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Home arrow Books arrow Andrea Marrone "Lettera a un archivista fedifrago"
Andrea Marrone "Lettera a un archivista fedifrago" PDF Stampa
Scritto da Fabio Nardini   
giovedě 11 marzo 2010

Una cittadina del Sud Italia, chiusa nelle morsa del caldo e del  torpore provinciale, è l’ambiente dove si sviluppa la storia di “Lettera a un archivista fedifrago”. Ma più che un ambiente, la città senza nome è il vero protagonista, quasi la mano che muove le figure dei tarocchi che titolano i vari capitoli del romanzo. Antichi palazzi decadenti, stradette del centro, una luce abbagliante che nasconde le cose, un tessuto sociale fatto di ipocrisie, omertà, rimozioni: quale ambiente migliore per un thriller psicologico che ha la consistenza impalpabile ma ripugnante di una ragnatela quando ci si passa in mezzo?

Andrea Marrone

Lettera un archivista fedifrago

Giovane Holden edizioni, 2009

Pag. 197 euro 15

 

Una cittadina del Sud Italia, chiusa nelle morsa del caldo e del  torpore provinciale, è l’ambiente dove si sviluppa la storia di “Lettera a un archivista fedifrago”. Ma più che un ambiente, la città senza nome è il vero protagonista, quasi la mano che muove le figure dei tarocchi che titolano i vari capitoli del romanzo. Antichi palazzi decadenti, stradette del centro, una luce abbagliante che nasconde le cose, un tessuto sociale fatto di ipocrisie, omertà, rimozioni: quale ambiente migliore per un thriller psicologico che ha la consistenza impalpabile ma ripugnante di una ragnatela quando ci si passa in mezzo?

Marco è un uomo di mezza età, originario del posto ma che per lunghi anni ha vissuto altrove e solo recentemente è ritornato nella sua città; quasi un estraneo, un solitario che ha da poco chiuso una lunga e tormentata relazione. Gestisce una società di archiviazione di documenti, e un giorno, per un puro favore, accetta di conservare l’archivio del notaio Cremona, una delle famiglie più in vista della città. Un banale incidente lo porta a leggere i documenti conservati nell’archivio, soprattutto una lettera che sembra indirizzata proprio a lui, all’archivista fedifrago che non ha rispettato la volontà di oblio di chi gli ha affidato quelle carte. Carte che confessano, a loro volta, un tradimento, avvenuto quasi cent’anni prima. Qualcosa che tutti in città sembrano sapere o intuire, ma che non può assolutamente essere riportato alla luce. Comincia così l’ossessione di Marco per la verità, anche se cercare la verità vuol dire affrontare minacce, incrinare amicizie, rompere i sottili equilibri di rapporti sociali cristallizzati da sempre, scavare in se stesso e negli altri.

“Lettera a un archivista fedifrago” è un percorso labirintico minimale, dove niente è mai quello che sembra a prima vista. Il microcosmo della città di provincia imprigiona in spazi angusti, dove il nuovo è solo il volto dell’antico rovesciato e cambiato di segno, dove gli stessi luoghi e persone possono assumere significati completamente diversi, dove fatti apparentemente casuali diventano segnali o messaggi (e viceversa). C’è il tentativo, da parte dell’autore, di tracciare quasi una metafisica della provincialità, che richiama in certi momenti la lezione di Sciascia. Precarietà del vero e ambivalenza dei rapporti (tra amici, amanti, avversari…) marcano le pagine di un romanzo posto sotto il segno degli arcani maggiori: le figure dei tarocchi segnano i diversi momenti della narrazione e trovano corrispondenza, a volte ironica, nei passaggi della storia. Ma le carte, sembra dire l’autore, non ci danno mai indicazioni univoche, e come la lettera che scatena la ricerca di Marco, si prestano sempre a interpretazioni e a ribaltamenti di senso.

Fabio Nardini

Cut-up  . Andrea Marrone, giornalista, critico e scrittore. In che ordine metteresti queste tue molteplici attività?

Comincerei con lettore da cui discende l'attività di recensione e critica e poi quella di scrittore. Il giornalismo lo considero un aspetto marginale in quanto, per cultura e inclinazione, sono più interessato al passato che al presente.   

CUT-up - Parliamo di “Lettera a un archivista fedifrago”, come è nato questo romanzo? Da quali spunti o suggestioni?

Naturalmente le motivazioni alla base della costruzione di un romanzo sono molte e, spesso, quasi inconsce. Comunque alla base della "Lettera..." c'è la mia convinzione che la verità sia una utopia e che perfino la realtà sia una costruzione mentale soggettiva che, nell'incontro con altre soggettività, può incanalarsi in una sorta di percezione comune.Nel romanzo le nevrosi dell'Archivista si propagano a chi gli sta incontro e causano una crisi nella società da lui frequentata.Per il personaggio del padre e dello zio di Leuca mi sono ispirato a un fatto realmente avvenuto negli anni '70 proprio nella città descritta nel romanzo senza essere mai nominata esplicitamente mentre per la morte di Leuca e del marito ho preso spunto dall'omicidio-suicidio Casati avvenuto a Roma.   

Cut-up - I personaggi del romanzo sono pochi ma ben disegnati. Oltre al protagonista penso alla figura di Leuca Cremona, una dark lady che rivelerà nel finale tutta la sua umanità. Come hai proceduto a delineare i tuoi personaggi? 

 

 Ogni personaggio ha una sua psicologia, un suo modo di esprimersi e di essere. Sono partito dalla costruzione di queste personalità cercando di creare dei personaggi interessanti si ma, soprattutto, credibili. Perfino Leuca, la figura più trasgressiva nel novero dei personaggi, non esce dall'alveo della normalità e conduce una vita che, credo, alcune donne condividono. La loro "normalità" rende i personaggi "vivi" e, come tali, spesso sfuggono di mano e sembrano prendere vita propria. In questo senso molti personaggi si sono creati da soli in corso d'opera. 

Cut-up . La città del sud dove è ambientato il romanzo colpisce subito per la sua particolare atmosfera. Ti sei ispirato a un luogo particolare e perché hai scelto proprio questa ambientazione?

 

La città è Trapani. Il non averla nominata risponde alla mia intenzione di creare un interesse e una curiosità in più nel lettore. La descrizione dei luoghi è esatta e chi abbia anche una fuggevole impressione di quella città la potrà facilmente riconoscere. In realtà la vicenda si sarebbe potuta svolgere ovunque. L'esigenza del romanzo era che un uomo, proveniente da un'altra cultura e abitudini, arrivasse in un luogo dove la cultura e le abitudini sono apparentemente uguali ma, in realtà, diversissime. E' questo crash culturale  che facilita la serie di malintesi che alimenteranno la tensione narrativa.

Cut-up - Puoi spiegarci l’importanza dei tarocchi, un elemento apparentemente estraneo alla storia?

 In realtà i tarocchi non c'entrano, in effetti, nulla con la storia. Si tratta di un divertissement per solleticare l'interesse di un certo tipo di lettori. Non sono però solo una citazione. I capitoli sono intitolati secondo le carte dei tarocchi e il loro stesso svolgimento riguarda da vicino il significato della carta corrispondente. Ci sono altri riferimenti esoterici nel libro, riferimenti che non modificano ne' pregiudicano la comprensione ai lettori non interessati a questi aspetti che, probabilmente, non li registreranno neppure. Qualcuno li riconoscerà e questo pensiero mi da una grande soddisfazione. 
Ultimo aggiornamento ( giovedě 11 marzo 2010 )
 
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