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ALDO MORO-Il Presidente PDF Stampa
Scritto da Andrea Campanella   
marted́ 13 maggio 2008

morofiction.jpg

Decisamente positivo il giudizio sulla fiction "Aldo Moro-Il Presidente"

(i brigatisti si rivolgevano allo statista chiamandolo sempre "Presidente") 

 prodotta da Taodue di Valsecchi, che da tempo ci ha abituati a prodotti di qualità (La Uno Bianca, Il rapimento Soffiantini etc etc). Il nucleo centrale della fiction sta nella "trattativa possibile" che sia Moro sia i brigatisti perseguirono, ma che trovò un muro invalicabile in Cossiga e Andreotti e nel PCI di Berlinguer

Tutta la prima parte della fiction diretta da Tavarelli è dedicata alla preparazione dell'operazione da parte brigatista, e dalla strategia messa in campo da Moro per l'accordo di governo con il PCI, accordo osteggiato nel suo stesso partito (Donat Cattin, Fanfani etc etc) e dagli americani. Non dimentichiamo il ruolo di Cossiga con Gladio, Stay behind. Tutto questo nella fiction c'è, e fermiamoci a quello che troviamo, perchè se dovessimo dire quello che non c'è, la fiction avrebbe preso almeno 4 puntate (e forse non avrebbe mai visto la luce).

Molti tra i brigatisti, non sapevano neppure chi fosse il leader DC da colpire. Maccari è stato uno dei primi a capire che rapire Moro era una cazzata, che la classe operaia non avrebbe risposto, d'altro canto Moretti ribadisce che Moro è l'artefice del compromesso storico e quindi il vero leader del partito da abbattere, il simbolo dell'imperialismo nostrano

C'è la tipografia di Spadaccini e Triacca, le responsabilità dell'UCIGOS e di Cossiga, c'è l'amara riflessione di Moro nel vedere tutti contro di lui, Papa compreso ("avete preso il democristiano sbagliato"). C'è la tragedia collettiva, quella interna ai brigatisti, in primis Moretti, che riconosce al leader democristiano una lucidità, una capacità di sapersi rapportare con loro in un modo che non si aspettava. Il gioco lo ha tenuto in pugno Moro, prendendo carta e penna e lasciando un memoriale che lascia poco spazio ai dubbi. Poteva e doveva essere salvato, perchè lo Stato Italiano era in guerra e quando si è in guerra lo scambio di prigionieri è contemplato.

C'è ovviamente il Lago della Duchessa, che viene letto da Moro e dalle BR come la definitiva chiusura ad ogni trattativa. C'è Gradoli, nel dialogo tra un funzionario dell'intelligence e il suo collaboratore, che si lamenta di come non si sia cercata la via bensì il paese di Gradoli.Ma queste sono vicende nella tragedia, che meriterebbero ben altri approfondimenti e che forse in tv è meglio non trattare.

Tutto questo c'è nella fiction, ci sono i duri giudizi di Moro ("Il mio sangue ricadrà su di voi"), c'è la straziante scena dell'uccisione, l'esitazione di Moretti, la fredda determinazione di Maccari che chiude la vicenda come un copione già scritto.

Come per la fiction su Borsellino, anche qui gli interpreti sono tutti all'altezza.

Finalmente un'occasione non è andata sprecata moro2.jpg

Ultimo aggiornamento ( marted́ 13 maggio 2008 )
 
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