inferno? Non ci sono sistemi più democratici per dirimere tutta quella faccenda del Giudizio?

Sembra che queste domande – ed altre, per la verità, un po’ più serie – rivestano una grande importanza per Wilson, nella cui biografia si legge che alla fine degli anni ’70 ha studiato per diventare sacerdote nella Church of Christ, per poi decidere che le religioni organizzate non avevano senso.

Il Vangelo della Maddalena, occorre precisare, è narrato in prima persona dalla Maddalena stessa, ma segue la struttura di un vangelo, ne utilizza il linguaggio e ne ricalca la struttura (inoltre ci sono degli estratti dal “Vangelo di Giuda”), segno, quantomeno, di una conoscenza profonda dell’argomento.

Ora, non credo di fare niente di male a rivelare il finale del libro. In fondo il fatto che il simbolo del Cristianesimo sia una croce dovrebbe aver già causato qualche sospetto.

Come nei vangeli originali, anche nel Vangelo della Maddalena le scene di sangue non mancano e la scena della passione è decisamente eccellente. Sfortunatamente per arrivare qua uno deve essere passato attraverso duecentocinquanta pagine di smarrimento mistico intervallate da sporadici omicidi.

Consigliato a chi ha amato “The Passion” di Mel Gibson, “Le confessioni di Sant Agostino” e “Armand il vampiro”.

 
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