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Magnificenza del terrore PDF Stampa
Scritto da Francesco Urbano   
venerd́ 17 aprile 2009
Non può esistere fedeltà all’eredità di Antonin Artaud. Le divergenze e le contraddizioni appartengono esse stesse al lascito, tanto che le esperienze più diverse possono essergli ugualmente fedeli, a patto di rispondere alla medesima ingiunzione. Il lascito di Artaud si presenta, quindi, non come un sapere o un metodo ma come una potenza di contagio che vota il corpo e lo spirito al lavoro di una continua genesi. Per molti versi (anche di poetica drammaturgia) “Magnificenza del terrore”, che Enzo Moscato ha scritto, ideato scenicamente, diretto, interpretato, è una genesi artaudiana. Prodotto dalla Compagnia Enzo Moscato e attualmente in replica alla sala Ridotto del teatro Mercadante – questa creazione è espressamente dedicata ad Antonin Artaud nel sessantunesimo anniversario dalla morte, avvenuta a Ivry il 4 marzo 1948. Deportato dall’Irlanda, internato a Le Havre, trasferito da Le Havre a Rouen, da Rouen al manicomio Sainte-Anne a Parigi, a quello di Ville-Évrard, a quello di Rodez… a quello di Napoli! Ovviamente a Napoli non è stato mai internato Artaud. Ma immaginando, come fa Moscato, che “il suicidato della società” proprio alla corte di Partenope avesse vissuto – probabilmente come città manicomiale o semplicemente anarchica - quali ulteriori dissonanze e cacofonie, glossolalie e forsennamenti, scrittura pittorica e “realizzazioni dell’impossibile” avrebbe portato “in morte”? Eliogabalo come Artaud? Forse. L’uno anarchico e in rivolta generale, critico contro un’intera civiltà istituzionalizzata (l’impero romano), l’altro abitato perennemente da una profonda inquietudine, dalla ricerca dell’assoluto oppure rien, niente. Ambedue oggetto di uno smacco nella vita, della decadenza, della catastrofe. Pare proprio che di punti in comune ve ne siano tra Rivoluzionari e Vesuviani. Bene, gli spalti del Ridotto assurgono a kantoriana “classe” dalla quale Tata Barbalato (suoi anche l’allestimento dello spazio scenico e i costumi), Salvatore Chiantone, Agostino Chiummariello, Enza Di Blasio, Raffaele Esposito, Gino Grossi, Carlo Guitto, Rita Montes, Gianky Moscato, Salvio Moscato, Mario Santella, Ferdinando Smaldone, nonché Enzo Moscato, come in una macabra giostra catapultano e disorientano gli spettatori in una dimensione che oscilla tra realtà e immaginazione, purezza e dannazione, s-confessione e crudeltà, blasfemia e tortura. Dai loro volti mascherati e dai loro corpi esasperati prendono vita come scolaretti indisciplinanti, Hitler, Stalin, Mussolini, Napoleone, Carlo Magno, Putin, Robespierre, Danton, e via discorrendo, “perché i veri malati mentali non sono nei manicomi, ma sono fuori, tra di noi, tra i conquistatori", egli scriveva in  “Non sopporto l’anatomia umana” facente parte dello scritto “Per gli analfabeti”. I brani di cui si de-compone questa pièce - selezionati, tradotti, riassemblati e adattati - hanno origine dall’“Histoire vécue d’Artaud-Mômo” l’autobiografia-conferenza (o meglio dai frammenti, in quanto pare che non esista un testo vero e proprio) che Artaud presentò al Vieux Colombier come racconto di sé individuo in vista della morte, e come racconto di sé Essere Umano in vista dell’immortalità da ritrovare attraverso il teatro ce li propone Enzo Moscato. Francesco Urbano
 
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di saggi che, attraverso l'analisi di importanti studiosi, fornisce una
rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
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Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

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