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La ragazza è distesa sull’asfalto, in una pozza di sangue, le ginocchia ripiegate e le braccia aperte. Come un angelo caduto. E’ così che la vede Luca Giannetti, agente di assicurazioni, accorso sul posto subito dopo l’incidente. E’ un pomeriggio qualunque di una torrida estate romana, ma da quel giorno la vita di Luca non sarà più la stessa. Perchè, dopo qualche ricerca di routine, si accorge che alcuni particolari del sinistro ricorrono anche in altri incidenti, tutti opera di pirati della strada rimasti impuniti. Ma si tratta davvero di tragiche fatalità? Testardamente, Luca Giannetti si lancia in un’indagine privata, sulle tracce di un serial killer che si muove nelle strade come una belva in cerca di vittime. Finché scoprirà che la verità affonda nel passato, nell’Italia retorica e maschia del Ventennio fascista: una villa della borghesia romana, un bambino innamorato della madre, una tragedia che si consuma davanti ai suoi occhi e che continua a tormentarlo nei lunghi decenni che seguono. E la ricerca dell’assassino diventa per Luca un corpo a corpo con le proprie ossessioni e i propri fantasmi.
Asma è un noir atipico che rovescia tutte le regole codificate del genere, a cominciare dalla ricerca della suspence. Non è l’identità dell’assassino ad essere misteriosa, ma le sue motivazioni e il suo doloroso mondo interiore, che si disvela lentamente nel corso della narrazione. Sospeso tra scavo psicologico e storia d’azione, tra commedia e thriller, il romanzo di Stefano Lazzarini è una lunga corsa col fiato sospeso.
Stefano Lazzarini, classe 1966, giornalista, cantautore, romano, è una voce nuova nella letteratura di genere in Italia. Cut-up.net gli ha rivolto alcune domande...
CUT-UP Come sei approdato alla scrittura? Sei partito da altre esperienze artistiche?
Quali sono stati i tuoi primi tentativi come scrittore?
STEFANO Sono un vorace lettore, anche di fumetti. Fin da piccolo ho scritto poesie. Poi canzoni, commedie brillanti per il teatro e infine sono approdato alla forma-romanzo.
CUT-UP E Asma? Come nasce? Da quali suggestioni o spunti?
STEFANO Asma nasce da una visita al cimitero monumentale del Verano. La tomba straziante di un bambino ucciso da un auto negli anni ’30 è stata la scintilla, il primo indizio per svelare quella massa informe e sconosciuta di idee e frasi che si sarebbe infine tramutata nel romanzo.
CUT-UP Come si è svolta la scrittura? Di getto o attraverso ripensamenti e revisioni?
STEFANO Io metto su carta un diluvio di frasi. Poi esce il sole e asciuga tutto. Magari ci mette dei mesi.
CUT-UP Asma ha avuto anche una storia editoriale un po’ tormentata prima di approdare a Cut-up edizioni…
STEFANO Un’Odissea vera e propria. Ho stracciato un contratto con una nota casa editrice. Il mio editor era uno scrittore di noir italiano che va per la maggiore. Non dirò altro neppure sotto tortura. Voglio dimenticare questa brutta esperienza che mi ha fatto perdere due anni e mezzo.
CUT-UP Il romanzo è costruito intorno a due personaggi – Luca e Italo, il “detective” e l’assassino – che hanno anche molti punti in comune. In quel personaggio ti riconosci di più? E quanto c’è di autobiografico in loro?
STEFANO Io sono un po’ di tutti e due. Di autobiografico c’è la rielaborazione di alcuni fatti che sono accaduti o sarebbero potuti accadere a me.
CUT-UP Asma non è un giallo dato che fin dall’inizio conosciamo l’identità dell’assassino. Perché hai scelto di infrangere così platealmente le regole della “suspence”?
STEFANO Mi interessava parlare della mente dell’assassino e della sua storia nel corso del romanzo, quindi dovevamo necessariamente fare la sua conoscenza. Un whodunnit classico non mi interessava. Più stimolante il whydunnit.
CUT-UP Avevi in mente qualche autore o qualche corrente letteraria scrivendo il tuo romanzo? E in generale quali autori ami e quali non sopporti?
STEFANO Amo Raymond Carver, Ernest Hemingway e molti altri. Non mi piace Dan Brown, giusto per citarne uno.
CUT-UP Quali sono i tuoi prossimi progetti di scrittura?
STEFANO Ho scritto un centinaio di pagine del mio nuovo romanzo. Vorrei andare avanti, ma ho paura di quello che potrà accadere al protagonista.
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