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Einaudi, Euro 26,00
Personaggi insoddisfatti e inetti, immersi in una grigia e
claustrofobica realtà, dominati dalle apparenze, dal senso comune e dai
parametri del “socialmente accettato”. Situazioni parossistiche,
ridicole, grottesche. In “Cattive acque” predomina un costante stato di
sospensione. Attori senza talento di un esistenza ossessiva, senza
midollo, vacuamente spensierati, in non-protagonisti di Martin Amis,
autocoscienti della propria pochezza artistica e umana, si impongono
tuttavia un eccesso di autostima sconsiderato, con una prosopopea da
falliti semplicemente esilarante.
Einaudi, Euro 26,00
Personaggi insoddisfatti e inetti, immersi in una grigia e
claustrofobica realtà, dominati dalle apparenze, dal senso comune e dai
parametri del “socialmente accettato”. Situazioni parossistiche,
ridicole, grottesche. In “Cattive acque” predomina un costante stato di
sospensione. Attori senza talento di un esistenza ossessiva, senza
midollo, vacuamente spensierati, in non-protagonisti di Martin Amis,
autocoscienti della propria pochezza artistica e umana, si impongono
tuttavia un eccesso di autostima sconsiderato, con una prosopopea da
falliti semplicemente esilarante.
Amis estremizza, analizza spietatamente gli ambienti sociali, i gruppi
di pseudo-artisti yuppie eccentrici per moda, tracciando ritratti
caustici del jet-set dell' arte.
Un discorso a parte merita “Cattive acque”, il racconto che da' il
titolo alla raccolta. L'autore si avvicina circospetto a una coppia in
crociera, una madre anziana e un figlio ritardato dai cui occhi scende
inesorabile un perpetuo rivolo di lacrime, indagando con profondità e
acutezza i pensieri, i rimorsi, le credenze della donna, che, giorno
dopo giorno, mantiene il figlio in uno stato di perenne dipendenza.
Amis coi suoi racconti al limite del surreale, getta uno sguardo
consapevole sulle debolezze di chi, come noi, è solo un essere
parziale, contraddittorio, insoddisfatto, umano.
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