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I racconti del Mandala. Un tecnospettacolo multimediale tra archetipi mandalici e leggende post-human E’ un reading particolare quello cui si assiste durante I racconti del Mandala, una “concert’azione scenica per voce e data suit”, come recita il sottotitolo, che ruota attorno alla forte presenza scenica della bravissima cantante e performer Francesca Della Monica potenziata nella sua vocalità e gestualità da un “abito” tecnologico, un datasuit dotato di sensori che la connettono in svariati modi alla partitura sonora del compositore elettronico e sound designer Mauro Lupone, e alle suggesive scenografie video realizzate dal videomaker Theo Eshetu in collaborazione con Samuele Malfatti.
Utilizzare il dispositivo tecnologico del datasuit in scena è un’ esperienza estremamente innovativa nel panorama italiano, se si escludono pochi precedenti, tra cui va ricordato l’Ubu incatenato della compagnia Fortebraccio Teatro, dove l’esoscheletro indossato dall’attore protagonista Roberto Latini contribuisce efficacemente a declinare in chiave attuale le tematiche del ruolo dell’attore come marionetta e del rapporto libertà-schiavitù contenute nel testo dei primi del novecento di Alfred Jarry. In comune con l’Ubu incatenato, I racconti del Mandala propongono un utilizzo della tecnologia che non si risolve in una spettacolarità fine a se stessa, ma che diviene parte integrante della drammaturgia. La protesi tecnologia indossata dalla cyber-performer Fracesca Della Monica genera flussi audiovisuali e ne potenzia le già di per sé straordinarie doti vocali, consentendole di ampliare la sua tessitura fonetica e di dar voce, “incarnarsi” in personaggi diversi - uomo, donna, ermafrodito, narratrice, cantante – in sintonia con un testo drammaturgico incentrato su storie di trasformazioni e di metamorfosi. L’autore dei racconti, il drammaturgo Andrea Balzola, si è ispirato alla complessa simbologia del mandala (in sanscrito mandala significa cerchio magico), figura archetipica riscontrabile sia nella cultura orientale che in quella occidentale quale rappresentazionie simbolica dell’universo spazio-temporale e del suo processo di creazione. Il mandala è anche associato a processi di ricerca identitaria, di immagini mentali e oniriche che guidano l’essere verso il proprio centro, contro la dispersione e la frammentazione del sé. Nel corso della narrazione dei Racconti del Mandala suggestioni mitologiche si intrecciano con tematiche legate alla contemporaneità, dispiegandosi in storie labirintiche che attraversano luoghi e tempi diversi e che confluiscono nelle vicende che vedono come protagonisti il bambino-uomo Karl e la principessa nera Riza. Karl è un bambino metropolitano, che acquisisce poteri particolari mangiando una mandorla magica e che conquista il titolo di “King of the North” dopo aver superato tutte le prove di un cybergame proibito e pericoloso, che lo imprigiona per anni nel mondo virtuale della rete. Riza è una principessa africana discendente da una sacerdotessa per metà donna e per metà coccodrillo, che dopo essere stata rapita da bracconieri bianchi viene venduta a una banda criminale che gestisce il racket internazionale della prostituzione. Dall’incontro di Karl e Riza nasce un essere ibrido con attributi in parte animali, in parte umani e in parte divini, un ermafrodito in cui tutte le differenze coesistono in una sintesi degli opposti. Corpi. volti e paesaggi evocati dalla voce (ma sarebbe meglio dire dalle voci) narrante vengono restituiti in immagini video che non illustrano didascalicamente le vicende ma ne forniscono un contrappunto visivo dai cromatismi intensi ed espressionistici che contribuisce assieme alla partitura elettronica a creare una dimensione sospesa, onirica e fiabesca. Non sempre risultano chiare le modalità attraverso cui si innescano le interazioni sulla scena, e questo a tratti può disorientare. Ma ciò nulla toglie alle suggestioni derivanti dall’orchestrazione complessiva dello spettacolo, che immaginificamente allude alla condizione post-umana in cui stiamo vivendo, all’incessante processo di ri-negoziazione dei confini tra naturale e artificiale, alle trasformazioni del corpo ad opera dell’ingegneria genetica e delle protesi tecnologiche. Sono problematiche che aprono scenari inquietanti, ma che possono generare anche nuove forme di consapevolezza e nuove occasioni di espressione creativa.Lo spettacolo, presentato in anteprima assoluta al Teatro Civico di La Spezia il 7 dicembre, vanta un’originale formula produttiva, frutto della collaborazione della compagnia Verdasto /della Monica con XLABfactory, una piattaforma di creazione digitale diretta da Andrea Balzola, studioso di estetica dei nuovi media, Mauro Lupone, compositore elettronico e Anna Maria Monteverdi, studiosa di teatro digitale, che hanno pionieristicamente inserito nei programmi di studi delle Accademie e nelle Università dove collaborano da molti anni discipline legate alla “digital performance”. XLABfactory risponde alle sfide dell’innovazione mediatica che da decenni sta trasformando la nostra società e le pratiche artistiche, cercando di coniugare tre momenti imprescindibili di una cultura artistica immersa nel presente, memore del passato e proiettata del futuro: formazione, ricerca, produzione. Il collettivo ha all’attivo diversi progetti scenici che hanno visto coinvolti numerosi artisti teatrali e tecnologici, tra cui Andrea Cosentino, Emanuela Villagrossi, Massimo Verdastro, Giacomom Verde e Andrea Brogi.Il debutto di I Racconti del mandala è stato preceduto da un laboratorio tenuto dai membri di XLAB, indirizzato agli studenti delle Scuole Medie superiori e incentrato sulle tecniche dell’interactive stage design e sulle potenzialità espressive dei sistemi interattivi per la messinscena teatrale, con uno sguardo alle più interessanti produzioni tecnoteatrali internazionali. Silvana Vassallo I RACCONTI DEL MANDALA Concert’azione scenica per voce e datasuit Con FRANCESCA DELLA MONICAA cura di MAURO LUPONE Ipertesto e Drammaturgia: ANDREA BALZOLA ; Musica, Sound design e Interazione audio MAURO LUPONE ; Video: THEO ESHETU con la collaborazione di SAMUELE MALFATTI ; con la partecipazione di ANDREA CARABELLI, MARION D'AMBURGO, CATERINA DE REGIBUS, MASSIMO VERDASTRO , Costumi: MARION D'AMBURGO ; Responsabile Tecnico Audio: GIANLUCA CAVALLINI ; Coordinamento, Logistica e Documentazione: ANNA MARIA MONTEVERDI ; Organizzazione e Promozione: SILVIA CALI'
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