header image
NuovoSitoBanner

nuovosito.jpg

Home
Books
Fantascienza
Cinema
Autori
Comics
Music
Televisione
Teatro
Varie
Cut-up flickr
Cut-up YouTube
Collaborazioni
Login
_______________________
Abbiamo 1 utente online
_______________________

Untitled Document
Edizioni
CUT-UP
P.O. BOX 84
Poste Centrali 
19100 - La Spezia

Home arrow Teatro arrow Motus in stato di grazia
Motus in stato di grazia PDF Stampa
Scritto da Anna Maria Monteverdi   
giovedě 20 settembre 2007
X-racconti crudeli della giovinezza

motu3.jpgChi l'ha detto che il teatro di ricerca in Italia non richiama più pubblico? Nell'edizione 2007 a dire il vero un po' sottotono, del festival Santarcangelo dei Teatri, MOTUS fa ancora una volta centro (e sold out) con il nuovo spettacolo X Racconti crudeli della giovinezza debuttato poche settimane prima in versione provvisoria alla Biennale di Venezia sezione danza: a Santarcangelo erano proprio loro il richiamo principale per la stampa nazionale ed estera, per gli operatori teatrali locali e internazionali, e ovviamente per i numerosissimi fan che ormai la compagnia vanta in ogni angolo della penisola italica.
X  (ICS) è prima di tutto un progetto aperto che mette in cantiere contemporaneamente uno spettacolo e un film ed è costruito intorno a tre fasi di lavoro organizzate tra l'Italia, la Francia e la Germania: la prima è debuttata alla Biennale di Venezia lo scorso giugno con una definizione della costruzione scenografica, un abbozzo di drammaturgia e una parte del video (costituito da vari cortometraggi) girato nelle periferie della riviera adriatica.
A Santarcangelo la compagnia ha mostrato proprio questa prima sezione. La seconda fase è prevista per il 15 novembre 2007 a Valence presso la Scène National Lux con un allestimento dello spettacolo in versione francese e la creazione di nuovi cortometraggi girati per l'occasione tra Valence e Grenoble. Terza fase: corrisponderà alla presentazione del lavoro ad Halle, città della ex DDR presso il Festival Theater der Welt nel giugno 2008; alcune aree industriali oggi in disuso e abbandonate dalla popolazione molto significativamente entreranno nel lavoro video. Il progetto si concluderà con la postproduzione di un'opera cinematografica che manterrà testimonianza delle varie residenze internazionali. “Scegliamo una formula ibrida” -spiegano gli autori- “brevi cortometraggi come cartografie immaginarie di personaggi immersi nelle inquietanti urbanizzazioni periferiche e, sulla scena, corpi, racconti fatti di corpi, messi a nudo e confronto con il mutare della pelle e del desiderio, tra dolore e leggerezza, perché il passaggio di tempo non può e non deve essere necessariamente sfavorevole, ma farsi fonte di nuove risorse”.

motus.jpgUn vero progetto di intermediate theatre, per usare un termine oggi parecchio in voga? In realtà mi piace definire questo spettacolo l'avanguardia di un double coding theatre, uno spettacolo in cui saltano le gerarchie e le preoccupazioni di specificità del mezzo per dare vita a una narrazione espansa, doppia, contemporanea tra cinema e teatro con un libero nomadismo di linguaggi già ampiamente sperimentato dal gruppo nelle precedenti prove teatrali (da Twin rooms  a Splendid's a L'ospite) contro ogni tentativo di totalizzazione e genere. E' una rinuncia a un riferimento unico, stabile e stanziale (di stile, di linguaggio); del resto nomade e ribelle agli schemi è la vicenda narrata di due ragazzi, tra degradazione urbana ed erranza esistenziale con un sottofondo di paesaggio da “bordo stradale”: sentimenti a brandelli in una città selvaggia, giovani vite umane ai margini perennemente vaganti e in bilico, forse in frantumi, comunque precarie ma la cui precarietà è vissuta con un sotterraneo senso di euforica libertà nelle pieghe della città tra ipermercati e angoli industriali abbandonati.

In questo spettacolo teatro e video scorrono l'uno nell'altro in una vera “composizione digitale” che unisce in una continuità senza cesura cinema e teatro secondo una nuova estetica -seguendo Manovich- “anti-montaggio” ovvero,  

una creazione di spazi contigui in cui interagiscono diversi elementi (...) Nella composizione digitale gli elementi non sono più contrapposti ma miscelati; i loro confini vengono cancellati più che enfatizzati.  

Il corpo della bravissima attrice-danzatrice Silvia Calderoni che incarna a pieno lo spirito Motus e la sua filosofia postmodern, funziona come cesura, anello vitale di questa doppiezza del teatro: spirito libero, vaga con i suoi pattini a distribuire volantini in uno shopping center mentre si consumano i riti del consumismo quotidiano, ed è là che incontra un ragazzo. Stessa inquietudine, stessa solitudine, stesso spaesamento. La storia è narrata, cantata, esposta per quadri visivi tra frenesia, sesso e suicidio. I luoghi periurbani evocano ancora una volta le periferie pasoliniane e i “frammenti disgreganti” e i “grossi pezzi sanguinanti di cruda esperienza” delle vite nei romanzi di De Lillo (le definizioni sono di Fredric Jameson).

Il teatro rincorre il tempo del video: gli attori (Silvia Calderoni, Dany Greggio, Sergio Policicchio, Alexandre Rossi, Nicoletta Fabbri) in una prova intensa e ricca di pathos, stentano a stargli dietro: ma è il cinema a inseguire la realtà, a offrirgli insomma il copione e la sceneggiatura o viceversa? Un enorme schermo amplifica dettagli di una storia che il teatro può solo accennare: le immagini in bianco e nero pixellate sono sguardi evocativi di un turbolento e angosciante paesaggio-stato d'animo e mostrano attimi rubati non solo ai personaggi ma anche agli attori stessi nel loro lavoro di scavo psicologico, come già accadeva nelle prime immagini de L'ospite.

Come ci ricordano Daniela Niccolò e Enrico Casagrande: “Sulla linea del percorso pasoliniano compiuto con Come un cane senza padrone e L'ospite, ci rivolgeremo, complice il mezzo cinematografico, a un paesaggio ancora una volta in radicale trasformazione…Brevi cortometraggi come viaggi tra i giovani e le periferie umane: i nostri attori sono stati filmati a conttto con i ragazzi che gravitano e si incontrano alle panchine dei parchi pubblici, di desolati centri commerciali, o nelle sale prove musicali. L'immagine anonima della panchina è usata da noi come  simbolo della zona liminale tra città e campagna, come luogo di incontro e di attesa: cos'è del resto l'adolescenza se non una fremente, snervante attesa dell'età adulta che a volte giunge troppo presto o non arriva mai”

Vale la pena ricordare alcuni dei riferimenti letterari e cinematografici di questo spettacolo definito dagli autori “un viaggio all'interno dello junkspace contemporaneo”: non solo gli amati De Lillo, Fassbinder, Gus Van Sant e Eston Ellis offrono spunti e personaggi dai lucidi deliri e identità paranoiche e autodistruttive ma James Purdy, Douglas Coupland (non a caso lo scrittore  della “generazione X”) e il consumismo da lui descritto quale simbolo stesso della morte al lavoro, il Ballard de Il regno a venire, la generazione crudele di Nagisa Oshima. Il riferimento a Ballard è giustificato anche  dalla nota attenzione e attrazione da parte dell'autore di science fiction per geografie anomali delle metropoli come territori psichici (“Per questo le periferie mi interessano, perché vedo accadere il futuro. Lì ti devi svegliare al mattino e devi decidere di compiere un atto deviante o antisociale, perverso, foss'anche prendere a calci il cane, per poter affermare la tua libertà”).  

ICS racconti crudeli della giovinezza

Ideazione e regia. Enrico Casagrande e Daniel Nicolò

Con Silvia Calderoni, Nicoletta Fabbri, Dany Greggio, Sergio Policicchio, Alexander Rossi.

In video: Adriano e Luio Donati, il gruppo musicale Foulse Jockers

Produzione video Motus e Francesco Borghesi (p-bart.om)

In collaborazione con Camera stylo

Riprese: Francesco Borghesi, Daniela Nicolò. Stefano Bisulli

Video compositing: Francesco Borghesi

Text Compositing: Daniela Nicolò

Sound Compositing. Enrico Casagrande

Elementi scenografici Erich Turroni


Ultimo aggiornamento ( sabato 22 settembre 2007 )
 
< Prec.
Nuovo Sito
nuovosito.jpg
Annunci
IWRITE
Un nuovo laboratorio di scrittura a Pisa, con Giampaolo Simi, Rosella Postorino e Fabio Genovesi. Scrittori che scalpitate, esordienti che sarete famosi, che aspettate??
Leggi tutto...
 
A Reggio Emilia la Nuova Scuola Internazionale dei Comics
A REGGIO EMILIA La NUOVA SCUOLA INTERNAZIONALE DEI COMICS

Dopo le recenti inagurazioni delle sedi di Torino e Padova, ad arricchire l'offerta trentennale della Scuola Internazionale di Comics ci penserà la neonata sede di Reggio Emilia. A partire dall'autunno 2008, infatti, inizeranno le lezioni presso la sede nel centro storico del capoluogo

Leggi tutto...
 
ATTILIO MICHELUZZI-nuovo volume di Black Velvet
Dopo i volumi "Magnus. Pirata dell'immaginario" e "De Luca. Il disegno
pensiero", è in distribuzione in questi giorni un altro volume della collana
di saggi che, attraverso l'analisi di importanti studiosi, fornisce una
rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
Leggi tutto...
 
PONTIAC

pontiac.jpg

 

 

 

Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

Leggi tutto...
 
bannerinside.jpg