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Alice Sebold AMABILI RESTI PDF Stampa
Scritto da Sara Ortolani   
venerd́ 12 febbraio 2010
amabili-resti.jpgEdizioni E/o, 2009

tit. or. The Lovely Bones, tr. di Chiara Bolleti

pag. 345, euro 18

 

Un successo editoriale, più di dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo, prossima uscita del film, diretto da Peter Jackson, tratto dal romanzo. Il che, dopo aver letto Amabili resti, non stupisce affatto.

Il romanzo si muove come un thriller, ambientato in una cittadina della Pennsylvania tra gli anni ’70 e ’80: un stile avvincente, “investigativo”, c’è l’assassino, la vittima e l’indagine e siamo tenuti col fiato sospeso dalla voglia di vedere come andrà a finire.

Tutto ha inizio dall’omicidio di Susie, quattordicenne che viene stuprata e fatta a pezzi dal vicino di casa. Fuoriescono reminescenze autobiografiche: la violenza carnale subita dall’autrice quando, ancora vergine, studiava all’università di Syracuse, insieme a suggestioni derivate da un caso di stupro con omicidio avvenuto precedentemente nello stesso luogo.

Il libro assume ben presto il gusto di un noir: fin dall’inizio sappiamo chi è l’assassino, come ha ucciso la sua vittima e dove ha nascosto il corpo. È Susie stessa che, dall’alto del suo Cielo, narra la sua storia e la storia di chi rimane dopo di lei. L’effetto è straniante e immediatamente coinvolgente: Susie vede la sua famiglia dall’alto, «prigioniera del suo mondo perfetto», e noi seguiamo con i suoi occhi le indagini della polizia che non portano a niente, “facciamo il tifo” per suo padre, che una volta capito chi è l’assassino si oppone a tutto e tutti pur di incastrarlo. Il noir si arricchisce di stimoli “horror”, parola forse inadeguata, poiché la stessa Sebold dichiara in un’intervista di aver scritto «un racconto dal paradiso». Ad essere “horror”, a ben vedere, non è tanto l’elemento sovrannaturale, quanto quello terreno: l’orrore è del tutto mondano, è «umano, troppo umano».

Più che sulle indagini, in realtà, la storia è incentrata sul dopo della scomparsa di Susie, sugli “amabili resti” sopravvissuti alla sua tragedia. Con la semplicità e la schiettezza di un’adolescente, Susie ci commuove senza scadere nel sentimentalismo. Ci racconta la profonda sofferenza che consuma il padre, l’allontanamento della madre, la forza della sorella, costretta a vivere sapendo che la gente guarda lei e vede la sorella morta, e l’innocenza del fratellino. Ci narra degli amici di scuola e dei vicini di casa, di quelli che la dimenticano e di quelli che la ricordano, ci fa vedere cosa ha portato la sua morte nella vita di quelle persone, come si ricompongono i tasselli del mosaico una volta che il suo se ne è andato. Diversi modi di affrontare il dolore, di fare i conti con l’orrore. Vite che si intrecciano, persone che crescono, sotto gli occhi attenti di Susie, che là nel suo Cielo non crescerà mai.

Quello della Sebold è un mondo dove il confine tra vita e morte è sfumato, dove le anime dei defunti restano attaccate alla Terra e a quelli che ci camminano sopra, e guardano quelle esistenze scorrere sotto di loro, cercando di esserne ancora parte, di vivere ancora un poco in essi. È un mondo dove i morti si possono vedere, parlano, cercano di mandare segnali, amano e soffrono ancora per i vivi. È un mondo in cui la Susie morta ha ancora bisogno della sua famiglia e delle persone cui ha voluto bene, proprio come la bambina che era quando è morta, ed è combattuta tra il desiderio che non si stacchino da lei e la consapevolezza che i vivi, prima o poi, devono andare avanti. La Terra gira, mentre il Cielo resta fermo.

Amabili resti è un romanzo che avvolge e coinvolge, un’opera prima di eccezionale e meritato successo, in cui amore e dolore, vita e morte, si intrecciano e convergono l’una nell’altra, come due facce della stessa medaglia. Finiamo di leggere con le lacrime agli occhi, con l’impressione di esserci un pochino riconciliati con il male che abita il mondo. 
Ultimo aggiornamento ( domenica 14 febbraio 2010 )
 
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