 Gargoyle, pp. 306, Euro 16.00 Una segnalazione, più che una recensione, per un romanzo che è in realtà formato da due inediti: L’ospite maligno (The evil guest) e La stanza al Dragon Volant (The room in the Dragon Volant). L’autore, ovviamente, è lo stesso Le Fanudell’intramontabile Carmilla e di quello Zio Silas recentemente pubblicato dalla stessa Gargoyle. Sebbene in vita Le Fanu avesse spaziato dal romanzo gotico a quello storico, per arrivare fino al mystery, le opere per cui ai giorni nostri viene ricordato in tutto il mondo sono quelle soprannaturali o, se non francamente soprannaturali, quelle che corrono sul confine tra i due mondi. Ma Le Fanu era un tipo d’uomo incapace di scrivere storie innocenti. Dice Sandro Melani nell’introduzione “[…] aveva un metodo di lavoro estremamente particolare: scriveva quasi sempre di notte e a letto, servendosi di grossi quaderni rilegati e sfruttando la luce di due candele poste sul comodino. Dormiva pochissimo e verso le due del mattino, appena desto, si preparava grosse quantità di tè forte, che consumava proprio in quelle ore della notte in cui si dice che le forze ultraterrene riescano ad avere il sopravvento.”
Non c’è poi da stupirsi se qualsiasi cosa scrivesse fosse macabra, paurosa e inquietante. Ma non è solo questo. Cito di nuovo dall’introduzione di Melani: “Quello del sensation novel è un mondo che ha ormai perso ogni innocenza e cristallinità, un mondo costellato adesso di matrimoni infelici, spesso frutto di tiranniche imposizioni, relazioni adulterine, convivenze more uxorio che confinano con la bigamia, figli e parenti segreti, divorzi, vizi innominabili, instabilità psichiche che affondano le radici nel lontano passato familiare, disastri e rovesci economici, frodi e ricatti, manipolazioni testamentarie, cruenti omicidi e, a sovrastare tutto questo torbido magma, schiaccianti sensi di colpa che il più delle volte si cerca di invano di tacitare con una tracotante e spavalda crudeltà.” Con questi ingredienti, uniti alla grettezza naturale dell’essere umano standard di tutte le epoche, non c’è da stupirsi se anche la produzione meno sensazionale di Le Fanu sia un pelo più raccapricciante della media dei romanzi contemporanei. Ne L’ospite maligno, nella dimora di Richard Marston c’è un omicidio, e da qua partono le complesse vicende che ruotano attorno alla seducente e ambigua istitutrice francese Eugénie de Barras, che non è quel che si dice uno stinco di santa. Ne La stanza al Dragon Volant, il giovane e ricco Richard Beckett, in cerca di avventure nella Francia post-Waterloo, prende una cameraal Dragon Volant. La camera è stata teatro di misteriose sparizioni, ma i veri problemi di Richard cominceranno quando si innamorerà di un’infelice e bella contessa, vittima del proprio matrimonio. Inutile dire che il ruolo di vittima, molto presto, sarà ricoperto da Richard stesso. Continua la meritoria opera di pubblicazione dei classici del genere da parte della casa editrice horror Gargoyle, operazione dalla quale ci sembra lecito aspettarci ulteriori e future soddisfazioni. |