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Saranno Famosi PDF Stampa
Scritto da Valentina De Franceschi   
luned́ 26 novembre 2007
Siamo nell'era dei telefilm più belli e entusiasmanti dei film. Nuove serie con ottime sceneggiature e idee innovative affollano il panorama televisivo facendo la felicità dei teledipendenti come me. Ogni tanto tra i nuovi telefilm vengono riproposti dal palinsesto qualche vecchia serie di culto dei decenni passati. Queste serie riproposte a rotazione probabilmente come tappabuchi tra un telegiornale e un reality mantengono comunque un pubblico affezionato, vero zoccolo duro formatosi in tempi passati. Con questo spirito di affezionata fan di vecchia data quest'estate mi sono rivista la serie Saranno Famosi.

Dopo la prima tiepida soddisfazione nel rivedere i volti conosciuti di Coco, Leroy, Doris, Amatullo, Martelli e tutti gli studenti della School of Arts compresi i solerti insegnanti mi è subentrato un senso di disagio. Ero un po' contrariata dal non provare più la stessa sensazione di quando ero piccola, colta da un nuovo sentimento d'insofferenza. Un dubbio, una domanda si insinuava nel mio cervello. Poi ho chiesto aiuto. Sono andata dal mio guru della filosofia “teniamo i piedi per terra” che in realtà è mia sorella rinomata per la sua salda e terracea intelligenza pratica. Dopo aver espresso la mia richiesta ho ottenuto questa risposta: “che cazzata! Sono così buoni che mi fanno vomitare”

e allora l'illuminazione. La classica lampadina accesa. Ecco spiegato il senso di disagio, il disturbo lieve ma insistente dovuto alla visione di una serie tanto amata negli anni passati. Ma la serie era la stessa. Cosa era cambiato? Ma è chiaro (altra lampadina) il tempo! Il nostro tempo non è più il decennio felice degli ottanta, ora siamo nel duemila alle porte del secondo decennio del ventunesimo secolo, dopo il crollo delle due torri, dopo i serial killer, dopo l'aids, dopo la nascita del regno del terrore e della ricerca della libertà duratura, e dopo la crisi economica (mettiamo anche questa che tanto si sa che sono i soldi a far girare il mondo).

A noi spettatori abituati a cadaveri squartati, violenze iperrealistiche e gratuite, sesso spinto sparsi a piene mani nei telefilm di nuova generazione, l'atteggiamento buonista di Saranno Famosi ci provoca un senso di nausea. E' triste ma è così. I tempi sono cambiati, non ci eccitiamo più o ci interessiamo se non ci sono litri di sangue che schizzano dappertutto, chilometri di pelle nuda e sentimenti, storie morbose e pazzoidi in ballo.

I tempi sono cambiati. Ma anche noi.

La televisione ha seguito a ruota il nostro imbarbarimento. Ora si cerca iperrealismo morboso e malsano, gli estremi limiti della follia umana. Infarcite magari da elementi fantascientifici. Raffreddati nel secolo della tecnologia digitale cerchiamo di scaldarci alla visione di barbarie quasi primitive.


P.S. Una curiosità : Fame – saranno famosi prima di tutto era un film diretto da Alan Parker nel 1980, poi dopo il successo della pellicola si è deciso di creare una serie tv che ha retto 136 episodi! Comunque ritengo giusto lodare il lavoro dei coreografi della serie Debbie Allen e Otis Sallid che hanno saputo rinnovarsi e proporre balletti corali che mantengono intatto il loro fascino. Questo non toglie comunque il valore degli attori o degli sceneggiatori.

Beati loro! vivevano in tempi felici.

 
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