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Home arrow Books arrow Thomas Praskett Prest, James Malcom Rymer – Varney il vampiro
Thomas Praskett Prest, James Malcom Rymer – Varney il vampiro PDF Stampa
Scritto da Susanna Raule   
venerd́ 26 marzo 2010
varney.jpg.jpg

Il banchetto di sangue

Gargoyle, pp. 538, Euro 16.00

 

Hanno più creato un vampiro divertente, dopo il XIX secolo? Risposta: sì, ma ben pochi, specie a paragone del numero di vampiri complessivi creati. Un numero esponenziale, come sappiamo tutti, di personaggi seri, drammatici, combattuti, crudeli, sadici, sofferenti…

Sir Francis Varney, classe 1845 letterariamente parlando, non è particolarmente combattuto eccetera. È una buona imitazione del signorotto di campagna e, inizialmente, quando sostiene di non essere un vampiro, sembra proprio che la sua posizione sia ragionevole.

Unico problema: Varney è un vampiro.

Un vampiro di maniere discretamente buone, dall’aplomb britannicissimo e dal sense of humor secco tipico delle sue zone. Inoltre,Varney ha, diremmo ora, la faccia come il culo. La bella vampirizzata di turno, Flora, l’ha visto chiaramente quando è penetrato in camera sua per suggerla e l’ha riconosciuto senza ombra di dubbio quando l’ha rivisto di persona.

Varney il vampiro è uno dei primi esempi letterari della sua specie, successivo solo al Vampiro di Polidori e a pochi altri.

Inizialmente pubblicato a fascicoli, fu riunito stampato in volume, anonimo, nel 1847. La storia del libro e degli autori è quasi più interessante della storia raccontata al suo interno, ma per questo vi rimando all’ottima e approfondita introduzione di Carlo Pagetti.

Quel che è certo è che Varney, molto citato ma raramente letto, viene pubblicato per la prima volta in italiano e il risultato sono 538 titaniche pagine di letteratura vittoriana in tutto il suo splendore.

Delle origini di Varney il vampiro bisogna tener conto – e dè quello che fa amare il libro: pubblicato in volumetti pagati a pagina, pieni di divagazioni e con i riassunti delle puntate precedenti incorporati nel testo. Il curatore di quest’edizione avrebbe potuto decidere di tagliare le parti tagliabili e ricompattare il tutto un po’ come ha fatto Stephen King per l’edizione unitaria de Il miglio verde. Sicuramente l’opera ne avrebbe giovato in leggibilità e scorrevolezza.

Ma se il curatore avesse fatto questo, almeno a mio parere, avrebbe tradito il vero spirito del romanzo.

Varney il vampiro è un classico imperfetto, così come molti classici di genere. È stato scritto un tanto al chilo e ha lasciato un’impronta indelebile su tre-quattro generazioni di autori, cineasti, lettori.

È in questa sua forma leggermente prolissa e ripetitiva che va letto. È così che va amato.
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 26 marzo 2010 )
 
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