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Laura Pugno QUANDO VERRAI PDF Stampa
Scritto da Fabio Nardini   
mercoledì 10 febbraio 2010

Laura Pugno

Quando verrai

Minimum fax, 2009

Pag. 123, euro 12

 

Eva è una ragazzina che vive con la madre in una roulette piazzata nel parcheggio di una stazione di servizio, lungo una strada anonima che porta al mare. E’ un’esistenza emarginata, la sua, calata in un mondo di lavori precari, personaggi ambigui (Stasi, l’amante della madre, Vladimir), spazi periferici e desolati. Il libro si apre bruscamente con il sequestro di Eva, rapita e caricata a forza su un furgone da un uomo che dice di chiamarsi Ethan, e che come lei sembra soffrire di una strana malattia della pelle che i medici hanno diagnosticato come psoriasi. C’è l’intuizione di un legame particolare tra Eva e Ethan, man mano che l’insolito rapimento procede: l’uomo si prende cura della ragazzina, anche se in forma fredda e distaccata. Dopo un paio di giorni, senza alcuna spiegazione, Eva viene liberata a pochi chilometri dalla roulotte che divide con la madre. Tornata da lei, dirà semplicemente che “è scappata”. Tutto l’episodio sembra affondare nell’oblio, Eva riprende la vita di sempre, mentre cade preda delle attenzioni sempre più pressanti di Stasi. Quando la madre si ammala gravemente, Eva lascia la roulotte per non doversi trovare costretta a vivere con Stasi. Fuggendo, ritrova Ethan e comincia a capire perché lui l’abbia rapita due anni prima. Ethan, come Eva, ha un singolare potere di preveggenza, la possibilità di vedere la morte delle persone con le quali entra in contatto fisico.

Laura Pugno conduce un lavoro letterario quanto mai meritevole di attenzione, e che segna se non un distacco di sicuro una discontinuità rispetto a certe tendenze degli ultimi 10-15 anni. In questo sito potete leggere una recensione di “Sirene”, il primo romanzo di Laura Pugno (che è anche poetessa e autrice di testi teatrali); “Sirene” è una storia apertamente di fantascienza, ma piuttosto distante da tutte le maggiori correnti della fantascienza contemporanea. C’è un respiro quasi classico – vicino al primo Ballard – nella storia di un futuro prossimo post-catastrofe, dominato dall’acqua, dalle malattie e dalla mutazione. E c’è anche qualche anticipazione degli elementi e spunti che torneranno in Quando verrai. Non solo l’ambiente “di confine” tra terra e mare (il delta di “Quando verrai”, i resort acquatici di “Sirene”) ma anche il senso sottilmente terminale che si rovescia nell’attesa di una trasformazione imminente (affidata a creature in mutazione come l’ibrido tra uomo e sirena o la giovanissima Eva).  Quando verrai non intrattiene un rapporto così immediato con il retroterra “di genere”, ma i riferimenti all’horror e al fantastico sono troppo plateali per non considerarli “marche” volutamente lasciate dall’autrice (come il futuro “decadente” di “Sirene”):  i “flash”, che permettono a Eva di vedere il momento della morte di ogni persona con la quale entra in contatto, ricordano subito Stephen King, e anche l’ambientazione in una terra desolata priva quasi di riferimenti spaziali rimanda all’immaginario cinematografico.

La scrittura di Pugno ha quindi metabolizzato il rapporto con la letteratura di genere, cioè con la caratteristica più innovativa della recente narrativa italiana, depurandolo però da ogni forma di ammiccamento e citazionismo. I riferimenti alla fantascienza o all’horror non sono ironici omaggi al gusto popolare. Sono parte viva ed essenziale della storia. Questo risultato è ottenuto tramite un lavoro estremamente ricercato sullo stile: l’eleganza formale (che non è ostentazione formalistica, ma essenzialità e precisione della parola) avvolge del tutto l’ossatura narrativa, senza alcuna concessione agli imbarazzati ammiccamenti di certi cascami della scrittura di marca postmodernista.  In questo il lavoro dell’autrice si colloca in linea con i migliori risultati della recente narrativa italiana, messi in luce dalla ormai lunga discussione sul New italian epic (senza voler per questo assimilare Laura Pugno a una precisa “corrente” letteraria).

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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 febbraio 2010 )
 
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