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Pascal editrice, pp. 445, euro 15
E anche questa volta parliamo di un esordiente.
"Geografia di un inferno” è il primo romanzo del tarantino Tommaso Intini, che decide di tuffarsi a capofitto nel filone del giallo all'inglese.
Sfida affascinante ma rischiosa, visto che la quarta di copertina tira in ballo niente meno che Agatha Christie, quindi una dichiarazione di intenti davvero niente male!
L'impianto narrativo è piuttosto comune.
Siamo in Inghilterra, durante la metà degli anni '60. Una serie di omicidi sconvolge la vita del tranquillo ispettore York, che si troverà ad investigare sulla morte di ben 9 personalità di spicco di un imponente impero economico con ramificazioni sparse in tutta la Gran Bretagna. Ciò che all'apparenza potrebbe sembrare l'opera di un pazzo senza scrupoli, si dimostrerà invece parte di un disegno più ampio, il disegno di un profondo conoscitore di un misterioso e non meglio specificato capolavoro della nostra letteratura.
Tutti gli omicidi sono legati da questo sottile filo che il lettore sarà chiamato a seguire e ad interpretare.
Diciamo subito che
l'opera a cui fa riferimento Intini è fin troppo facilmente
identificabile e già l'indice è un ottimo indizio per sciogliere
l'arcano!
Da questo punto di vista avrei preferito una maggiore ricerca, data
l'incredibile mole di opere della nostra letteratura da cui attingere,
ma siccome l'ambito in cui si muove il romanzo è quella del mistero e
del thrilling, la scelta effettuata era la più ovvia.
Intini dimostra una buona scioltezza di prosa, pur rimanendo evidenti degli inevitabili peccati di gioventù.
A volte i personaggi non risultano ben caratterizzati, esprimendo una
certa freddezza e vengono calati in situazioni un po' troppo
stereotipate, che consentono di prevedere con largo anticipo l'esito
finale di un dialogo o la reazione di un comprimario. Manca, in
sostanza, quel brio che invece sarebbe stato necessario per tenere
sulla corda il lettore
Ma c'è da considerare che l'opera è stata scritta in soli 3 mesi da un
ventiduenne e il dato che sia stata creata nel 1992, seppur pubblicata
solo nel 2008, è da tenere bene a mente a fine lettura, onde evitare
paragoni con opere simili partorite in tempi molto più recenti.
L'autore, invece, si dimostra particolarmente abile nel disseminare per
tutto il romanzo indizi utili al lettore per venire a capo del mistero,
come una sorta di sfida tra autore e lettore medesimo.
Il fatto che tutto sia riconducibile ad un'opera ben conosciuta, di cui
basta una non troppo approfondita conoscenza, aiuta a sbrogliare il
bandolo della matassa, ma Intini riesce comunque bene nello scopo di
mettere alla prova il proprio pubblico.
Un'ultima citazione riguardante l'edizione, ben curata e di qualità,
pur non prevedendo una copertina rigida che avrebbe dato ulteriore
risalto alla confezione generale.
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