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ANTEPRIMA X FILES-VOGLIO CREDERCI PDF Stampa
Scritto da Andrea Campanella   
venerdě 22 agosto 2008

xfiles.jpgX-FILES - VOGLIO CREDERCI è il nuovo film basato sulla pluripremiata e popolarissima serie di X-Files. Nella pellicola, a lungo attesa, ritroviamo le stelle del telefilm David Duchovny e Gillian Anderson per la regia del creatore della serie Chris Carter, che ha scritto la sceneggiatura con Frank Spotnitz.

Seguendo la tradizione di X-Files, la trama del film è stata tenuta segreta ed è conosciuta soltanto dai dirigenti dello studio e dai principali attori e realizzatori. Quello che si può rivelare, è che questo thriller con elementi paranormali è una storia a sé che, pur seguendo la tradizione di alcuni degli episodi più acclamati della serie, si sviluppa in maniera sorprendente e porta la complessa relazione tra Fox Mulder (Duchovny) e Dana Scully (Anderson) verso direzioni inattese. Mulder prosegue nella sua ricerca della verità, mentre Scully, dottoressa appassionata ed intelligente, rimane legata agli sforzi del suo collega

Le clips:
 

 

Anche adesso, mesi dopo la fine delle riprese, Carter è cauto nel parlare della storia, come è stato durante lo sviluppo e la produzione. “Mulder e Scully sono ritornati nel mondo degli X-Files per seguire un caso”, è tutto quello che rivela della trama.

Forse qualche indizio supplementare si può trovare nel titolo della pellicola. Infatti, Voglio crederci è una frase familiare per i fan della serie, perché era lo slogan di un poster che Mulder aveva appeso nel suo ufficio dell’FBI. “E’ un titolo naturale”, rivela Chris Carter, “per una storia che parla delle difficoltà nel trovare un equilibrio tra fede e scienza. Quindi, indica la lotta di Mulder con la sua fede”.

Carter è molto più loquace sugli obiettivi del film. “Per dirla in due parole, vogliamo terrorizzare il pubblico”, rivela il regista. Mentre le dimensioni insite in un progetto cinematografico permettevano ai realizzatori di portare la storia e i personaggi dove la serie non poteva arrivare, Carter sostiene che X-FILES - VOGLIO CREDERCI rappresenta anche un ritorno alle radici del telefilm, quando era un faro isolato in televisione per gli appassionati dei thriller, dei racconti sovrannaturali e delle storie horror. “La pellicola contiene tutte le cose che la gente amava della serie. E’ spaventosa, inquietante e con un mistero affascinante che si cela dietro. In X-Files, abbiamo spesso impaurito il pubblico con quello che non veniva mostrato e quindi abbiamo utilizzato lo stesso stratagemma per il film”.

Lo sceneggiatore e produttore Frank Spotnitz aggiunge che “la parte miglior di X-Files è che riusciva a spaventarti per ogni cosa. Non si raccontavano delle storie horror comuni né si puntava sulle convenzioni più scontate del genere. Questo film segue l’idea di mostrare delle cose che non si vedono nella maggior parte delle pellicole horror”.

A differenza del primo film di X-Files, uscito nel 1998, la storia di Carter e Spotnitz per X-FILES - VOGLIO CREDERCI non obbliga il pubblico a conoscere la complessa mitologia della serie durata nove stagioni. “La prima pellicola era una sorta di episodio epico del telefilm, mentre questa invece è veramente un’opera che può essere fruita da sola”, spiega Carter. “Se il telefilm non fosse mai esistito, questa storia sarebbe potuta comunque arrivare sul grande schermo”.

Dopo dieci anni passati dal primo capitolo cinematografico e sei dalla fine della serie, Carter e Spotnitz ritenevano che fosse il momento giusto per un nuovo film di X-Files, non solo per fornire alle legioni di fan della serie un nuovo caso per Mulder e Scully, ma anche per presentare ad una nuova generazione questi personaggi amati da milioni di persone. “Negli ultimi anni, mi ha colpito vedere che, quando parlavo con i ragazzi che andavano al college, molti di loro non conoscevano il telefilm”, sostiene Carter. “Un ventenne di oggi era troppo giovane quando la serie è iniziata sedici anni fa. Quindi, c’è tutto un nuovo pubblico per X-Files. E questo film è stato realizzato per soddisfare loro, così come i vecchi appassionati”.

“Scrivere e realizzare questo film non era certo un’operazione nostalgica”, aggiunge Frank Spotnitz. “Io e Chris abbiamo dato uno sguardo profondo ed emozionato a Mulder e Scully e al punto in cui si trovano nelle loro vite. Parlavamo per ore della storia e di quello che significava per noi”.

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I due realizzatori hanno deciso che la storia e il fondamentale rapporto tra Mulder e Scully si sarebbero svolti in quello che viene definito “tempo reale”, considerando che sono passati sei anni da quando gli abbiamo visti nel finale della serie e che quindi la pellicola avrebbe mostrato questa progressione. “Sono più vecchi e saggi di sei anni e anche il loro rapporto ha subito un’evoluzione”, rivela Carter. “Mulder e Scully hanno affrontato tante difficoltà in questo periodo, quindi nella pellicola si parla molto della situazione del loro rapporto e di come progredirà in futuro”.

David Duchovny ritiene che mostrare Mulder e Scully come sono attualmente sia stata una decisione fondamentale. “E’ stato importante far vedere che il tempo è passato nel mondo di X-Files come è avvenuto in quello reale. Penso che una delle cose più interessanti che gli attori fanno sia cercare di incarnare lo stesso personaggio mentre passano gli anni, lavorando sui cambiamenti suscitati dalla vita o dalla consapevolezza che si acquista col tempo”.

Il rapporto tra Mulder e Scully continua ad essere caratterizzato da una sintonia unica, una scintilla che sfida le convenzioni dei rapporti d’amore sullo schermo. “La sintonia con David è assolutamente semplice”, sostiene la Anderson. “E’ qualcosa in cui possiamo tuffarci ad occhi chiusi. Fin dal momento in cui abbiamo iniziato a lavorare insieme a questo film, era presente”.

Sul set di X-FILES - VOGLIO CREDERCI, l’alchimia fra gli attori e i loro rispettivi personaggi era impressionante, anche per chi ne era stato testimone per tanti anni. “Il primo giorno delle riprese, quando ho visto lavorare insieme David e Gillian, mi sono venuti i brividi”, rivela Chris Carter. “David e Gillian hanno sempre avuto questa sintonia. Vederli lavorare era come rimettere assieme una famiglia”.

Adorata da un nutrito gruppo di appassionati che si definiscono “shippers” (dalla parte finale di ‘relationship’, ‘relazione’), la storia d’amore tra Mulder e Scully continua ad essere molto diversa da quelle che si vedono regolarmente sul grande schermo. “E’ sempre stato un rapporto casto”, sostiene Duchovny. “E’ una storia romantica vecchio stile, dove tutta l’intimità fisica si limita agli sguardi, ad una stretta di mano o a dei baci sulla fronte. Mulder e Scully sono fatti l’uno per l’altra, ma c’è sempre un ostacolo che minaccia il loro rapporto. Il film esplora proprio questo ostacolo”.

Chris Carter approfondisce il legame tra i personaggi, dicendo che “X-Files è sempre stato una storia romantica celebrale, molto inconsueta e trattenuta. E’ intima, ma non fisica. Questa è una parte importante della loro sintonia. Fin dall’inizio della serie, sono stati David e Gillian ad essere gli artefici di questo successo. Senza di loro, il telefilm non avrebbe funzionato”.

A parte la sintonia tra gli attori, è stato più semplice per Carter e Spotnitz ritornare nel mondo di X-Files di quanto lo sia stato per le star David Duchovny e Gillian Anderson. Carter, che ha portato avanti la serie per oltre 17 anni come creatore e produttore esecutivo, rivela semplicemente che tornare a questi personaggi e al loro universo sembrava “la cosa più naturale del mondo”.

Spotnitz analizza meglio il concetto, spiegando che “quando io e Chris ci siamo seduti a scrivere il film e a rivisitare Mulder e Scully, io ero sorpreso di scoprire come loro siano tornati da me. Avevamo molte idee su quello che stavano facendo e quello che avveniva nelle loro vite. Ed è stato veramente bello ritrovarli, perché a me mancavano Mulder e Scully, così come il fatto di sentire le loro voci”.

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Tuttavia, per quanto i realizzatori e gli appassionati sentissero la mancanza dei personaggi, vari problemi hanno ritardato un nuovo film di X-Files fino al termine dello scorso anno. Carter ritiene che David Duchovny abbia svolto un ruolo fondamentale per la nuova pellicola. “Direi che David è stato il maggior responsabile della realizzazione della pellicola. Lui è stato un grande sostenitore e voleva assolutamente farla. David è stato veramente la forza motrice che ha alimentato il nostro interesse per realizzare una nuova pellicola”.

In effetti, Duchovny voleva tornare nei panni di Fox Mulder e in X-Files fin dalla conclusione della serie, avvenuta nel 2002. “Io ho sempre pensato che X-Files avesse ottime potenzialità come saga cinematografica”, rivela l’attore. Avendo interpretato questo ruolo per nove anni, Duchovny riteneva di potersi calare nuovamente nei panni del personaggio senza problemi. Ma quando lo scorso inverno sono iniziate le riprese, l’attore ha scoperto che trovare Mulder era più complesso di quanto si aspettasse. “Pensavo che sarei tornato a Mulder in maniera molto naturale, ma all’inizio interpretare il personaggio mi sembrava un po’ strano. Non volevo compiere dei cambiamenti drastici nel mio modo di incarnarlo, perché il personaggio è molto conosciuto. Ma ovviamente io ora sono più vecchio, così come lo è Mulder, quindi le cose dovevano cambiare”.

In maniera simile, Gillian Anderson ha scoperto che ritrovare Dana Scully non era un compito agevole. “Il primo giorno di riprese”, ricorda l’attrice, “ero molto fiduciosa nel ritorno in questo ruolo. Di solito, sono terrorizzata quando inizio un progetto, ma in questo caso era diverso”. Tuttavia, la sfida insita nel calarsi nuovamente in un personaggio che la Anderson riteneva aver messo da parte anni prima è diventata rapidamente chiara. “I primi giorni sul set sono stati veramente duri. Era difficile trovare la voce di Scully e in parte penso che sia dipeso dal fatto che, fin da quando si era conclusa la serie, ho fatto tutto quello che era in mio potere per interpretare ruoli molto diversi da lei. Nei lavori svolti da quel momento dovevo creare dei nuovi personaggi da zero”.

“In questo film”, prosegue la Anderson, “interpretare Scully non significava tanto basarsi sulla sceneggiatura, quanto tornare alla storia e ai ricordi del personaggio. Così, calarsi nuovamente nel ruolo è stato molto più complesso di quanto pensassi”.

Mentre il rapporto tra Mulder e Scully era fondamentale per buona parte di X-Files, la serie è stata acclamata per aver inserito degli ottimi attori che hanno fornito un contributo fondamentale alla sua eredità. X-FILES - VOGLIO CREDERCI non fa eccezione. Amanda Peet, che recentemente è stata protagonista della serie Studio 60 on the Sunset Strip, entra a far parte dell’universo di X-Files nei panni dell’assistente agente speciale Dakota Whitney. Come tutto quello che è collegato al film, anche i dettagli su Whitney sono avvolti nel massimo riserbo. “Whitney cerca l’aiuto di Mulder per un caso”, rivela la Peet. “Lei è un’agente dell’FBI che potrebbe – o meno – avere un legame con Mulder”.

La Peet rivela che entrare nella squadra di X-Files ha significato, ovviamente, vivere momenti particolari. “Sembrava un po’ strano essere ospite di questo fenomeno, ma è anche stato piacevole far parte di un mondo così ben delineato. E osservare David e Gillian interpretare questa coppia leggendaria è stato straordinario”.

Le difficoltà fisiche delle riprese forse erano la sfida maggiore. “Io avrei dovuto sospettare qualcosa quando, prima dell’inizio delle riprese, Chris Carter mi ha chiesto se ero in forma e se potevo correre nella neve. Io avevo partorito otto mesi prima e non è che avessi fatto delle maratone in quel periodo, ma ovviamente ho detto a Chris che ero in ottima forma. Nei primi quattro giorni di riprese non ho fatto che correre, con la speranza che il risultato sullo schermo fosse affascinante”. Interpellato a proposito, Duchovny sostiene che sia “impossibile risultare affascinanti correndo nella neve”.

Ad affiancare Dakota Whitney, interpretata dalla Peet, c’è il famoso rapper (oltre che presentatore del programma di MTV Pimp My Ride) Alvin “Xzibit” Joiner, che incarna un nuovo agente dell’FBI, Mosley Drummy. Per una strana coincidenza, molto in sintonia con l’atmosfera di X-Files, Carter aveva ascoltato una canzone di Xzibit che faceva riferimento alla serie. “E’ strano che Chris abbia sentito quel brano”, ammette il rapper/attore, “ma lui è il tipo di persona che conosce bene le cose che gli interessano”. In effetti, i successi intellettuali di Carter vanno oltre la musica rap, tanto che recentemente ha ottenuto una borsa di studio per studiare la teoria matematica delle stringhe.

Xzibit, appassionato da lungo tempo della serie, sostiene che “far parte di questa tradizione e di un fenomeno così vasto è incredibile”. Proprio per questo, Xzibit è consapevole che buona parte dei dettagli sull’Agente Drummy devono restare top secret fino all’uscita del film. Lui ammette solo che Drummy è “un agente che segue le regole e molto deciso. Non accetta un no come risposta e non ha tempo da perdere con le strane idee di Mulder. Se l’agente Drummy non può vedere, sentire, toccare o uccidere qualcosa, non ci crede”.

Un personaggio molto particolare è quello interpretato dal celebre attore Billy Connolly, Padre Joseph Crissman, una figura oscura e complessa con un passato inquietante. “E’ un personaggio a cui il pubblico reagirà in maniera forte, una caratteristica importante per suscitare il mio interesse”, rivela Connolly. “Quando Chris Carter mi ha parlato di Padre Joe, sapevo che avrei dovuto accettare la parte e quindi terrorizzare la mia famiglia e gli amici. Ma la cosa che mi ha spaventato maggiormente è stato apprendere che Chris pensava a me quando scriveva questo ruolo”. In effetti, Carter è un grande ammiratore del lavoro di Connolly, in particolare della sua interpretazione nel film La mia regina.

Girare una storia di X-Files si è rivelata un’esperienza molto strana, ma decisamente adatta all’umorismo particolare di Connolly. “Quando realizzi un film di X-Files, di sicuro non ti ritrovi a cantare ‘Kum Ba Yah’ attorno al fuoco”, fa presente l’attore. “Sai che sarà un’esperienza strana. Per esempio, quando si girava nella stazione sciistica canadese di Whistler, noi siamo rimasti lì per giorni, mentre cercavamo cose strane di notte”. Cose strane che erano rappresentate in buona parte da una minaccia che, come promette Connolly, “non si era mai vista prima in un film”.

Ovviamente, è quasi impossibile discutere X-FILES - VOGLIO CREDERCI

senza menzionare la segretezza che circonda la storia, la produzione ed alcuni personaggi. Ma per i realizzatori non c’era altro modo di agire. “Per me”, rivela Carter, “il film è come un regalo di Natale, che desidero aprire il mattino della festa e non prima. Non voglio che la gente agiti la scatola o cerchi di sbirciare tra la carta del pacco”.

“Ritengo che il pubblico apprezzerà maggiormente l’esperienza cinematografica se non conosce la storia in anticipo. Così, abbiamo fatto tutto il possibile per mantenere intatta la sorpresa”.

Per questa ragione, soltanto il regista e i produttori avevano una copia della sceneggiatura completa. Gli attori sono stati invitati a leggerla, per poi vedersela sfilare via non appena concluso. Alcuni responsabili dei reparti hanno osservato la sceneggiatura in una stanza chiusa dotata di sorveglianza video, dopo di che la copia è tornata in cassaforte. Tutti quelli che l’hanno letta hanno dovuto firmare un accordo di riservatezza. Più del 90% della troupe aveva poche informazioni sulla storia, un ostacolo che non ha impedito loro di prepararsi bene per le giornate di lavoro.

In effetti, tutti si sono rivelati all’altezza di questa nuova sfida professionale. “E’ stato veramente uno spettacolo”, dichiara lo scenografo Mark Freeborn. “Non ho mai fatto un film prima d’ora senza avere una sceneggiatura a portata di mano. Se eri tra i privilegiati, ne avevi una con il tuo nome scritto in filigrana sopra. Ma anche così, potevi consultarla soltanto in una stanza sicura e con tre telecamere puntate addosso”.

“C’era una battuta che facevamo spesso, quando avevamo dei dubbi, in cui più o meno dicevamo ‘beh, controlliamo la sceneggiatura. Aspetta un minuto, non ce l’ho!’”.

I membri del cast ricevevano dei pezzi (le pagine della sceneggiatura di quel giorno in formato ridotto) quando giravano, ognuna con il nome dell’attore segnato sulla filigrana. Alla fine di ogni giornata, queste pagine venivano raccolte e poi distrutte. Gli attori e i nomi dei loro personaggi avevano degli pseudonimi sui programmi giornalieri e su quelli generali delle riprese. Delle informazioni discutibili e delle immagini incerte sono state fatte uscire su Internet, rendendo difficile anche per l’appassionato più abile distinguere la realtà dalla finzione.

TORNANDO A CASA

Durante la fase di pre-produzione, i realizzatori hanno preso la decisione di girare X-FILES - VOGLIO CREDERCI dove tutto ha avuto inizio: a Vancouver, nella Columbia Britannica, in Canada, che ha rappresentato il campo base per i primi cinque anni della serie. “Vancouver è stato il luogo dove abbiamo raggiunto il successo”, rivela Carter. “Ritengo che, se dovessimo elencare dieci cose importanti per il successo di X-Files, Vancouver sarebbe nella parte alta di quella lista”.

Fin dall’inizio”, conferma Spotnitz, “ci è piaciuta l’idea di tornare a Vancouver. E’ stato straziante per noi abbandonare questa città dopo la quinta stagione e sono state versate molte lacrime. Così, rivisitare X-Files ci ha dato l’opportunità di ritrovare anche dei volti familiari e degli amici che avevamo perso di vista. Quando io e Chris abbiamo scritto il film, abbiamo pensato di girarlo a Vancouver e di sfruttare le location che ci sono nella città e nei suoi dintorni, che hanno soddisfatto completamente le nostre aspettative”.

Carter, Spotnitz, Duchovny e la Anderson erano emozionati di ritrovare buona parte della troupe originale di X-Files (così come le troupe di altre serie prodotte dalla Ten Thirteen di Carter a Vancouver, tra cui Millennium, The Lone Gunmen e Harsh Realm). Tra quelli disponibili alla ‘rimpatriata’, figuravano Tom Braidwood (primo assistente alla regia della seconda unità, che aveva anche interpretato il pistolero solitario Frohike in X-Files e nello spin-off Lone Gunmen), John Bartley (direttore della fotografia della seconda unità), David Gauthier (coordinatore effetti speciali), William Terezakis (ideatore effetti speciali makeup), Mat Beck (supervisore effetti visivi), Michael Williamson (missaggio del sonoro), Shirley Inget (decoratrice) e Portia Belmont (segretaria di edizione).

Le riprese principali sono iniziate lo scorso dicembre a Vancouver. Le cineprese sono rimaste in funzione per tre mesi in città e in alcune delle zone circostanti. Il cast e la troupe si sono anche spostati 150 chilometri più a nord, raggiungendo il celebre Whistler Ski Resort (che nel 2010 ospiterà le Olimpiadi invernali) per girare tre settimane nella comunità innevata di Pemberton, dove le temperature spesso scendono sotto lo zero. Una sera, Gillian Anderson aveva talmente freddo da non riuscire a muovere le labbra e a pronunciare le sue battute.

A Pemberton, Carter e la sua squadra hanno ambientato alcune delle principali scene in esterni e sequenze di stunt. Anche qui, la segretezza era la parola d’ordine di giorno… e di notte. “In una delle nottate più complesse delle riprese, noi abbiamo girato in un posto che non era menzionato nella sceneggiatura e senza che ci fosse un copione definito”, rivela Carter. “Vi giuro che nessuno, neanche David Duchovny, sapeva quello che stavo facendo. Io mi limitavo a dirigere le persone, dicendo soltanto ‘gireremo qui e faremo questo’”.

Tornare a Vancouver era soltanto uno dei tanti sistemi utilizzati per chiudere il cerchio con X-Files. “Ritengo che la ragione per cui la serie ha avuto tanto successo, sia stata la capacità di Chris di immaginare un universo bellissimo e ben delineato”, rivela Spotnitz. “Grazie a degli attori perfetti, ha creato due personaggi forti che avevano due visioni opposte del mondo, incarnando un credente e una scettica. Mulder e Scully affrontano i limiti di quello che capiscono della vita e dell’universo. E’ veramente un universo ricco e particolare, così come una fonte infinita di storie. Ritengo che la voce di questo film sia ancora quella che Chris ha definito nel pilota della serie sedici anni fa”.

Come abbiamo potuto notare, un nuovo film basato su X-Files si è fatto attendere parecchio. Ma Carter sostiene che il ritardo è stato un vantaggio per il progetto, perché l’intervallo di tempo tra i due film ha aumentato l’interesse in un nuovo capitolo della serie. “Ha sicuramente stimolato il mio appetito”, fa notare il regista.

E non c’è dubbio che tutto questo abbia portato al massimo l’eccitazione, l’attesa e il fervore delle legioni di appassionati, che da tempo aspettavano di credere in un nuovo caso per Mulder e Scully.

LA STORIA DI X-FILES

X-Files, di cui Chris Carter è stato creatore e produttore esecutivo, è andato in onda per la prima volta sul canale FOX il 10 settembre del 1993, raccontando le vite e le avventure di Fox Mulder e Dana Scully, due agenti dell’FBI diversi tra loro, che investigano dei casi irrisolti all’interno del Bureau che spesso hanno a che fare col paranormale e il sovrannaturale, senza che si riesca a trovare una spiegazione razionale per risolverli.

X-Files si è aggiudicato numerosi riconoscimenti, tra cui un George Foster Peabody Award per l’eccellenza in televisione, tre Golden Globe e un Golden Satellite Award come miglior serie drammatica, diversi Science Fiction and Fantasy Saturn Award per la migliore serie televisiva e un Parents’ Choice Honor come miglior telefilm. Nel 1997, Gillian Anderson si è aggiudicata un Emmy come miglior attrice protagonista in una serie drammatica.

X-Files è stato un fenomeno anche all’estero oltre che negli Stati Uniti. L’atmosfera di cospirazione che circondava la serie e il suo mix di paranoia, horror e suspense lo ha reso il telefilm più popolare in Canada, la serie con i maggiori ascolti nella storia del canale britannico BBC2 e uno dei maggiori eventi di sempre per quanto riguarda la televisione giapponese.

Le nove stagioni del telefilm si sono concluse nel 2002. Nel 1998, la Twentieth Century Fox ha fatto uscire la prima pellicola basata sulla serie. Il film, di cui Carter era produttore e sceneggiatore assieme a Spotnitz, è diventato un successo mondiale, conquistando 187 milioni di dollari ai botteghini.

IL CAST

DAVID DUCHOVNY (Fox Mulder) è nato e cresciuto a New York. Ha frequentato la Princeton University (dove ha giocato per una stagione come guardia tiratrice nella squadra di basket della scuola), ha ottenuto un Master in Letteratura inglese a Yale e si stava guadagnando la sua laurea quando è stato conquistato dalla passione per la recitazione. In seguito, Duchovny è emerso come uno degli attori più acclamati di Hollywood. Attualmente, è il protagonista e uno dei produttori esecutivi del grande successo della Showtime Californication, grazie al quale si è aggiudicato il Golden Globe come miglior attore in una serie comica, e ha iniziato da poco le riprese della seconda stagione del telefilm.

Dal 1993-2002, Duchovny ha partecipato all’enorme successo della Fox Television X-Files (The X Files), che gli è valso una candidatura agli Emmy come miglior attore protagonista in una serie drammatica. Inoltre, è stato nominato allo stesso premio (ma come miglior ospite in una serie comica) per l’acclamata e (secondo alcuni rischiosa) apparizione in The Larry Sanders Show. Nel gennaio del 1997, si è aggiudicato un Golden Globe come miglior attore protagonista in una serie drammatica. Inoltre, è stato candidato a tre Golden Globe, tre Screen Actors Guild Award e un TV Critic’s Award come miglior attore protagonista in una serie drammatica. La critica e il pubblico sono concordi nel ritenere che Duchovny fornisca un’intelligenza notevole, una intensità pacata e un sarcasmo misurato ai ruoli che interpreta sul grande e sul piccolo schermo. Fin da quando X-Files ha esordito, milioni di persone sono diventate appassionate del telefilm e hanno passato la domenica sera aspettando che il loro eroe, il brillante e arcigno agente dell’FBI Fox Mulder, indagasse su casi considerati incredibili o irrisolvibili dal Bureau. Le sue notevoli interpretazioni in X-Files gli sono valse il titolo di “Icona dei nostri tempi” da parte di Laura Jacobs del New Republic e di “primo sex symbol di Internet con i capelli” secondo Maureen Dowd del New York Times. Duchovny ha aggiunto anche l’incarico di regista alla sua lista di grandi risultati, quando ha scritto, diretto e partecipato a due acclamati episodi di X-Files: L’innaturale (The Unnatural), che vedeva la presenza di Jesse L. Martin, e Hollywood A.D., al fianco di Garry Shandling e Tea Leoni.

La sua passione per i film ribelli gli è valsa numerosi consensi, quando è stato impegnato in Kalifornia, in cui recitava assieme a Brad Pitt e Juliette Lewis; nel controverso film Sacrificio fatale (The Rapture), diretto da Michael Tolkin e in cui affiancava Mimi Rogers; e Giulia ha due amanti (Julia Has Two Lovers), dove forniva un’ottima interpretazione nei panni di un imbroglione telefonico. Inoltre, ha interpretato Roland ‘Rollie’ Totheroh, lo storico confidente e operatore di macchina di Charlie Chaplin, nella pellicola di Sir Richard Attenborough Chaplin, con protagonista Robert Downey, Jr., mentre ha partecipato al grande successo Beethoven, assieme a Charles Grodin, nei panni di uno yuppie malvagio determinato a prendere il controllo della società di Grodin. Tra i suoi impegni più recenti, ricordiamo Evolution di Ivan Reitman (noto per la serie di Ghostbusters), assieme a Julianne Moore; la commedia romantica Return To Me, al fianco di Minnie Driver, per la regia di Bonnie Hunt; X-Files - Il film (The X Files: Fight The Future), di Rob Bowman: e la pellicola della Touchstone Playing God, un action thriller di Andy Wilson (vincitore di un Cable Ace Award per Cracker), assieme a Timothy Hutton e Angelina Jolie.

Duchovny è anche apparso nella pellicola con Ben Stiller Zoolander, in cui interpretava un esilarante cammeo non accreditato. Mentre viene ancora riconosciuto per il ruolo di Dennis/Denise Bryson, il detective travestito nella rivoluzionaria serie di David Lynch I segreti di Twin Peaks (Twin Peaks), Duchovny ha passato quattro stagioni come narratore della serie erotica di Zalman King Red Shoe Diaries, che ha avuto origine dal film per la Showtime Orchidea selvaggia 3. Nel 2002, ha partecipato alla commedia corale della Miramax Full Frontal di Steven Soderbergh, assieme a Julia Roberts, George Clooney e David Hyde Pierce. E’ poi tornato brevemente in televisione, prima recitando nella serie della sua amica Bonnie Hunt Life With Bonnie, in cui interpretava l’eccessivo meteorologo Johnny Volcano (ruolo che gli è valso un Emmy nel 2003), per poi svolgere un’apparizione memorabile in Sex & the City, nei panni di un ex del personaggio di Sarah Jessica Parker, Carrie Bradshaw. Duchovny ha esordito alla regia nel 2005 con House of D, di cui è stato anche sceneggiatore ed interprete. La pellicola, che vedeva anche la presenza di Robin Williams e Anton Yelchin, catturava perfettamente lo spirito della giovinezza, con tutte le sue gioie e i dolori. Ha anche partecipato a Uomini & donne (Trust the Man), una commedia romantica con Julianne Moore, e a The TV Set di Jake Kasdan.

Non essendo il tipo da prendersi pause, è ritornato dietro alla macchina da presa dirigendo un episodio della serie televisiva della Fox Bones, con protagonisti David Boreanaz e Emily Deschanel. Recentemente, è apparso nelle pellicole Noi due sconosciuti (Things We Lost in the Fire), al fianco di Halle Berry e Benicio Del Toro, e Si j'étais toi di Vincent Perez, un film prodotto da Luc Besson. E’ sposato con l’attrice Téa Leoni, con la quale ha due figli, un maschio e una femmina.

GILLIAN ANDERSON (Dana Scully) è nata a Chicago, in Illinois. Quando aveva due anni, i suoi genitori si sono trasferiti a Londra, dove la Anderson ha passato nove anni della sua infanzia. In seguito, la famiglia è tornata negli Stati Uniti e si è stabilizzata a Grand Rapids, in Michigan. La Anderson ha iniziato a recitare in produzioni teatrali della comunità locale mentre era al liceo e poi ha studiato recitazione al college, laureandosi alla prestigiosa Goodman Theater School della DePaul University di Chicago a 22 anni e poi trasferendosi a New York per inseguire una carriera come attrice. Ha recitato nella produzione del Manhattan Theatre Club di Absent Friends di Alan Ayckborne, grazie alla quale si è aggiudicata un Theatre World Award nel 1991. Inoltre, è apparsa ne Il filantropo (The Philanthropist) di Christopher Hampton al Long Wharf Theater di New Haven, in Connecticut. Poco dopo, ha deciso di trasferirsi a Los Angeles, per inseguire una carriera al cinema e in televisione.

Nel settembre del 1993, ha svolto un provino per il pilota della Fox X-Files (The X-Files) e il ruolo di Dana Scully, che ha fatto decollare la sua carriera, permettendole di ottenere grandi consensi e notorietà in tutto il mondo. Nel corso dei successivi nove anni, il lavoro di Anderson nella serie le ha fatto ottenere due Screen Actors Guild Award, un Emmy, un Golden Globe come miglior attrice protagonista in una serie drammatica e numerose altre candidature. Nel 1998, ha portato il ruolo di Dana Scully al cinema in X-Files - Il film (The X Files: Fight The Future). Nel 1999, ha fatto la storia di X-Files diventando la prima donna a scrivere e dirigere un episodio, Tutte le cose (All Things). Tra i suoi altri lavori sul grande schermo, ricordiamo la pellicola della Miramax Basta guardare il cielo (The Mighty), con protagonista Kieran Culkin, così come il film del 1998 Scherzi del cuore (Playing By Heart), assieme ad Ellen Burstyn, Sean Connery, Angelina Jolie e Madeline Stowe.

La casa della gioia (House of Mirth), diretto da Terrence Davies, è uscito nel dicembre del 2000 ed è stato inserito nelle liste dei dieci migliori film dell’anno da parte dei critici di Rolling Stone, Entertainment Weekly, Newsday, New York Daily News, The Village Voice e New York Press. Per il suo ritratto di Lily Bart, si è aggiudicata un British Independent Film Award come miglior attrice e il premio per la miglior interpretazione da parte dei critici del Village Voice. Inoltre, ha ottenuto un Audience Award agli IFTA per il ruolo, al fianco di Robert Carlyle, nella pellicola The Mighty Celt, scritta e diretta da Pearse Elliot, mentre è stata impegnata in un cammeo nella commedia Tristram Shandy: A Cock and Bull Story, che ha ottenuto ottime recensioni negli Stati Uniti e all’estero.

Il classico di Charles Dickens è stato riportato in vita nella miniserie della BBC Bleak House, in cui la Anderson recitava nei panni della gelida Lady Dedlock, ruolo che le ha permesso di ottenere una candidatura come miglior attrice protagonista ai British Academy of Film and Television Awards nel 2006. Recentemente, ha concluso le riprese di How to Lose Friends & Alienate People assieme a Jeff Bridges e Megan Fox e di Boogie Woogie di Duncan Ward, mentre ha prestato la sua voce alla regina Vorkana nel cortometraggio animato Robbie the Reindeer in Close Encounters of the Herd Kind. Si è anche fatta notare nei panni di Sarah Merrit nell’acclamato film L’ultimo re di Scozia (The Last King of Scotland) di Kevin MacDonald con protagonista Forest Whitaker ed è apparsa in Closure - Vendetta a due (Straightheads) per lo sceneggiatore e regista Dan Reed.

AMANDA PEET (assistente agente speciale Dakota Whitney) è un’attrice affermata e versatile che è conosciuta soprattutto per i ruoli variegati che ha incarnato in commedie, pellicole drammatiche e thriller. Recentemente, è apparsa assieme a John Cusack nel film della New Line Cinema The Martian Child, mentre ha incarnato la parte di Jordan McDeere nella serie televisiva di Aaron Sorkin Studio 60 on the Sunset Strip assieme a Matthew Perry e Bradley Whitford. Inoltre, la sua voce compare nella pellicola di animazione Terra assieme a quelle di Luke Wilson, Evan Rachel Wood e Dennis Quaid. A breve, la vedremo nel film indipendente Real Men Cry con Mark Ruffalo ed Ethan Hawke, così come in una commedia malinconica di Nicole Holofcener ancora senza titolo per la Sony Pictures Classics e con protagonista Catherine Keener.

Nel 2006, ha esordito a Broadway nel revival della commedia di Neil Simon A piedi nudi nel parco (Barefoot In the Park), in cui lei e Patrick Wilson interpretavano dei giovani sposi nel Greenwich Village degli anni sessanta. La scorsa estate, ha partecipato, ottenendo grandi consensi, alla rappresentazione off-Broadway di Neil LaBute This Is How It Goes, al fianco di Ben Stiller e Jeffrey Wright. Tra le pellicole in cui è stata impegnata, ricordiamo il thriller candidato all’Oscar della Warner Bros./Section Eight Syriana, che vedeva protagonisti Matt Damon, George Clooney e Chris Cooper. Nel 2005, la Peet ha recitato assieme ad Ashton Kutcher in Sballati d’amore (A Lot Like Love), mentre ha anche lavorato a Melinda e Melinda (Melinda and Melinda) di Woody Allen, al fianco di Will Ferrell; a FBI: Protezione testimoni (The Whole Nine Yards) e al sequel FBI: Protezione testimoni 2 (The Whole Ten Yards); al grande successo del 2003 Tutto può succedere - Something's gotta give (Something’s Gotta Give) con Jack Nicholson e Diane Keaton; e al thriller Identità (Identity), con John Cusack e Ray Liotta.

Nel 2002, è apparsa in High crimes - Crimini di stato (High Crimes) assieme a Morgan Freeman e Ashley Judd, così come in Ipotesi di reato (Changing Lanes), al fianco di Samuel L. Jackson, Ben Affleck e Sydney Pollack. Lo stesso anno, ha interpretato l’amante di Jeff Goldblum, una bellissima e privilegiata giovane donna dipendente dalle droghe, in Igby Goes Down. Il pubblico l’ha scoperta nella serie televisiva Jack and Jill. Nata a New York, la Peet si è laureata alla Columbia University in storia americana. Mentre era lì, ha anche studiato recitazione con Uta Hagen e da quel momento ha deciso di diventare un’attrice professionista.

BILLY CONNOLLY (Padre Joseph Crissman), conosciuto dal pubblico americano soprattutto per i suoi lavori comici, ha fornito un’emozionante interpretazione nei panni del servitore fedele John Brown nell’acclamata pellicola La mia regina (Mrs. Brown). Un cabarettista che ha girato il mondo, recentemente è stato impegnato al cinema in Fido, Garfield 2 (Garfield: A Tail of Two Kitties), Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi (Lemony Snicket: A Series of Unfortunate Events), L’ultimo samurai (The Last Samurai) e Timeline. In precedenza, aveva lavorato a White Oleander di Peter Kosminsky, The Boondocks Saints - Giustizia finale (The Boondock Saints) di Troy Duffy, Beautiful Joe di Stephen Metcalfe, An Everlasting Piece di Barry Levinson, Gli imbroglioni (The Impostors) di Stanley Tucci, Absolution con Richard Burton, Bullshot e Water al fianco di Michael Caine, Crossing the Line con Liam Neeson, I Muppet nell'isola del tesoro (Muppet Treasure Island), Gabriel and Me, Gentleman’s Relish e The Man Who Sued God.

Ha partecipato alle acclamate produzioni della BBC Down Among the Big Bad Boys e The Life and Crimes of Deacon Brodie, mentre la sua voce si può sentire nelle pellicole di animazione Pocahontas e Boog & Elliot a caccia di amici (Open Season). Connolly è conosciuto soprattutto per la fortunata serie televisiva Segni particolari: genio (Head of the Class), che in seguito ha dato origine ad un telefilm personale, Billy. Sul piccolo schermo, ha anche lavorato alla sitcom Pearl con Rhea Pearlman e Malcolm MacDowell, a diversi speciali comici per la HBO e la BBC, a Billy Connolly’s World Tour of Scotland, un documentario in sei parti sulla sua Terra natale, così come a The Bigger Picture, che parla dell’arte scozzese. Connolly ha fatto uscire numerosi lavori in home video, tra cui 25 BC, Billy and Albert, An Audience With Billy Connolly, Billy Connolly Live e Live ‘94.

La sua eclettica carriera comprende anche delle interpretazioni in Androcles and the Lion della BBC, nella produzione dell’Opera scozzese di Die Fleidermaus e nella sua rappresentazione personale The Red Runner, che ha fatto il tutto esaurito al Festival di Edimburgo. Ha iniziato la sua carriera come musicista, andando in tournée con Gerry Rafferty e il gruppo folk The Humblebums. L’introduzione umoristica di Connolly è diventata in breve tempo molto amata dal pubblico e nel 1971 si è esibito nel suo primo concerto solista, che ha poi portato a The Great Northern Welly Boot Show, un misto di musiche e dialoghi che mostravano il suo talento come intrattenitore popolare. In seguito, ha fatto uscire un doppio album e un singolo che ha raggiunto il primo posto in classifica, D.I.V.O.R.C.E, per poi pubblicare tanti dischi comici e libri di successo.

ALVIN “XZIBIT” JOINER (Agente Mosley Drummy) proviene da Detroit, dove si era trasferito da adolescente arrivando da Los Angeles e passando per il New Mexico. Si è fatto conoscere nel mondo del rap fin da giovane, quando ha pubblicato l’album At the Speed of Life, che conteneva i classici Paparazzi e Foundation. Il seguito, 40 Dayz and 40 Nightz ha dato origine al rivoluzionario video What U C is what U Get. Il suo terzo album, Restless, ha ottenuto il disco di platino grazie al successo della collaborazione con Snoop Dogg B Please e al fortunato singolo X. Xzibit ha continuato a lasciare la sua impronta nella storia del rap, andando in tournée con Eminem, Dr. Dre, Snoop Dog, Linkin Park e tanti altri, così come grazie a due dischi d’oro, Man Vs. Machine e Weapons of Mass Destruction del 2004, senza dimenticare, due anni più tardi, l’acclamato Full Circle.

Trasferendo le sue abilità dialettiche sul grande schermo, è apparso nella pellicola della Universal Pictures 8 Mile diretta da Curtis Hanson, assieme al collega e amico rapper Eminem. Mostrando un talento speciale per il mondo dello spettacolo, nel 2003 MTV ha contattato X offrendogli un’opportunità che avrebbe aperto un nuovo capitolo nella sua carriera. Il successo mondiale del suo show su MTV Pimp My Ride ha reso ancora più celebre Xzibit, mettendo in mostra il suo fascino e la sua personalità grazie all’impegno come presentatore. Pimp My Ride, arrivato alla quarta stagione, è un reality che trasforma delle scassate macchine di giovani in vetture da sogno. Lo show è ormai trasmesso in oltre 40 Paesi e l’interesse continua a crescere.

Dopo aver partecipato a CSI: Miami, X ha interpretato il suo primo ruolo importante nel 2005, grazie alla pellicola di Lee Tamahori xXx 2: The Next Level (XXX: State of the Union, prodotta dalla Revolution/ Columbia Pictures) con Ice Cube e Samuel L. Jackson, in cui interpretava la parte di Zeke, uno specialista di armi. In seguito, è apparso nei panni di Dexter nel film del 2005 Derailed - Attrazione letale (Derailed, della Weinstein Co.), con protagonisti Jennifer Aniston e Clive Owen, per la regia di Mikael Håfström. Nel 2006, è stato per la prima volta coprotagonista grazie al film di Phil Joanou La gang di Gridiron (Gridiron Gang, della Columbia Pictures), in cui interpretava Malcolm Moore al fianco di Rock. Xzibit ha poi prestato la sua voce al Capo Grizzly nel fortunato film d’animazione del 2006 Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti (Hoodwinked).

I REALIZZATORI

CHRIS CARTER (Regista/Sceneggiatore/Produttore) è stato definito dalla rivista Time un “televisionario, che ha preso l’idea degli alieni e la ricerca della verità per creare un fenomeno culturale con milioni di appassionati devoti in tutto il mondo”. Apparso in sessanta nazioni diverse e l’argomento a cui è stato dedicato un numero infinito di siti Internet, X-Files (The X-Files) è andato avanti per nove stagioni sulla FOX, ricevendo un Emmy e tre Golden Globe come miglior serie drammatica, il Peabody Award per l’eccellenza in televisione e un totale di 52 candidature agli Emmy. L’impatto della serie di Carter è stato tale che, nel 1997, Time lo ha definito “una delle 25 persone più influenti in America”. Come sceneggiatore, è stato nominato ad un Emmy Award e a un Writers Guild Award, mentre come regista è stato candidato ad un Emmy Award e a tre Directors Guild.

Con la sua società Ten Thirteen Productions, Carter ha anche creato ed è stato produttore esecutivo delle serie della FOX Harsh Realm, Millennium e The Lone Gunmen, in cui proseguiva l’esplorazione del mistero e della paura cominciata in X-Files. Nell’estate del 1998, la pellicola di X-Files, la prima basata sulla serie, è uscita per la Twentieth Century Fox e ha incassato più di 185 milioni nel mondo, con Carter impegnato come cosceneggiatore e produttore. E’ nato e cresciuto a Bellflower, nella periferia di Los Angeles, in California, e ha studiato alla Long Beach State University, laureandosi nel 1979 in giornalismo. Un appassionato di surf, amore che conserva ancora oggi, Carter ha iniziato a scrivere per la rivista Surfing appena uscito dal college. Nei successivi cinque anni, ha viaggiato nel mondo come scrittore freelance e come redattore della rivista, raccontando il mondo del surf. Nel 1985, ha iniziato a scrivere per i Walt Disney Studios. Sette anni più tardi, ha siglato un accordo con la televisione della Twentieth Century Fox e ha incominciato a sviluppare e creare i suoi progetti. Vive a Malibu e Montecito con la moglie Dori.

FRANK SPOTNITZ (Sceneggiatore/Produttore) è un premiato sceneggiatore e produttore conosciuto soprattutto per il suo lavoro sulla serie televisiva di X-Files (The X-Files), in cui ha collaborato per otto delle sue nove stagioni, compresi quattro anni come produttore esecutivo e tre come presidente della Ten Thirteen Productions di Chris Carter. Ha diretto due episodi e ha sceneggiato (da solo o con altri autori) più di quaranta puntate di X-Files, compresa quella candidata agli Emmy Il gene del male (Memento Mori, assieme a Carter, Vince Gilligan e John Shiban) nel 1997.

Dopo che X-Files è terminato nel 2002, Spotnitz è stato produttore esecutivo, assieme a Michael Mann, dell’acclamata serie poliziesca della CBS Robbery Homicide Division. Nel 2005, ha rivisitato la classica serie Night Stalker per la ABC Television, con protagonisti Stuart Townsend e Gabrielle Union. Recentemente, è stato produttore esecutivo di Samurai Girl, un telefilm della ABC Family che è stato presentato nell’agosto del 2008. Entrato a lavorare in X-Files come sceneggiatore nel 1994, Spotnitz è stato rapidamente coinvolto non soltanto nello sviluppo degli episodi isolati, ma anche nell’elaborata mitologia generale riguardante le cospirazioni del governo e degli alieni. Tra i premi ottenuti da Spotnitz per il suo lavoro in X-Files, figurano tre Golden Globe come miglior serie drammatica, un Peabody Award e tre candidature agli Emmy come miglior telefilm drammatico. Nel 1998, è stato coproduttore e coautore della storia dell’adattamento cinematografico, The X-Files: Fight the Future. E’ anche stato impegnato come coproduttore esecutivo di Millennium (dal 1997 al 1999) e produttore esecutivo delle serie della Ten Thirteen Harsh Realm (2000) e The Lone Gunmen (2001). Spotnitz sta anche sviluppando da tempo un documentario sulla vita dello scrittore di Los Angeles John Fante. Ha iniziato la sua carriera come collaboratore di quotidiani e riviste, lavorando anche per la United Press International, la Associated Press ed Entertainment Weekly. Nato in Giappone, si è laureato in letteratura inglese alla UCLA e ha ottenuto un master in sceneggiatura all’American Film Institute.

BRENT O’CONNOR (Produttore esecutivo) è stato produttore esecutivo de Il monaco (Bulletproof Monk) con protagonisti Chow Yun-Fat e Seann William Scott; dell’avventura per famiglie Scooby-Doo 2 - Mostri scatenati (Scooby Doo 2); di We Are Marshall; del thriller con Harrison Ford Firewall - Accesso negato (Firewall) e del thriller d’azione del 2005 Elektra, interpretato da Jennifer Garner. Come coproduttore, è stato impegnato in K-19 (K-19: The Widowmaker), che vedeva la presenza di Harrison Ford e Liam Neeson. All’inizio della sua carriera, O’Connor è stato un rappresentate della IATSE, l’associazione che raccoglie gli artisti teatrali.

E’ stato responsabile di produzione di tante pellicole, compreso il thriller con Arnold Schwarzenegger Il sesto giorno (The Sixth Day), la commedia Rat Race, interpretata da Cuba Gooding Jr., Whoopi Goldberg, John Cleese e Rowan Atkinson; la pellicola di Gus Van Sant vincitrice di due Academy Award Will Hunting - Genio ribelle (Good Will Hunting), con Matt Damon, Robin Williams e Ben Affleck; e Sette anni in Tibet (Seven Years in Tibet), con protagonista Brad Pitt. Tra gli altri suoi impegni come responsabile di produzione, figurano Eye See You, Jumanji, Deep rising - presenze dal profondo (Deep Rising), Generazione perfetta (Disturbing Behavior) e Andre.

BILL ROE, ASC (Direttore della fotografia) ritrova Chris Carter nella pellicola X-Files - Voglio crederci (The X Files: I Want To Believe), dopo essersi occupato per anni della serie televisiva di X-Files (The X-Files), trasferendosi da Vancouver a Los Angeles. Bill Roe è letteralmente cresciuto nell’industria del cinema. Suo padre, Jack Roe, è stato primo aiuto regista e in seguito responsabile di produzione, lavorando spesso su pellicole indipendenti con il leggendario produttore e regista Herbert Ross. Nel corso della sua infanzia, Roe ha frequentato spesso i set del padre, tra cui quello di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (Willy Wonka and the Chocolate Factory), film che è stato girato in Germania. Roe amava stare a sentire quello che avevano da dire i macchinisti, ma suo padre gli ha detto di lasciar perdere questo percorso nella sua carriera. Infatti, se avesse lavorato nell’industria del cinema, sarebbe stato un operatore.

Così, Roe si è fatto strada in questo campo, iniziando nel 1978 e occupandosi del caricamento della pellicola per Owen Roizman in Sgt. Pepper's Pepper's Lonely Heart Club Band. Ha ottenuto il suo primo incarico come secondo assistente operatore in Mister mamma (Mr. Mom) con Victor Kemper, ASC, che in seguito lo ha fatto diventare primo assistente (Pee-wee's Big Adventure) e poi operatore. Roe ha anche lavorato con dei grandi direttori della fotografia, tra cui Bill Fraker, ASC, Laszlo Kovacs, ASC, Bill Butler, ASC, Michael Chapman, ASC, Adam Greenberg, ASC, Michael Watkins, ASC e lo specialista delle pubblicità televisive Joe Pytka. Sostiene che ogni operatore con cui ha lavorato lo abbia influenzato in maniera diversa nel suo approccio alla direzione della fotografia.

Watkins nel 1997 ha promosso a direttore della fotografia Roe quando ha diretto un film per la televisione, Detention: The Siege at Johnson High. L’anno seguente, quando Watkins ha prodotto e diretto una nuova serie televisiva intitolata Brooklyn South, si è affidato a Roe. Nel 1999, Roe si è occupato della direzione della fotografia della serie di X-Files (The X-Files), ottenendo quattro nomination consecutive (risultato senza precedenti) da parte degli American Society of Cinematographers Award. Roe ha vinto nel 1999 per il suo lavoro nell’episodio La corsa (Drive) e si è ripetuto un anno più tardi grazie ad Agua Mala. Nel 2001 e nel 2002 è stato nominato rispettivamente per Umano? (Patience) e per Questo non accade (This is Not Happening). Inoltre, è stato candidato agli Emmy Award nel 1999 e nel 2001, sempre grazie al suo lavoro per X-Files.

MARK FREEBORN (Scenografie) ha già collaborato con Chris Carter alla prima stagione di The Lone Gunmen, a tre annate di Millennium e ad una stagione di Harsh Realm, tutte serie della Fox Television. Ha studiato belle arti alla Queens University, così come tecnologia dell’architettura all’Algonquin College di Ottawa. Ha lavorato nel mondo del design fin dai primi anni settanta. Nella sua filmografia, ricordiamo titoli come Trick ‘r Treat, Charlie viene prima di tuo marito (Good Luck Chuck), Black christmas - Un natale rosso sangue (Black Christmas), Final Destination 3, Willard, Spot (See Spot Run), Screwed, Cugini (Cousins), Legami di famiglia (Immediate Family), Bingo - senti chi abbaia (Bingo), Due sconosciuti, un destino (Love Field), Lontano da casa (The Yellow Dog), Pittsburgh e Digger (grazie al quale ha ricevuto una candidatura ai premi Genie).

Sul piccolo schermo, è stato impegnato nei film A sangue freddo (In Cold Blood), A Child Is Missing, Flashback di un omicidio (Dying To Remember), Shadow of a Stranger, Sexual Advances, Still Not Quite Human, Anything To Survive e La signora dimenticata (The Lady Forgets), oltre che nei piloti di Dark Angel, Tarzan, Missing Persons e Big Girls Don’t Cry. Inoltre, ha lavorato alle serie Bionic Woman, Reunion, Tru Calling, The Marshall e Wolf Lake. Il suo cortometraggio A Feeling Called Glory si è aggiudicato nel 2000 un Leo Award per le migliori scenografie.

RICHARD A. HARRIS (Montaggio) è un pluripremiato montatore, con una carriera che va avanti da più di quattro decenni e che abbraccia ogni genere di film, dalla satira politica e l’analisi sociale alla commedia, il dramma, l’azione, l’avventura e la fantascienza. Harris si è aggiudicato un Academy Award, l’American Cinema Editors Award e il Golden Satellite Award, oltre ad una nomination ai BAFTA per il lavoro nel blockbuster di James Cameron Titanic. Ha ottenuto delle candidature all’Oscar e ai premi dell’American Cinema Editors per Terminator 2 - il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgment Day). Nel 1995, Harris si è anche conquistato un Emmy Award come miglior montaggio di una miniserie o di uno speciale, così come un Eddie Award, grazie al film per la televisione L’asilo maledetto (Indictment: The McMartin Trial). Ha anche ricevuto una candidatura agli Eddie per la pellicola True Lies nel 1994. Tra la sua sterminata filmografia, ricordiamo Gli spericolati (Downhill Racer), Il candidato (The Candidate), La guardia del corpo (The Bodyguard), Che botte se incontri gli orsi (The Bad News Bears), Smile, Fletch, un colpo da prima pagina (Fletch) e Pazzi a Beverly Hills (L.A. Story).

Ha diretto numerosi filmati contro il fumo e le droghe rivolti agli studenti per conto della Conrad Hilton Foundation. E’ anche stato consulente per dei documentari sui musicisti rock David Crosby e Rob Thomas, ha svolto delle lezioni e delle conferenze al college (compreso quello che aveva frequentato, l’USC) e ha fatto parte di consigli direttivi e di giurie per numerosi festival cinematografici, tra cui quelli di Taos, Reno e Santa Barbara. Nel suo tempo libero, gestisce un’azienda vinicola, la Viognier, che ha ottenuto punteggi superiori ai 90 centesimi da parte delle riviste specializzate.

MARK SNOW (Musiche) ha composto musiche per oltre un centinaio di pellicole, serie televisive e film per il piccolo schermo. Ha ricevuto più di una decina di Emmy Award e ASCAP Award. Snow è anche il primo compositore americano a venir nominato a un César, il massimo riconoscimento francese, per le migliori musiche scritte per un film, Cuori (Coeurs) del leggendario regista francese Alain Resnais. Lo scorso anno, è diventato il primo compositore a ricevere il prestigioso premio della ASCAP Golden Note per l’impatto significativo del suo lavoro sul panorama musicale. Tra i passati artisti che hanno ottenuto questo premio in passato, figurano Elton John, Sean Combs e Stevie Wonder. Nonostante un’impressionante mole di lavori, è l’inquietante tema di X-Files (The X-Files) che lo ha fatto conoscere, diventando un fenomeno mondiale. Tra gli altri suoi impegni al cinema e in televisione, figurano Starsky & Hutch, Generazione perfetta (Disturbing Behavior), Smallville e Ghost Whisperer.

Ha dimostrato costantemente la sua abilità a superare i generi e a comporre utilizzando stili musicali diversi che spaziano dall’orchestrale all’elettronico. Nato a Brooklyn, New York, Snow ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte all’età di dieci anni. I suoi studi musicali sono poi proseguiti alla High School of Music and Art di Manhattan, per poi passare alla prestigiosa Juilliard School of Music sotto la guida di diversi musicisti importanti, tra cui il compositore Earle H. Hagen (autore del tema dell’Andy Griffith Show). Mentre era alla Juilliard, con il suo compagno di stanza Michael Kamen formò il New York Rock and Roll Ensemble. Il mix di rock e musica classica portato avanti dalla band attirò l’attenzione dell’Atlantic Records, che fece uscire cinque album e organizzò diverse tournée nazionali. Quando il gruppo si sciolse, Snow lavorò per un breve periodo nella produzione discografica.

Ispirato dalla colonna sonora de Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes), Snow capì di voler comporre musiche per il cinema e la televisione. Snow e la moglie Glynn si trasferirono così a Los Angeles e sei mesi più tardi ottenne il primo incarico, in cui doveva comporre le musiche per un episodio della serie di Aaron Spelling A tutte le auto della polizia (The Rookies), che lanciò la sua carriera cinematografica e televisiva. Il nome di Snow è legato ad alcuni dei più popolari temi nella storia della televisione, tra cui quelli di Starsky and Hutch, Cuore e batticuore (Hart to Hart), Dynasty, Cagney and Lacey, T. J. Hooker e, ovviamente, X-Files. Grazie al film per la televisione Something about Amelia ha conquistato la prima candidatura agli Emmy, mentre condivide con la moglie una nomination allo stesso premio per The Lost Capone. Nel 1993, X-Files ha esordito sul network della Fox. Un anno più tardi, il telefilm ha ottenuto due candidature agli Emmy, una per i migliori titoli di testa e l’altra per il miglior tema principale. Snow non è riuscito a vincere, ma il suo tema di X-Files è diventato un fenomeno internazionale. Nonostante sia conosciuto soprattutto per le sue opere elettroniche legate a X-Files e Millennium, anche le sue colonne sonore orchestrali continuano a ricevere grandi consensi, tra cui quelle per Oldest Living Confederate Widow Tells All, Children of the Dust e Ventimila leghe sotto i mari (20,000 Leagues Under the Sea).

2008. Tutti i diritti riservati. Proprietà della Fox. Quotidiani e periodici hanno la facoltà di riprodurre questo testo in articoli che pubblicizzano la distribuzione del film. Qualsiasi altro utilizzo è severamente proibito, inclusi la vendita, la duplicazione o altro trasferimento del presente materiale. Questo press kit, interamente o in parte, non deve essere ceduto, venduto o regalato.

Ultimo aggiornamento ( giovedě 28 agosto 2008 )
 
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