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Panigaglia non s'ha da fare! |
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Scritto da Andrea Campanella
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marted́ 13 maggio 2008 |
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Legambiente e l'Associazione Comitati Spezzini Onlus, in occasione della prossima Conferenza dei Servizi per il Sito Nazionale di Bonifica di Pitelli presso il Ministero dell'Ambiente a Roma, hanno predisposto i loro interventi in merito al progetto di dragaggio presentato da Snam Rete Gas per l'accosto di mega navi gasiere grandi il doppio di quelle attuali, ribadendo la loro determinata contrarietà al progetto di raddoppio dell'impianto di Panigaglia nel comune di Portovenere.
"Riteniamo che un dragaggio di 2 milioni di metri cubi - commenta Paolo Varrella di Legambiente - fatto con l'esclusivo scopo di fare accostare le nuove mega gasiere non abbia nulla a che spartire con la bonifica, visto e considerato che Snam richiede di abbassare il fondale di 4 metri a prescindere dallo stato di contaminazione dei sedimenti, il tutto a ridosso di importanti allevamenti animali, quali orate, branzini e mitili e vicino a Siti di Interesse Comunitario e Aree Marine Protette".
"Questa impressionante quantità di materiale classificato come rifiuto speciale - continua Corrado Cucciniello dell'Associazione Comitati Spezzini - va ad aggiungersi agli 800mila mc che l' autorità portuale intende rimuovere nello specchio di mare in uso agli operatori portuali. Si dovrà trovare il modo di smaltirli, e ancora una volta e' comprovato che le bonifiche si fanno solo se vi e' un interesse economico e non ambientale".
Secondo Associazioni e Comitati con il raddoppio del terminal di Panigaglia ci sarà un fardello almeno trentennale di un' area di alto pregio ambientale, con una mancata riconversione dell' area e il suo mancato inserimento nel sistema turistico. Inoltre si sottolinea l'assoluta inutilità di realizzare l' impianto, dato che non si prevedono mancate forniture tramite gasdotti. Infatti tra pochi anni saranno pronti tre nuovi gasdotti: High Stream, Itgi, Galsi.
Perché allora costruire i rigassificatori?
Più gas e meno lavoro. In altre parole Gnl Italia non ha mai rispettato gli accordi degli anni 90 che prevedevano 150 posti di lavoro. Attualmente gli occupati sono circa una 90 ina, e l' ammodernamento dell' impianto potrebbe richiedere meno occupazione, in linea con le nuove tecnologie.
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Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 maggio 2008 )
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