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Avagliano Editore, pp. 198, Euro 13.00
Antoine de Saint-Exupèry, probabilmente, per i suoi lettori resterà sempre un mistero. Lo scrittore-pilota, eroe francese e malato dirischio che ha scritto l’indimenticabile Piccolo principe e altri libri rimasti nella storia.
Anche la sua morte, probabilmente, resterà sempre un mistero. Quando il 31 luglio 19944 uscì in aereo per l’ultima missione, nessuno immaginava che non sarebbe più tornato. Da allora le speculazioni sono state infinite, dall’incidente, alla fuga, al suicidio. Solo quest’anno un ex-pilotadella Luftwaffe ha confessato di essere stato lui ad abbattere il suo aereo, ma perché dovremmo credergli?
No, la leggenda è molto più intrigante.
E poi le leggende sopravvivono a tutto: agli aerei ritrovati, ai vecchi nemici pentiti, alle parole disordinate delle opere postume.
Esattamente il pensiero di Riccardo D’Anna, che alla leggenda, al mito, continua a girare attorno dai tempi di Una stagione di fede assoluta.
D’Anna non si limita a rispondere, in chiave fantastorica,al quesito: che ne fu di Saint-Ex? La scomparsa di Saint-Ex diventa il centro mitopoietico della sua narrazione. Non uso la parola a caso, perché Saint-Ex,il libro, è un libro che si occupa di mito.
La mitologia familiare della protagonista, Michelle, chesente sulle sue spalle il peso dei segreti di una generazione. Chi era veramente suo padre? Quali rapporti intercorrono tra lui e la scomparsa di Saint-Exupèry?
Nessuno di noi vorrebbe mai addentrarsi nel passato dei nostri genitori, in ciò che era prima che noi fossimo, che ha influenzato ciò che noi siamo, eppure che è mito. Michelle deve, vi è costretta da una sortechiarissima, dalla natura stessa del mistero.
La mitologia pubblica, si fa per dire, ma in qualche modo non meno misteriosa, di una generazione di autori francesi a partire dall'altro mito che non fornisce risposte: Camus.
E Antoine de Saint-Exupèry, che cosa pensava durante la sua ultima missione ? Quali erano i suoi crucci, quali le sue speranze e isuoi bisogni? Sarebbe stata la sua ultima missione, che bilancio poteva darealla sua esistenza?
Riccardo D’Anna non dà risposte. Pone domande, però, offre suggestioni, spiega senza spiegare.
Senza scalfire – e questo è importante – il mito diSaint-Exupèry.
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