|
Fanucci Editore
Euro 7,90, pp. 453
Segnalazione di dovere per una ristampa da tempo attesa. La prima edizione, infatti, del lontano (!) 1997 era ormai da tempo introvabile.
1916. Dopo il fantasmagorico “Anno Dracula” siamo di nuovo immersi in una realtà alternativa dove i vampiri se ne vanno tranquillamente in giro tra gli esseri umani. Sono una nuova specie, con tutte le implicazioni politiche e sociologiche del caso, e una nuova specie meno “dominante” di quanto si pensi. Infatti, mentre nei palazzi del potere i non-morti antichi la fanno da padroni (qualcuno aveva dai dubbi?), nelle strade la “prole di tenebra” muore di fame, anzi, di sete!
Il buon vecchio Conte Dracula, dopo essere stato cacciato dall’Inghilterra, si è trovato una nuova posizione nelle repubbliche centrali, come braccio destro (o burattinaio?) del Kaiser Guglielmo. La sua sete di morte e di sangue ha scatenato una Prima Guerra Mondiale che si combatte con enormi perdite umane, sia di “caldi” che di non-morti.
Entrambi i fronti puntano molto sulla battaglia dell’aria, con gli assi dell’aviazione dei due paesi che sfidano in duelli adrenalinici. Ma mentre i piloti inglesi sono “normali” vampiri su un aereo, quelli tedeschi sono una nuova razza di vampiro mutaforma, con tanto di alacce da pipistrello e mitraglia in pugno!
Il celebre Barone Rosso è quello che detiene il maggior numero di vittorie, e in patria è ormai una leggenda. Dracula, attento alla propaganda come il migliore dei capi di partito, ingaggia il non-morto Edgar Allan Poe per scrivere le sue gesta.
Tra Francia e Inghilterra, nel frattempo, il “caldo” Charles Berengaud (ovviamente invecchiato dai tempi di “Anno Dracula”) coordina lo spionaggio per conto del misterioso Club Diogene.
“Il Barone Sanguinario” è il degno seguito di quello che è stato giustamente definito il romanzo vampirico più originale degli ultimi vent’anni. Come in “Anno Dracula” le citazioni si sprecano (dai vari personaggi non-morti, a Mata Hari), mentre la trama è, se possibile, ancora più tesa ed intrigante.
Insomma i fan degli zannuti più amati di tutti i tempi esulteranno, i più tiepidi ammiratori del genere “storia alternativa” avranno pane per i loro denti, e anche gli estimatori del thriller puro avranno motivo di strofinarsi le mani.
Dimenticate le pallide figure aristocratiche a cui siete abituati: i vampiri di Newman sono decisamente prosaici e rissosi, come e peggio degli esseri umani.
Lo scenario fantapolitico e ricco di strizzate d’occhio alla sottocultura horror del secolo passato rende l’autore molto più vicino all’ avant-pop di molti scrittori di fantascienza, e molto, molto più divertente da leggere.
Nota dolente del progetto è che la Fanucci non prevede di pubblicare per il momento il terzo volume della serie “Judgment of tears” (ambientato nella Roma della Dolce Vita), né l’esplosivo Andy Wharol’s Dracula.
Peccato. Grosso peccato.
|