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Home arrow Fantascienza arrow Laura Manni ESBAT
Laura Manni ESBAT PDF Stampa
Scritto da Fabio Nardini   
mercoledì 15 settembre 2010
Tra fan fiction e letteratura, un romanzo costruito all'interno del mondo dei manga. E pubblicato da Feltrinelli. Insomma, qualcosa di insolito, almeno qui da noi...

Lara Manni

Esbat

Feltrinelli, 2009

Pag. 276, euro 16.50

 

Sempre più spesso la Rete produce progetti letterari che poi approdano all’editoria maggiore: è il segno che una parte non irrilevante della comunicazione tra lettori e autori (ma spesso questa distinzione si confonde nell’universo di internet) passa ormai al di fuori dei canali tradizionali del mercato del libro. Fatto senza alcun dubbio positivo, anche se poi è facile che certe operazioni siano in gran parte di facciata e che il web si riduca a un modesto trampolino per entrare nei molto più collaudati circuiti editorial-amicali. O addirittura, la foglia di fico che nasconde giochini furbetti tra i soliti noti.

Questo non sembra, per altro, il caso di Esbat di Laura Manni. L’autrice, poco più che trentenne, appassionata di manga e di fan fiction, diffonde in rete una trilogia fantasy che riscuote l’interesse degli editor di Feltrinelli e il cui primo episodio vede la luce, nel mondo dell’editoria cartacea, nel settembre del 2009 con il titolo di “Esbat”. Probabile che ci si stato un bel po’ di lavoro tra il primitivo scritto circolato su web e il testo definitivo, ma non è certo questo l’essenziale. Dopotutto, libro e narrazione elettronica sono forme espressive diverse anche se simili e quindi è naturale che il passaggio avvenga non senza aggiustamenti o anche modifiche rilevanti.

Il principale problema per un romanzo come Esabat, nato all’interno di un mondo immaginativo molto particolare, legato ai manga, è di affrancarsi da un eccesso di dipendenza dall’ambiente originario in modo da poter essere letto come storia autonoma, pur mantenendo tutti i riferimenti all’universo manga. Da questo punto di vista, Laura Manni ha saputo destreggiarsi bene tra continui omaggi all’immaginario fumettistico di marca nipponica e citazioni a 360 gradi (dall’occultismo in versione pop a Stephen King). Il target di riferimento è - fin troppo esplicitamente - quello adolescenziale di sesso femminile, e non solo perché molti dei personaggi sono ragazzine ma perché tutto sembra essere visto con la loro ottica. Però Esbat non è un juvenile o lo è solo in parte; può essere letto con interesse da chiunque, anche se sembra pensato per un pubblico di ragazze adolescenti fanatiche di fumetti giapponesi (e con qualche ormone in eccesso).

La storia è piuttosto semplice: all’apice della fama, una disegnatrice di successo (conosciuta come la Sensei) decide di terminare la serie fantasy che l’ha resa celebre. Quello che non sa è che il mondo descritto nelle sue tavole, un mondo che ha conquistato il cuore di un’intera generazione di ragazzi, esiste davvero, “da qualche parte”, e che i suoi personaggi sono ben decisi a impedirle di chiudere la storia. Particolarmente insoddisfatto del finale è Hyoutsuki un demone sanguinario e bellissimo che riesce a varcare i confini tra i mondi e una sera si presenta a casa della sua creatrice, avanzando la classica “proposta che non si può rifiutare”. Ma non è con le minacce che il demone ottiene attenzione; in realtà, la donna si innamora di lui e questa intensa passione erotica la induce a portare avanti l’insolita relazione, costi quello che costi. Come si può capire, nulla di particolarmente originale nell’idea di partenza, ma l’autrice sa rendere abbastanza credibili i suoi personaggi (anche quelli più alieni, come il demone Hyoutsuki) e la storia procede un po’ a singhiozzo ma senza grossi buchi logici, piuttosto ben scritta e avvincente.

Più difficile capire se Esbat avrà un seguito, se aprirà una strada o se rimarrà un episodio isolato in un panorama editoriale non particolarmente aperto alle novità (almeno se restiamo nella sfera degli editori maggiori). Intanto, se siete interessati, potete sbizzarrirvi a capire qualcosa di fan fiction semplicemente usando un qualunque motore di ricerca; può valerne la pena, credetemi.

Fabio Nardini

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 15 settembre 2010 )
 
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