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Trittico "Animalista" PDF Stampa
Scritto da Tommaso Destefanis   
luned́ 24 settembre 2007
1845761596_02.jpgWE3 – Nuovo Organismo Ibrido (WE3)
Testi – Grant Morrison, Illustrazioni – Frank Quietly, Colori – Jamie Grant, Traduzione – Leonardo Rizzi
Editore – Vertigo/Magic Press
17x26, Brossurato, 104 pagine, colore. Prezzo € 8,50

L’ORGOGLIO DI BAGHDAD (Pride of Baghdad)
Testi – Brian K. Vaughan, Disegni – Niko Henrichon, Traduzione – Matteo Casali
Editore – Vertigo/Planeta De Agostini
17x26, Cartonato, 168 pagine, colore. Prezzo € 14,95

NIGER Vol. 1, Vol. 2
Testi e Disegni – Leila Marzocchi
Editore – Coconino Press
21x29, Spillato, 36 pagine, colore. Prezzo € 9,00

Tre storie diverse fra di loro. Tre storie che vanno dalla fantascienza alla realtà, dalla realtà alla fiaba. Tre storie che vi faranno star male e sorridere, niger1.jpgriflettere e sognare. Tre storie a fumetti che hanno per protagonisti i nostri amici animali. Il modo che abbiamo di rapportarci con loro, le similitudini che ci dividono e le differenze che ci uniscono. Registri narrativi e segni grafici differenti per mettere a nudo sentimenti e ambizioni molto umane: la fame, la rabbia e la paura che muovono il gatto, il cane e il coniglio di WE3, lo sconcerto e i dubbi dei leoni de L’Orgoglio di Baghdad e la solidarietà dei piccoli pennuti di Niger.
Due fumetti targati Vertigo (sempre più punto di riferimento del fumetto americano di qualità, come testimoniano i recenti Eisner Awards) e uno Coconino, nuovo e vecchio continente a confronto: alcuni albi sono più recenti, altri un po’ meno, ma sono tutti facilmente reperibili.
E allora il consiglio è uno solo: procurateveli in fretta.
Ora vi spiegherò anche perché...

WE3 – Disney con le zanne.

“rotto. guscio gamba. guscio cattivo. cattivo. guscio nn 6 bandit. guscio nn 6 noi.”

we3-5sm.jpgCi sono fumetti più o meno belli. Fumetti che lasciano un buon ricordo e fumetti che si dimenticano dopo aver letto l’ultima vignetta.
Poi ci sono i capolavori. Pochi, folgoranti e indimenticabili.
Ecco, WE3 è un capolavoro.
Un raro caso in cui l’alchimia fra storia e disegni rasenta la perfezione, un rarissimo caso in cui, una volta arrivati alla fine, si ha la certezza che le pagine appena passate abbiano lasciato un segno indelebile.
Dal genio poliedrico e inesauribile di Grant Morrison e dalle matite del virtuoso Frank Quietly, ci arriva una storia mozzafiato, commovente, a tratti spietata. Un Morrison in stato di grazia si avvale di un’ambientazione fantascientifica e dei ritmi serrati del fumetto d’azione, di stampo prettamente supereroistico, per colpirci al cuore, e farci davvero male: chiunque abbia in casa un amichetto a quattro zampe tratterà a stento i lacrimoni. E chi non ce l’ha, beh, resterà comunque impressionato dall’umanità e dalla purezza che trasudano da questa storia breve e devastante. Lo scrittore scozzese non hai mai fatto mistero della sua fede anti-vivisezionista (illuminante questa sua intervista su Newsarama http://www.newsarama.com/pages/DC/We3.htm )e si vede che ha voglia di dire chiaro e tondo come la pensa. Le premesse hanno un che di grottesco: un cane(1/Bandit), un gatto(2/Thinker) e un coniglio (3/Pirata) vengono potenziati con tecnologie belliche all’interno di un esperimento top-secret dell’esercito americano. Esperimento che prevede lo sfruttamento di animali domestici per operazioni sporche. Una volta provata la bontà del progetto, viene quindi deciso di “congedare” le tre bestiole, e di passare al livello successivo. È a questo punto che, Roseanne Berry, la responsabile dell’addestramento dei tre animali, si mette di traverso e lascia fuggire i suoi cuccioli, scatenando una caccia disperata.
bandit.jpgLo script è un manuale d’inventiva; lo scrittore scozzese fa miracoli dal nulla. I tre protagonisti si esprimono con frasi mozzate e monosillabi, pesanti come macigni, toccanti. Anche le psicologie, pur tratteggiate in modo prevedibile (il cane è coraggioso e leale, il gatto micidiale e anarchico, il coniglio semplice e lineare) funzionano e acquistano uno spessore inattaccabile mano a mano che le tavole si susseguono, verso un finale pirotecnico e perfetto.
Il disegnatore, Frank Quietly (al secolo Vincent Deighan) conterraneo di Morrison, noto per il suo stile da lui definito western manga, in questo fumetto dà il meglio di sé: lasciando perdere l’efficace caratterizzazione dei protagonisti e il design delle loro corazze, la parte del leone la fa la costruzione della tavole. Vignette che si accavallano l’una all’altra, quasi a voler soffocare la pagina, per poi esplodere in doppie splash da brivido. Sequenze d’azione martellante e attimi intensi e quasi sospesi si susseguono in un delicato equilibrio che non s’interrompe mai. Gli esseri umani (soprattutto nel primo capitolo) vengono spesso ritratti dalla metà del volto in giù, come se i loro occhi non fossero importanti, come se non fossero capaci di comunicare nulla se non ghigni soddisfatti o irritati. Mentre ai tre eroi, soprattutto a Bandit/1, è lasciato il compito di ricordarci quello che siamo (animali che in fondo hanno fame, hanno paura, cercano una casa) e quello che alla fine dovremmo essere (creature fiduciose, nonostante tutto, e fedeli le une nei confronti delle altre).
Come già detto, WE3 colpisce al cuore; per la bellezza e per la compassione che riesce a suscitare, in tutta la sua semplicità.
Ci sono fumetti più o meno belli.
WE3 è un capolavoro.

L’Orgoglio di Baghdad - uno Zoo in fuga dalla guerra.

“Nell’Aprile del 2003, quattro leoni fuggirono dallo Zoo di Baghdad durante il bombardamento americano in Iraq...”

jun060255.jpgIl dramma del conflitto iracheno in questi anni ha scatenato e continua a scatenare (ma non potrebbe essere altrimenti) reazioni più o meno condivisibili, coinvolgendo e scuotendo le coscienze di chi opera nei principali media: cinema, televisione, letteratura.
Ovviamente, il fumetto non poteva esimersi dal dire la sua. Il fatto curioso è che il pluripremiato Brian K. Vaughan, uno dei migliori sceneggiatori sulla piazza, nonché portavoce indiscusso del fumetto super-eroistico d’autore (Y: L’Ultimo Uomo, Ex Machina), abbia scelto il punto di vista di quattro leoni in fuga dallo Zoo della capitale irachena, ispirandosi a un episodio realmente accaduto. L’Orgoglio di Baghdad è una graphic novel strana, perennemente sospesa fra avventura disneyana e atroce realismo, per certi versi ricorda un vecchio film di Ralph Nelson, Soldato Blu. Anche lì, il tono e la narrazione erano da avventura “leggera”; solo che, per tutta la durata della storia, potevi quasi sentire il ticchettio della bomba in sottofondo, potevi sentirlo e allora tenevi pronte le mani vicino alle orecchie, in attesa del botto. E il botto alla fine arrivava, arrivava eccome.
Ne L’Orgoglio di Baghdad il dilemma che lacera i quattro leoni è uno solo: meglio la prigionia nello zoo, con tutti i comfort che comporta, o la libertà, con tutti i suoi misteri e i suoi pericoli? In questa domanda non è difficile leggere un’allusione alla situazione irachena e dividere di conseguenza i felini e gli altri animali fra oppositori e seguaci di Saddam: questa è solo la chiave di lettura più immediata... resta in piedi un discorso più ampio sulla libertà, se sia più giusto conquistarsela o “subirla”. Ma aldilà delle diverse prese di posizione dei protagonisti, aldilà delle loro svariate (dis)avventure, è la domanda, che resta sospesa e passa di pagina in pagina, a tenere banco, a non mollarti mai, a fare da ticchettio di sottofondo... e quando la risposta arriva, quando il botto arriva, è un cazzotto nello stomaco, ti piega in due.
pride2_0.jpgVaughan mette in archivio un altro pezzo di bravura, rivelandosi ancora una volta un grande plasmatore di personaggi (la vecchia leonessa Safa è semplicemente indimenticabile): questo baldo giovane (come del resto Morrison, di cui ho già parlato) va a unirsi a quella schiera di versatili sceneggiatori moderni, capaci di passare con nonchalance da storie intense, come appunto L’Orgoglio di Baghdad, a fumetti di puro intrattenimento adrenalinico, come il suo lavoro più recente su Buffy per la Dark Horse Comics, tenendosi sempre ben lontano dalla banalità e dalla sufficienza di altri colleghi. In un fumetto come L’Orgoglio di Baghdad era necessario tenere sotto controllo i toni e le argomentazione, pena l’inevitabile scivolone nel qualunquismo: Vaughan non ci casca e la sua sceneggiatura è un inno alla semplicità. Magari non sarà una delle sue cose migliori, ma è senza dubbio una storia onesta.
Per quanto riguarda il disegnatore Niko Henrichon, qua alla sua seconda prova dopo la graphic novel Barnum!, si è rivelato un talento genuino e sorprendente, da tenere sicuramente sott’occhio nei mesi a venire: gli animali che popolano le pagine del fumetto sono ritratti con realismo elegante e superbo, mentre la cartoonizazione dei visi è efficace ed espressiva (c’è un forte debito nei confronti del Re Leone disneyano per quanto riguarda il piccolo Ali). Le vedute paesaggistiche poi, sono mozzafiato. Le linee sono leggere e delicate, essenzialmente chiare, e il grosso del lavoro lo fa una colorazione che passa dai toni rossastri dello zoo e della città, a quelli vividi e multicolore della foresta, a quelli cupi e intensi del Palazzo. Un lavoro coi fiocchi.
Per chiudere, una nota sull’edizione Planeta: la qualità del volume è fuori dal comune, un piacere al tatto. Spesso ci si ritrova in mano fumetti stampati così e così, con copertine ballerine e pagine che si sparpagliano allegramente verso la metà. L’edizione Planeta è un lussuoso cartonato, impaginato elegantemente: merita senza dubbio un plauso.

Niger – Gli allegri compari del Bosco Incendiato.

“Prima lezione del mondo luminoso: gli esseri piccoli vengono inglobati dagli esseri più grandi.”

p45.jpgE dopo due fumetti di produzione americana, ci spostiamo nella nostra penisola, per parlare di un albo che nella forma e nella sostanza si differenzia non poco dai precedenti. Salvo, ovviamente, la scelta di eleggere a protagonisti i nostri amici animali. Dopo i cyborg disperati di WE3, dopo i tragici leoni di Baghdad, ecco una fiaba per tutte le età: protagonisti una simpatica combriccola di uccelli e una misteriosa larva.
Trascinata dal vento, trasportata dalle acque della palude a una capanna disabitata nel bosco, una piccola larva di (boh?) viene ritrovata e accudita da alcuni abitanti del Bosco degli Abeti Incendiati. Gli animaletti, incuriositi, decidono di prenderla sotto la loro custodia e di tenerla al sicuro dalle varie minacce del bosco (ragni, scolopendre). Le danno perfino un nome: Pupa.
Niger è un fumetto che ha diverse qualità: visivamente è originale (nel primo volume predomina una bicromia nero-rosso, in quello successivo, nero-arancio), è scritto con piglio e brillantezza e ha un lettering veramente da ”favola”. Ma la qualità migliore di Leila Marzocchi è quella di aver tratteggiato personaggi davvero entusiasmanti: il Compare (ma che bestia è?), niger1b.jpgNonno Cesarino (il primo gufo super-eroe) e, appunto, Pupa, metà bambina, metà bozzolo. Ai quali si aggiungono alcune trovate davvero geniali come la Fatwa della Mano di Fatima.
La Coconino è da anni ormai sinommo de bontà, sinommo de genuità (per dirla alla Funari/Guzzanti) e Niger entra di prepotenza fra gli albi più divertenti e originali della casa editrice fondata da Igort. Due volumi, per ora, con altri, mi auguro, presto in arrivo: due volumi che si staccano dalla stragrande maggioranza delle produzioni fumettistiche e che si propongono come una piacevole alternativa all’alternarsi dei generi canonici.

E con Niger si chiude questa piccola carrellata sugli animali nel fumetto. In futuro spero ci sia occasione di tornare sull’argomento e di poter parlare ancora di cani, topi e uccelli parlanti (non necessariamente antropomorfi).
Per il momento, godiamoci questi tre gioielli.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 24 settembre 2007 )
 
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con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
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Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

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testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

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