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Perdisa editore, pp. 128, euro 9
Loriano Macchiavelli, pluripremiato autore di noir e creatore dell'ispettore Sarti Antonio, decide di liberarsi dai legacci imposti da un genere ormai esplorato in ogni suo minimo aspetto e si tuffa in un'opera dai contorni medieval-fiabeschi.
Via Crudes, volutamente citazionista del calvario di Cristo, è un romanzo dai contorni indefiniti, che viaggia al di fuori del tempo e molto spesso anche dello spazio, fondendo elementi contemporanei ad altri derivanti dalla tradizione, dal folclore e dalla magia.
Un pellegrino di troverà ad affrontare il lungo cammino verso la conoscenza e durante il suo percorso, fatto di 13 tappe, incontrerà un gran numero di personaggi affascinanti e ricchi di mistero.
Il suo primo incontro sarà un vecchio che non mancherà di indicargli la via, seppur in modo sibillino ed alquanto inquietante, lasciando presagire che l'obiettivo perseguito dal protagonista sarà ricco di ostacoli e prove da superare.
Durante la sua personale via Crucis il pellegrino si imbatterà in creature sovrannaturali, ambigue e sfuggenti, ma ognuna con una precisa missione da compiere per aiutarlo o soltanto per renderlo consapevole di quello che lo attende prima di giungere alla meta.
Diciamolo subito, questo romanzo di Loriano Macchiavelli è un gioiellino, tanto nei contenuti quanto nello stile utilizzato.
Non cercate troppa coerenza nel susseguirsi dei racconti e delle situazioni, ma fatevi coinvolgere dal ritmo delle parole, che sapranno guidarvi in una dimensione irreale, quasi onirica e nel quale il pellegrino sarà il vostro personale cicerone nel cammino che l'autore vuole mostrare.
Se si ha presente il testo del brano dei Led Zeppelin, Stairway to heaven, si è a buon punto per capire il tipo di suggestioni che questo libro riesce a trasmettere.
L'impianto narrativo utilizzato da Macchiavelli è sicuramente affascinante e ricco di attrattiva, ma in un primo momento lascia il lettore alquanto disorientato, senza punti di riferimento a cui aggrapparsi.
Superato il primo momento di impasse, la lettura fila liscia e coinvolge praticamente da subito, a patto di riuscire a mantenere aperta la mente a salti temporali di centinaia di anni che si verificano tra un capitolo e l'altro, pur avendo come costante il protagonista-viandante.
Il mio personale parametro di valutazione di un libro prevede voti alti per tutte quelle opere che a lettura finita mi lascino con la voglia di riflettere su quello che ho letto e non esauriscano la propria vita nel breve arco delle pagine scritte.
Seguendo questa strada (viandante docet...), Via Crudes colpisce perfettamente nel segno e offre una miriade di spunti di riflessione anche a lettura terminata, dimostrandosi un'inaspettata oltre che ottima sorpresa.
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