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Il teatro del disturbo elettronico PDF Stampa
Scritto da Anna Maria Monteverdi   
giovedě 20 settembre 2007

CRITICAL ART ENSEMBLE. Intervista a Steve Kurtz

Recombinant Theatre è la definizione data dal collettivo statunitense Critical Art Ensemble al proprio lavoro performativo. Nato nel 1987 a Talahasse in Florida il Critical Art Ensemble fondato da Hope e Steve Kurtz, Steve Barnes, Dorian Burr, Beverly Schlee, a cui ha collaborato a lungo Beatriz da Costa, si autodefinisce un collettivo di artisti dediti all'esplorazione delle intersezioni tra arte, tecnologia, attivismo politico radicale e teoria critica.

 

Anna Maria Monteverdi: I membri della Critical Art Ensemble  si definiscono "professionisti dei media tattici". Potete spiegarci cosa intendete con questo termine e come avete iniziato ad utilizzare questo modello di produzione culturale?
Critical Art Ensemble: Media tattico è un termine che ha origine in Olanda nella metà degli anni 90. La parte “tattica” del termine deriva parzialmente dalle teorie sulla vita quotidiana di Certeau. Il media tattico è anti-monumentale, deterritorializzante e auto-definito. Non cerca di colonizzare sites of meaning. E' effimero, emerge rapidamente per creare sovversioni ideologiche, per poi sciogliersi molto rapidamente. La parte “media” del termine si riferisce al fatto che CAE non lavora con alcuni mezzi in maniera specifica. Usiamo gli strumenti o le combinazioni dei media che risponderanno al meglio in una determinata situazione. Questa é una delle ragioni per la quale lavoriamo collettivamente, in questo modo avremo un insieme di abilità diverse per i nostri progetti. CAE lavora sempre in questo modo, anche prima che avessimo un termine per descriverlo. Usiamo il metodo perché ci sembra il mezzo più democratico per produrre cultura.

Anna Maria Monteverdi: Molto del vostro ultimo lavoro e numerosi vostri libri sono indirizzati alla resistenza elettronica o digitale. Scioperi della rete , attivismo online e virtuale sono le nuove forme di comunicazione e performative. Qual é la filosofia dietro alle vostre performance e quali sono gli scopi di tali azioni?
Critical Art Ensemble: Il filo comune del lavoro del CAE é stato quello di mostrare come gli strumenti dell'oppressione possano essere usati per la liberazione. Alla fine degli anni '80 fino alla metà degli anni '90 eravamo molto interessati a dimostrare come ci si poteva appropriare delle nuove informazioni e delle tecnologie comunicative attraverso la resistenza culturale, usate poi in modi per i quali esse non erano state designate o create. Attualmente stiamo cercando di mostrare come la scienza della vita possa essere utilizzata per scopi di resistenza. Questo compito è molto più difficile poiché il livello di persone alienate da questi strumenti è molto più elevato. Le persone tendono ad essere molto scettiche e paurose delle biotecnologie perché a differenza di un computer non sono molto adatti ad interagire con queste tecnologie. Allo stesso tempo, essi possono vedere quanti danni questa tecnologia sta causando all'ambiente e alla sfera sociale. Molti dei nostri recenti scritti e progetti sono stati concepiti per abbassare questo livello di alienazione e farle conoscere alla gente, per farli sperimentare con la tecnologia. Noi non possiamo permettere che questi strumenti di potere diventino di sola proprietà militare e delle corporazioni.
Anna Maria Monteverdi: I vostri ultimi lavori sono veri esempi di Teatro-Scienza (come GenTerra o Free Range Grains) e le vostre performance sono collegate alla biologia contestazionale. Il dibattito socio-politico sulla manipolazione genetica è maturo. Ma come può una performance mostrare aspetti specifici della ricerca scientifica? Ci potete fare un esempio tratto dal vostro lavoro?
Critical Art Ensemble:
Questo è il bello della qualità del digitale. Puoi avere una marea di informazioni messe in un pacchetto divertente che li riordina in modo “digeribile”. Il trucco è quello di fare in modo che i partecipanti vogliano guardarlo. Questo significa che noi dobbiamo convincerli rapidamente a partecipare alla questione che stiamo presentando. Nei progetti come Free Range Grains o Molecular Invasion noi possiamo portare le persone ad avere una grande discussione del tutto piuttosto facilmente, perchè il progetto ha a che vedere con il cibo e ognuno di noi deve mangiare. Con un progetto come GenTerra, in cui CAE cerca di discutere metodi sulla valutazione del rischio di organismi geneticamente modificati, il problema è più difficile. In questo caso dobbiamo creare una “minaccia” minore chiedendo alle persone di rilasciare batteri geneticamente modificati che abbiamo creato noi. Il battere é completamente innocuo per l'ambiente e per gli esseri viventi, ma sembra molto spaventoso. Le persone diventano molto interessate a valutare il rischio quando sono messe di fronte alla scelta di rilasciare o no i batteri.

Anna Maria Monteverdi: I nuovi sviluppi nella scienza della vita offrono potenziali positivi o pongono minacce più grandi? E anche, come riuscite a unire gli atti artistici, politici e scientifici in una performance?
Critical Art Ensemble: Lo sviluppo della scienza della vita non può essere fermato, ma può essere guidato. Se un prodotto o un processo è una minaccia o un fortuna dovrà essere esaminato caso per caso. Non esiste una posizione generale. Il problema principale non è solitamente la mancanza di conoscenza del proprio prodotto, ma il modo in cui esso viene utilizzato secondo le vigenti correnti politico-economiche. Data la natura predatoria del capitalismo, quasi ogni cosa può essere una minaccia: il sistema è quello che necessita di essere cambiato e non la scienza. Ibridazione è un processo semplice poiché é lo stato permanente del diventare, di cui tutti facciamo parte. Tutti gli oggetti e i processi hanno elementi di scienza, politica e arte in essa o collegati tra di loro. Noi attiriamo solo l'attenzione verso tutti gli elementi in varie proporzioni che compongono questo miscuglio, piuttosto che ignorare alcune categorie e favorirne altre.

Anna Maria Monteverdi: Siete stati accusati di essere “bioterroristi” Potete dirci qualcosa in più sul tragico evento che ha coinvolto Steve Kurtz?
Critical Art Ensemble: L'esperienza traumatica di Steve è stata una delle tragedie patite come risultato delle linee di condotta dei neoconservatori e della rapida crescita della sicurezza americana sostenuta dalla funzione del 911, che include la politica della “giustizia preventiva”. L'11 maggio del 2004 la moglie ventenne di Steve e membro CAE, Hope, morì di un attacco di cuore nella loro casa di Buffalo. Steve chiamò il 911. La polizia di Buffalo che risponde insieme alle chiamate di emergenza fu allarmata dalla presenza di materiale artistico presente nella loro casa, che era stato esposto in musei e gallerie di tutta Europa e Nord America. Convinti che questi materiali – che consistevano in numerosi petri contenenti forme di batteri nocivi, e apparecchiature scientifiche per testare cibi geneticamente modificati - fossero il lavoro di un terrorista, la polizia chiamò l'FBI. Il giorno successivo mentre Steve stava andando al funerale di sua moglie fu arrestato e illegalmente detenuto per 22 ore dagli agenti dell'FBI e dalla Task Force anti terrorismo, i quali lo informarono di essere sotto inchiesta per “bioterrorismo”. Nel frattempo, agenti provenienti da numerosi enti governativi di giustizia federale piombarono a casa di Steve con tute antibatteriologiche . Circondando un isolato e mezzo intorno alla sua casa, facendo la cernita di gatto, cane, computers manoscritti, libri, attrezzatura e perfino del corpo di sua moglie. Dopo una settimana, solo dopo che il commissario della salute pubblica dello stato di New York aveva analizzato campioni prelevati dalla casa e aveva annunciato che non c'erano minacce per la pubblica sicurezza, gli fu permesso di ritornare a casa e riprendersi il corpo di Hope. Adesso lui e Robert Ferrel, collaboratore CAE da molto tempo (primo presidente del Dipartimento di Genetica all'Università di Pittsburgh Graduate School of Public Health) affrontano l'accusa di "frode fiscale", grazie all'Usa Patriot Act, con cui rischiano una possibile sentenza di 20 anni, lo stesso peso che avrebbe avuto l'iniziale “bioterrorismo”. Il caso minacciò di creare precedenti molto pericolosi intaccando il confine tra diritto civile e criminale e criminalizzando coloro che osavano giudicare la politica governativa. Se il Dipartimento di Giustizia avesse vinto questo caso, avrebbe sicuramente raddoppiato il potere del Governo Federale. A causa di questo caso, molti dei produttori indipendenti che un tempo fornivano amatori o hobbisti scientifici non lo avrebbero più fatto per paura di possibili vertenze. Quindi il caso minaccia di interrompere la ricerca indipendente e danneggia seriamente la capacità pubblica di criticare corporazioni e militari, i quali eserciteranno un sempre più ristretto controllo della conoscenza scientifica. (Per ulteriori informazioni sul caso, e su come tu possa dare un aiuto, puoi visitare il nostro sito
www.caedefensefund.org)

Ultimo aggiornamento ( sabato 22 settembre 2007 )
 
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