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Teatro delle Nuvole - il nuovo libro della compagnia PDF Stampa
Scritto da Anna Maria Monteverdi   
domenica 06 aprile 2008
115nuvole1.jpgIl cielo interiore, memoria di un piccolo grande teatro
Il Teatro delle Nuvole di Genova: un libro ne rievoca la storia


Celebra i quindici anni di attività del Teatro delle Nuvole il bel volume edito dalla Titivillus da poco in libreria intitolato Il cielo interiore.

Il Teatro delle Nuvole, radicato su Genova e fondato da Franca Fioravanti e Marco Romei, appartiene a quel territorio teatrale che Roberto Trovato, professore di Drammaturgia dell’Università di Genova, definisce nell’introduzione “di sperimentazione di nuove forme di approccio alla scena, privilegiando l’autonomia del processo artistico nel convincimento che l’arte ha il compito di formare quegli elementi che la vita non favorisce: la verità, la libertà, la passione”. Collaborazioni con artisti visivi, musicisti jazz, danzatori e poeti (da Luigi Tola a Adriano Rimassa, da Isabella Palumbo a Giampaolo Casati), laboratori di creazione artistica soprattutto dislocati sul territorio ligure (da Genova a Borgio Verezzi a Chiavari Bordighera alla Spezia), spettacoli tratti da Pasolini, Majakovskji, Kerouac, in un processo ininterrotto di amore per il teatro e per la poesia. Franca Fioravanti parte da un percorso di studi legato a maestri di fama internazionale (Susan Strasberg, Leo De Berardinis, Gennadi Bogdanov) e luoghi storici di apprendimento come il Théâtre du Mouvement di Parigi; Marco Romei è drammaturgo e poeta ma anche interprete del Teatro delle Nuvole con importanti esperienze di scrittura per la radio e la televisione.

Il Teatro delle Nuvole, il cui nome rimanda volutamente all’immagine pasoliniana con Ninetto Davoli e Totò, nasce da un’evocazione poetica dell’infanzia di Franca Fioravanti: “Quando ero bambina guardavo il cielo, e nel cielo scoprivo i miei compagni di gioco, le nuvole: per me diventavano pietre, animali, alberi: il cielo era l’acqua che li conteneva, e il sole il fuoco che le illuminava… Mi divertivo con loro, era il mio teatro”. Il libro ripercorre anche fotograficamente le tappe più significative del gruppo, che ha prodotto più di trenta spettacoli: dalla formazione all’approfondimento di particolari tecniche corporee e di recitazione agli incontri con Peter Schumann del Puppet Theater, con Susan Strasberg dell’Actor’s studio, con i poeti beat americani, con il Living e con Heiner Muller. Ma la Fioravanti e Romei preferiscono nominare come loro mentore assoluto Leo De Berardinis.



Mutamenti nel tempo, Un cielo interiore, Paesaggi dell’altrove, Le ali di Giulietta: questi i titoli di alcune loro produzioni riproposte con successo nel corso degli anni come testimoniano le recensioni raccolte nel libro; completano il volume numerosi saggi di studiosi universitari (da Daniele Seragnoli a Roberto Trovato) con cui la compagnia ha stretto amicizia e collaborazioni di lunga data, notazioni di poeti e scrittori coinvolti nei loro spettacoli come co-autori, testimonianze dei giovani partecipanti alla Scuola Laboratorio Ricerca Sperimentazione fondata da Franca Fioravanti.



Questa del Cielo interiore è la memoria speciale di un “piccolo” grande teatro, un “teatro libero”, come ricorda Daniele Seragnoli, docente teatrale all’Università di Ferrara: “Piccolo non solo per le sue ridotte dimensioni: Franca Fioravanti e Marco Romei, un sodalizio artistico e di esistenze che ricorda le vecchie compagnie, le ditte famigliari. E’ un piccolo teatro nel senso delle scelte estetiche, ideologiche e creative, dei significati che attribuisce allo stesso fare teatro, della valorizzazione dei bisogni, delle domande, dei sogni collettivi e individuali, delle urgenze e delle necessità, appunto. Andare incontro alla gente, cercare uno spazio – comune e comunitario - non tanto di comunicazione dell’esperienza quanto piuttosto di “condivisione”. Dono e scambio reciproco. Il Novecento teatrale si è arricchito dell’esperienza dei “piccoli teatri”. Sono quei teatri che hanno dato consistenza alla ricerca, al gruppo, alla relazione pedagogica, al laboratorio, alla rottura delle barriere fisiche del teatro”.


 



In DVD Paesaggio con fratello rotto del Teatro della Valdoca
Con una testimonianza
di Oliviero Ponte di Pino

E’ in libreria Paesaggio con fratello rotto del Teatro della Valdoca, che raccoglie i testi di Mariangela Gualteri per la trilogia (con le traduzioni inglese e francese) e il DVD dello spettacolo diretto da Cesare Ronconi.
Completano il volume una serie di brevi testimonianze, tra cui quella di Oliviero Ponte di Pino qui ripresa.





Pubblica il volume Sossella, e costa 16,00 euro.

Paesaggio con fratello rotto ci chiede che senso può avere, oggi, la tragedia. O meglio, quale può essere l’esperienza che oggi possiamo fare del tragico.
Uno dei temi intorno ai cui ruota questa ennesima trilogia di Mariangela e Cesare è senz’altro quello del Male, dell’inaccettabile, ineluttabile sofferenza che è insita nel vivere, e dunque c’interroga sul rapporto (estetico prima che etico) che con l’esperienza del Male possiamo avere.
Ma sulla scena non c’è più un eroe - neppure un eroe “in minore”, come lo fu Parsifal l’idiota, e come potrebbe essere Amleto il deficiente. Per la verità non c’è più nemmeno un Io, che possa vivere e patire l’esperienza tragica, sulla scena, per noi.
Non si tratta più di innescare empatia e catarsi, quanto piuttosto di stritolare l’esperienza dello spettatore nella macina scenica, nelle tenaglie delle opposizioni che danno energia al testo e all’azione spettacolare. L’elenco delle ruote dialettiche di questo ingranaggio poetico e visionario potrebbe essere lungo, partendo dall’achitettura e dalla genesi dello spettacolo, per poi catalogare le parole e le visioni del dionisiaco bestiario: la poesia e il teatro, la parola e l’immagine, il pathos e il logos, l’animale e il culturale, il grido e la grazia, la tenerezza e la violenza, l’Eden sempre perduto e l’Apocalisse che sta sempre per arrivare...
Il “fratello rotto” – Caino contagiato dal male (o forse creato male), e insieme Abele rotto dal fratello rotto – siamo noi, feriti e sempre sanguinanti come tutte le creature. Fragili e crudeli, nel nostro gioco perdente con la morte. Quella che vediamo scorrere per enigmi sulla scena, come Edipo sulla strada verso Tebe, è la nostra stessa immagine dolorosa, frantumata in uno specchio scheggiato, di cui pare impossibile ricomporre i frammenti. E tuttavia cerchiamo di farlo, ostinatamente, straziati, come suggeriscono Cesare e Mariangela, in un gesto di pietà verso noi stessi e il mondo delle creature.


 
Ultimo aggiornamento ( marted́ 08 aprile 2008 )
 
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di saggi che, attraverso l'analisi di importanti studiosi, fornisce una
rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
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Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

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