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GYRATORY SYSTEM - Utility Music I PDF Stampa
Scritto da Massimo Sandal   
domenica 31 maggio 2009

Hansard Records 2008


gyratorysystem_small.jpgI Gyratory System, quartetto strumentale di Londra, eredi dei più noti One More Grain, sono uno di quei gruppi inclassificabili che suonano come un'antologia di classici di un mondo parallelo. Il minicd “Utility Music I” contiene quattro ipotetiche danze tribali, interamente strumentali, per le generazioni psichedeliche post-punk e post-rock.  La tromba e il sassofono disegnano texture pixellate che hanno più a che fare con i Neu! che con il jazz, scivolando come anguille tra krautrock, dubstep, new wave e psichedelia avant-pop.

Capita ancora di rimanere folgorati a un concerto. In una piccola sala di un pub di Cambridge quattro musicisti apparentemente male assortiti -un sassofonista stanco e anziano, un allampanato giovanotto al basso, un trombettista leggermente autistico e un batterista elegante e annoiato- salgono silenziosamente sul palco di fronte a una mezza dozzina di spettatori (i primi arrivati, in attesa dei più blasonati ma ben più noiosi Mi Ami). Si dispongono come pezzi su una scacchiera, concentrati, lo sguardo nel vuoto ognuno in una direzione diversa. E come fachiri che incantano i loro cobra, senza dire una parola ipnotizzano lo scarso ma fortunato pubblico per più di mezz'ora, con un suono che sembra venire da un altro mondo. Dopo il concerto corro a chiedere loro un disco, una qualsiasi loro registrazione, e allegri mi consegnano un asettico, bianco minicd. 

 Splurge Gun è una marcia nuziale tanto grottesca quanto luminosa e accattivante - immaginate, se potete, il Rhys Chatham di Waterloo no.5 suonare assieme ai Can. Sea Containers House , la traccia più terrestre del quartetto, inizia con una colonna sonora thriller uscita dalla penna degli El Guapo, salvo poi interrompersi e trasfigurare in un segnale d'allarme per dancefloors. In Unlightenment disegnano una love song strumentale dub, felina e benedetta dalla grazia ma che non tralascia segnali inquietanti. Utility Music infine traccia la media delle tracce precedenti: una danza militare inquietante che si scava la strada con le unghie e i denti in un percorso accidentato da ottoni deformati, lame di synth e improvvisi abissi di cupa attesa.

Nonostante siano indubbiamente cerebrali, i Gyratory System sono lungi dall'essere avanguardia concettuale: tanto sono sfuggenti quanto sono dannatamente accattivanti. Altrettanto chiaro è che la loro è, effettivamente, utility music, ma rovesciando l'equazione: i Gyratory System compongono musica cerimoniale per la quale la cerimonia è ancora da concepire. Possono essere hits per discoteche lisergiche di là da venire, soundtrack per gli agenti segreti di 4chan.org , canti patriottici per monarchie hippy postmoderne. Quale che sia il futuro per cui stanno componendo, ha l'aspetto di essere tremendamente interessante.

 
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rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
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con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
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dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
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Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

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