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INTERVISTA A MIMMO FRANZINELLI PDF Stampa
Scritto da Andrea Campanella   
sabato 14 giugno 2008

bscarlotto.jpg 

Mimmo Franzinelli (qui lo vedete insieme allo scrittore Massimo Carlotto) è uno dei massimi storici del fascismo.

Ho avuto modo di approfondire il suo lavoro lavorando al romanzo "Città Vuota" che uscirà per Cut Up edizioni dopo l'estate. Sono riuscito a raggiungerlo per una breve intervista che trovate di seguito. E' stato gentilissimo e lo ringrazio per aver trovato il tempo di rispondere ad alcune domande. La sua biografia completa la trovate su www.mimmofranzinelli.it

 

Andrea- Uno dei tuoi volumi che per interesse personale, ho trovato molto interessante è "L'amnistia Togliatti".
Tu hai avuto modo di consultare l'Archivio della Fondazione Gramsci, che smentiscono la dietrologia che vede Togliatti forzato a compiere un gesto, a pagare pegno per restare nel governo.
Come e perchè il leader comunista ha potuto emanare questa specie di indulto, grazie al qualche fior di torturatori e camicie nere si sono ritrovate fuori ( anche nella mia città, Spezia, riuscirono a stento a giustiziare il boia Aurelio Gallo), senza pensare al costituirsi del nucleo che diventò poi il MSI

amnistiatogliatti.jpg

 

Mimmo-L'amnistia Togliatti è per certi aspetti una conseguenza del fallimento dell'epurazione, avvenuta nel 1944-45, quando si volle inizialmente porre sotto accusa chiunque avesse aderito al regime, senza adottare criteri selettivi che punissero unicamente i responsabili di gravi soperchierie e di veri e propri crimini; alla fine, prevalse un criterio di generalizzata dimenticanza e trascuratezza. Altro errore capitale riguardò l'intangibilità concessa alla magistratura nel suo insieme, ovvero a quei giudici che avevano collaborato attivamente alla dittatura e che rimasero (tranne isolate eccezioni) al loro posto, in particolare ai vertici dell'apparato giudiziario, ovvero nella Corte di Cassazione, che fu lo strumento principale dell'impunità concessa a svariate migliaia di fascisti macchiatisi di pesanti reati.

Togliatti perseguiva da un lato una politica di pacificazione, dall'altro era interessato ad aprire agli ex fascisti anche in termini di adesione al Partito comunista. Inoltre egli commise un clamoroso errore di valutazione, non considerando che ampi settori della magistratura avrebbero interpretato con la massima discrezionalità, in senso straordinariamente estensivo, gli articoli poco chiari dell'amnistia, estesi persino a casi di omicidio.

Indubbiamente lo stato maggiore del neocostituito Movimento sociale italiano era rappresentato da fascisti "salvati" dall'amnistia Togliatti. Si può tuttavia considerare la nascita del MSI e il suo stesso seguito parlamentare come l'esempio della vitalità democratica della Repubblica italiana, che consentì libera espressione e possibilità di organizzazione anche agli eredi degli affossatori della democrazia liberale.

Sul piano storico, l'amnistia ha pesato in termini di mancata conoscenza dei crimini del fascismo, in quanto una parte consistente dei beneficiari di questo provvedimento erano imputati i cui procedimenti furono troncati dall'amnistia senza pervenire a dibattimento e a sentenza.

 

A. Il 68 finisce con Piazza Fontana. Un sogno finito nel sangue. E' ricorrente in Italia che, non appena la società civile si mobilita per cambiare le cose, arrivano le bombe ( non già di anarchici ma di ambienti neofascisti legati a fantomatici servizi deviati)....

lasottilelineanera.jpg

 

M. Stragi e violenza diffusa sono stati sicuramente l'esito di un progetto di rafforzamento autoritario del sistema politico italiano, dentro il clima della guerra fredda, per favorire sbocchi militaristi. Nel recente volume La sottile linea nera (ed. Rizzoli, 2008) analizzo il retroterra dell'eversione neofascista tra piazza Fontana e piazza della Loggia: il ruolo dei servizi segreti, dei comandanti dell'Arma dei carabinieri, di settori delle forze armate che si avvalsero dei neofascisti per una serie di provocazioni e di attentati, tranne scaricarli nel 1974, quando quel metodo era divenuto oramai controproducente. Da quell'anno decolla il terrorismo delle Brigate rosse, che in certa misura e per un certo tempo beneficiarono di una analoga a impunità, perché anche l'eversione rossa tornava utile ai progetti del potere, per ridurre gli spazi di partecipazione e per estendere il ruolo dei potentati militari, nonché di centri occulti sul genere della Loggia massonica P2.

 

A. Dall'OVRA ai Servizi Segreti. Mi piacerebbe saperne di più sulla continuità storica...

 

M. Si realizzò, nel 1945-46 italiano, una continuità nella discontinuità: mutato in profondità il sistema politico, dopo una parvenza di epurazione i dirigenti, i quadri e tutto il personale dei servizi segreti ripresero il servizio, per un malinteso senso di continuità dello Stato che lasciò in posti di estrema delicatezza elementi antidemocratici, formatisi professionalmente sotto la dittatura mussoliniana. Emblematico il caso del capo dell'OVRA, Guido Leto, divenuto nel secondo dopoguerra dirigente della Scuola di polizia. Ricostruisco queste sconcertanti vicende nella parte finale del volume I tentacoli dell'Ovra (ed. Bollati Boringhieri, 1999).

franzinelliovra.gif

 

 

A. ormai è andata in archivio anche la vicenda dell'Armadio della Vergogna (cui hai dedicato un ottimo volume). Una vicenda che ha dell'incredibile. ma davvero dobbiamo credere che qualcuno ha semplicemente girato un armadio? Devo credere che è stato meglio così? ma siamo forse tutti ammattiti?

M. Le stragi nascoste, pubblicato nel 2002 da Mondadori, è la prima ricostruzione del clamoroso occultamento di centinaia e centinaia di fascicoli processuali contro criminali di guerra nazisti e fascisti, deciso dalla Procura generale militare per ragioni di opportunità politica, nella stagione del centrismo. Si è trattato di un'allucinante violazione del principio di obbligatorietà dell'azione penale: giustizia negata per migliaia di vittime e per i loro familiari; si è amputata una parte della memoria collettiva, per un progetto deciso a freddo sulla base del criterio della convenienza politica. Sicuramente il procuratore militare generale Enrico Santacroce agì su mandato governativo quando in un sol giorno, il 14 gennaio 1960, archiviò illegalmente (con un provvedimento di "provvisoria archiviazione degli atti", inesistente nell'ordinamento giuridico italiano) 692 fascicoli processuali. Quell'atto era peraltro in linea col comportamento omissivo dei suoi predecessori. Impensabile che Santacroce abbia agito senza la direttiva o almeno il consenso del ministro della Difesa, che all'epoca era il democristiano Giulio Andreotti: a quei tempi la magistratura militare era subalterna all'esecutivo...

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A. Molti nazifascisti, sono stati usati in funzione anticomunista, gente con una storia molto pesante alle spalle. Che ruolo hanno avuto gli americani in tutto questo. mi riferisco all'Operazione Odessa, allo stesso salvataggio da parte USA di Junio Valerio Borghese etc etc).

 

Diversi itinerari personali tra fascismo e democrazia si possono comprendere unicamente nella temperie della guerra fredda, che divideva in due l'Europa e rischiava di esplodere in un conflitto armato convenzionale. In questo quadro i nemici di ieri (i fascisti e i nazisti) apparivano come potenziali alleati nella lotta all'espansionismo sovietico e all'avanzata dei partiti comunisti nelle democrazie occidentali. Eventi e situazioni che credo si possano studiare e comprendere soltanto oggi grazie al fatto che da un ventennio siamo usciti da quel contesto, e quindi siamo in grado di sviluppare un'analisi più distaccata e complessiva.

 

 
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rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
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Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
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8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
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Da lunedì 19 maggio è on line

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Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

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