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Home arrow Cinema arrow Grande Grosso e Verdone
Grande Grosso e Verdone PDF Stampa
Scritto da Andrea Campanella   
sabato 08 marzo 2008

 

locandinavedone.jpg

Premetto che Verdone non rientra nei miei gusti cinematografici e che, forse, l'unico film che ho visto al cinema era "Compagni di scuola", che considero la sua commedia meglio riuscita.

C'è un legame affettivo, quello si, dai tempi di Non stop, regia del compianto  Enzo Trapani, e così per Troisi e La Smorfia. Con questo ultimo film però, credo che Verdone abbia convinto anche i più scettici sul suo talento e sulla capacità di scrivere e caratterizzare atmosfere e personaggi.

Si è sempre parlato di Verdone come dell'erede di Sordi. L'attore che incarna i vizi degli italiani, li amplifica, li rende una cifra personale. Raccontare delle storie rimane un'altra cosa dal costruire dei caratteri. Verdone in qualche caso c'è riuscito (Maledetto il giorno che t'ho incontrato).

Verdone ha sempre viaggiato su due registri: da una parte i film sui caratteri e la vera e propria commedia. Di soliti i primi incassavano bene e gli davano la possibilità di misurarsi sul terreno della commedia che, con il passare del tempo, si è fatta sempre più nera e amara.

Verdone non è Ferreri o Risi, però nel personaggio di Callisto Cagnato l'attore sfiora l'eccellenza, ricorda il miglior Sordi de "Il Vedovo" o "Bravissimo", un personaggio grottesco e profondamente nero e amorale. Quella cattiveria che pare mancare oggi nel cinema italiano.

Quella sana cattiveria che su altri livelli si trova nell'ultimo disco dei Baustelle, ad esempio.

Lo sguardo impietoso e comunque un po' complice (senza essere ruffiano, come l'Ivano di Viaggi di nozze) sulla coppia Venchiarutti-Sessa, i cafoni arricchiti con la telefonia mobile (il telefonino è sempre presente, più in versione di videocamera o macchina fotografica), che passano un momento di crisi con il figlio Steven (non poteva chiamarsi altrimenti), già imbarbarito a quindici anni.

Beh, è solo una commedia di caratteri, eppure è tanto amara, grottesca e cattiva (persino il personaggio solare Leo esplode: " Ma che, se va n' vacanza con la morta n' casa?" ai figli che vogliono partire anche se è morta la nonna), che ci ricorda le tante commedie di costume dei grandissimi Tognazzi, Manfredi, Sordi, Gassman.

Bravo Verdone.

Ultimo aggiornamento ( sabato 08 marzo 2008 )
 
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