 tit. or: The Dracula Archives, Gargoyle, pp. 255, euro 13,50 Il libro di Stoker, una volta o l'altra, l'abbiamo letto tutti. Abbiamo seguito l'avvicinamento alla civile Inghilterra dell'affascinante leggenda incarnata nota come Dracula. Questo per quanto riguarda l'origine del mito e, specialmente, il profluvio di pagine che sono seguite. Gli archivi di Dracula ne fa parte a tutti gli effetti, se non per il fatto che Raymond Rudorff l'ha scritto ben prima che Dacre Stoker e Ian Holt scrivessero Undead - gli immortali e prima che Jeanne Kalogridis scrivesse i Diari della famiglia Dracula. L'idea generale è la stessa: prima che il beneamato Conte decidesse di consultare un agente immobiliare, che cosa faceva? Come ammazzava il tempo e, specialmente, le persone? La sua stirpe di non-morti può considerarsi una famiglia?
Ne Gli archivi di Dracula, ve lo dico subito, Dracula non c'è. Non lo vediamo praticamente mai e non lo vediamo mai all'opera. Gli archivi di Dracula, tuttavia, è un libro su Dracula. Un libro che vuole capire come si diffonde il suo male e in che modo il conte si è venuto a trovare proprio a Borgo Pass, prima dell'inizio del libro di Stoker. Il metodo è quello dei diari, molto amato da tutti i seguaci di Stoker. Se in alcuni casi quest'espediante narrativo appesantisce il testo, ne Gli archivi di Dracula è utilizzato con misura e risulta efficace. le vicende sono quelle di un nucleo familiare che discende, senza saperlo, dalla temibile Elisabeth Bàthory (altra figura ricorrente nei romanzi draculeschi, senza che i due efferati nobili abbiano in realtà qualcosa in comune, fama sinistra a parte). Quando la tomba della contessa viene maldestramente riaperta la maledizione comincia, abbattendosi sulla casata, fino a raggiungere l'ultimo discendente. Il misterioso Stephen, ex-bambino ritardato, poi adolescente geniale e inquietante, infine giovane uomo eccentrico e spietato... Per sapere che cosa c'entra Dracula dovrete arrivare alla fine del libro, vero, ma ne sarà valsa la pena. |