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DOGMA PDF Stampa
Scritto da Susanna Raule   
mercoledì 01 agosto 2007
Regia: Kevin Smith
Con: Linda Fiorentino, Matt Damon, Ben Affleck, Selma Hayek, Alanis Morissette
USA 1999

Mi è capitato di leggere qualche recensione su questa pellicola. Recensioni che in definitiva concordavano sul fatto che il film non fosse poi un granché. Naturalmente ammettevano che ci fossero gag esilaranti, che gli interpreti fossero tutti in splendida forma e avessero dato prova di saper recitare piuttosto bene. Obbiettivamente è piuttosto dura dare contro ai lanciatissimi Ben, Matt e Selma, visto che hanno mietuto successi un po’ in tutto il mondo con i vari Devil, Will Hunting, Frida…
Quindi gli attori non possono essere.
Come abbiamo già visto non possono essere nemmeno le gag, che, come in tutti precedenti film di Smith, fanno cadere a terra dal ridere.
Quale poteva essere allora la spina nel fianco dei vari recensori?
Vedete, il fatto è che Dogma non è proprio il film più educato, edulcorato e “cattolico” della storia del cinema. Sia in America che in Italia ha pesantemente risentito della censura, il che, unito ai supponiamo non involontari problemi di distribuzione, ha fatto in modo che venisse proiettato nelle sale con il leggero ritardo di QUATTRO anni.
Mi rendo conto che sono solo mie maligne supposizioni, ma sarà mica l’implicito tabù del recensore sulle critiche al cattolicesimo a fargli affermare: “…Se invece, e il dubbio è legittimo, lo scopo era quello di riflettere sulla stupidità del dogmatismo religioso, allora la partita è persa, perché sarebbe come mettere a confronto le Confessioni di Sant’Agostino con l’almanacco di Paperinik e poi vedere quale delle due letture è più profonda.”?
Sembra quasi superfluo rilevare che le Confessioni di Sant’Agostino (oltre a essere infinitamente più pallose dell’almanacco di Paperinik, e chiunque le abbia effettivamente lette sarà d’accordo con me) non si possano certo definire SUPERPARTES, in quanto a schieramento religioso. Come dire; dopo averle finite di leggere non ti rimangono dubbi tipo: “Ma alla fine chissà poi per chi teneva questo, per Dio o per Satana?” oppure “Sarà mica stato ateo, questo Sant’Agostino?”
Recensioni della serie “al limite ateo va bene, ma se sei anche anticattolico non meriti altro che una stroncatura” e “va bene condannare il dogmatismo, purché sia mussulmano”. Più o meno le stesse stronzate che è capitato di sentire all’uscita di Magdalene (anche a mio avviso film infinitamente più bello di questo). [...]
Ma sicuramente queste mie illazioni sono sciocche e puerili in una nazione in cui la libertà di credo e di pensiero è garantita al di là di ogni dubbio, come la nostra.
Per chi non l’avesse ancora capito il film a me è piaciuto: è divertente, ben girato, dal ritmo serrato. I problemi teologici sono affrontati in modo anticonvenzionale, ma ben documentati e su solide radici storiche. Dio è un Alanis Morissette completamente rincitrullita che ci ricorda molto da vicino l’ultimo discendente di Cristo (figura che non manca neanche in questa pellicola) di PREACHER, vittima dello scarso rimescolamento genetico, che va in giro canticchiando Zumpi-zumpi-zumpi-pa.
I riferimenti al mondo dei comics sono comunque moltissimi ed evidentissimi: alcuni dialoghi sono praticamente identici a quelli del già citato Preacher di Ennis, uno dei ragazzini che all’inizio del film riempiono di mazzate un vecchio esibisce tronfio una bella maglietta di Hellboy, per non parlare dei Madman da tutte le parti.
Alla pellicola non manca la grinta, ne’ i ritmi serrati di un triller. Decisamente più maturo rispetto a “Generazione X” e al melenso “In cerca di Amy”, sfiora l’efficacia di “Clerks”, che però rimane il mio preferito malgrado tutto.
Informazioni in ordine sparso:
Matt Damon e Ben Affleck sono due angeli (Matt Damon è il famoso Angelo della Morte, Ben Affleck Bartleby) che Dio ha cacciato sulla terra per avergli/le disobbedito. Chris Rock è il tredicesimo apostolo, Rufus, scartato dalle cronache ufficiali perché di colore, Jay e Silent Bob sono due profeti, Selma Hayek è una musa che si è data allo spogliarello, delusa dal fatto che le è venuto il blocco dello scrittore, Gorge Carlin è il vescovo anticonformista che ha dato vita al movimento “Cattolicesimo wow”, proponendo in contrapposizione al dolente e poco moderno Cristo in croce la nuova, più accattivante figura del “Cristo compagnone”, che strizza l’occhio e fa ok con la mano, e Jason Lee è Azrael.
Scena che vale tutto il film: il bravissimo Alan Rikman appare avvolto dalle fiamme a Linda Fiorentino, nel bel mezzo della notte. Per convincerla che non è un piromane stupratore ma un Angelo (anzi Metatron, la voce di Dio), visto che lei non si accontenta della sua vasta apertura alare, è costretto a mostrarle che sotto è liscio come una Barbie.
 
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