header image
NuovoSitoBanner

nuovosito.jpg

Home
Books
Fantascienza
Cinema
Autori
Comics
Music
Televisione
Teatro
Varie
Cut-up flickr
Cut-up YouTube
Collaborazioni
Login
_______________________
_______________________

Untitled Document
Edizioni
CUT-UP
P.O. BOX 84
Poste Centrali 
19100 - La Spezia

Home arrow Music arrow RADIOHEAD : UN CALEIDOSCOPIO DI SENSAZIONI
RADIOHEAD : UN CALEIDOSCOPIO DI SENSAZIONI PDF Stampa
Scritto da Andrea Bellucci   
giovedě 02 agosto 2007

Sono pochi i gruppi che negli ultimi venti anni, hanno messo d’accordo pubblico e critica musicale; possiamo citare cosi’ al volo i Police, i primi lavori degli U2 con Brian Eno “The Unforgettable fire” e “The Joshua Tree”, oppure i Nirvana di Nevermind” o i R.E.M. di “Out of Time”.

I Radiohead sono riusciti a vincere questa grande sfida con una manciata di albums,che sono quasi arrivati al ruolo di punti di riferimento per il rock targato terzo millennio.

Gia’ dal precedente “Ok Computer”, i nostri, hanno dimostrato che e’ ancora possibile scrivere delle belle canzoni, pur ricercando nuove sonorita’e sperimentando nuove soluzioni senza mai apparire banali, anzi, indicando nuove coordinate per un tipo di musica che viene spesso definita “morta e sepolta”. [...]

Tra il 2000 e il 2001 i Radiohead hanno superato loro stessi con la pubblicazione di ben due albums : “Kid A” e “Amnesiac”: che sono comunque il frutto di un unico enorme lavoro di studio svolto negli ultimi anni, atto a dare un seguito a quel “Ok Computer!”, che come ho detto precedentemente aveva fatto strage di primati.

Esaminando “Kid A”, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di un album sicuramente mal digerito dai fans più tradizionali della band che amavano i primi tre lavori, in quanto Thom Yorke e soci si spingono verso una ricerca sonora non dico estrema, ma quanto meno inusuale per una band che a detta di molti doveva rappresentare una sorta di Beatles del terzo millennio.

Dove in “Ok Computer” le atmosfere erano piene di luce e tranquillita’ in “Kid A” tutto diventa ombroso e claustrofobico, l’ elettronica che nel precedente lavoro fungeva da supporto discreto all’ impianto ritmico , ora diventa parte integrante del suono del gruppo rendendolo decisamente sperimentale, e avvicinandolo in tali frangenti, e con le debite proporzioni, a quello che era stato prodotto negli anni settanta da band come i Can o i Faust.

Altra particolarita’ dell’album. è che non esiste un vero e proprio singolo guida, perche’ come dichiarato dalla band, l’obiettivo è che l’ascoltatore si concentri sulla sua globalita’ valutandolo nella sua interezza e non solo sui singoli episodi come poteva avvenire in passato.

Malgrado questa “rivoluzione”, “Kid A”, diventa numero 1 in America e in buona parte dell’Europa, regalando ai Radiohead un successo che forse nemmeno la band stessa aveva messo in preventivo, e la storia non finisce qui.

Infatti, dopo un paio di mesi dalla sua uscita, viene annunciata a breve la pubblicazione del seguito di “Kid A”, indicato come una naturale integrazione del precedente, visto l’enorme quantita’ di materiale registrato a disposizione della band.

L’attesa per questo nuovo album dal titolo “Amnesiac” diventa quasi spasmodica, e le illazioni sul suo contenuto si sprecano: chi pensa ad un ritorno alle sonorita’ di “Ok Computer” dopo la sbornia sperimentale di “Kid A”, chi pensa che invece si tratti di un lavoro che ricalca fedelmente le linee del precedente, inoltre ci sono anche le dichiarazioni del gruppo che non chiariscono assolutamente una situazione che può tranquillamente dirsi confusa.

In ogni caso “Amnesiac”, uscito in Giugno, ci mostra una band in ottima forma.

Le canzoni sono veramente belle: chi pensava ad “Amnesiac” come al disco degli scarti di “Kid A”, si deve assolutamente ricredere, a cominciare dal singolo “Pyramyd Song”.

C’e’ molto di “Kid A” in questo nuovo “Amnesiac”, ma si tratta di un album che splende di luce propria, che paga indubbiamente un tributo al precedente, ma in ogni caso si può considerare un’opera autonoma a tutti gli effetti.

Merito di questo e’ decisamente del gruppo che ha saputo confezionare un album con estrema intelligenza scegliendo i brani in maniera molto accurata, facendo si che si avvertisse una certa continuita’, e nello stesso tempo aprendo nuove prospettive per i progetti futuri.

Amnesiac”, si presenta meno “difficile” di Kid A, per un motivo ben preciso: l’idea del gruppo, come si e’ letto in piu’ interviste, era quella di dare al pubblico,un album a tinte scure” e un album piu’ solare.

Infatti a detta di Yorke un mix di brani da “Kid A “ e “Amnesiac” sottoforma di un album unico non avrebbe sortito gli effetti desiderati, in quanto il materiale scritto mal si prestava ad essere mescolato in un’ unica soluzione perche’ troppo vario e dispersivo in certi frangenti, rispetto allo scopo prefisso dalla band.

Non si puo’ non concordare con queste opinioni visto il risultato ottenuto, perche’ si tratta di due album da ascoltare ed avere assolutamente, in quanto due opere di questo livello qualitativo non capitano spesso; anzi in questi tempi dove la musica e’ sempre più “usa e getta”, gruppi come i Radiohead restituiscono dignita’ ad un arte che spesso viene sacrificata in virtù del marketing e delle vendite.


 
< Prec.
Nuovo Sito
nuovosito.jpg
Annunci
IWRITE
Un nuovo laboratorio di scrittura a Pisa, con Giampaolo Simi, Rosella Postorino e Fabio Genovesi. Scrittori che scalpitate, esordienti che sarete famosi, che aspettate??
Leggi tutto...
 
A Reggio Emilia la Nuova Scuola Internazionale dei Comics
A REGGIO EMILIA La NUOVA SCUOLA INTERNAZIONALE DEI COMICS

Dopo le recenti inagurazioni delle sedi di Torino e Padova, ad arricchire l'offerta trentennale della Scuola Internazionale di Comics ci penserà la neonata sede di Reggio Emilia. A partire dall'autunno 2008, infatti, inizeranno le lezioni presso la sede nel centro storico del capoluogo

Leggi tutto...
 
ATTILIO MICHELUZZI-nuovo volume di Black Velvet
Dopo i volumi "Magnus. Pirata dell'immaginario" e "De Luca. Il disegno
pensiero", è in distribuzione in questi giorni un altro volume della collana
di saggi che, attraverso l'analisi di importanti studiosi, fornisce una
rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
Leggi tutto...
 
PONTIAC

pontiac.jpg

 

 

 

Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

Leggi tutto...
 
bannerinside.jpg