 Gargoyle, pagg. 411, Euro 16.00 Esce un altro saggio horror/cinematografico di Pezzini e Tintori e, ancora una volta, è difficile trovargli un difetto. O meglio, il difetto può essere uno solo, come per tutti i saggi: se al lettore non interessa l’argomento, di certo non lo apprezzerà. L’argomento, però, questa volta è dei più intriganti, almeno per i fan dei film horror della ormai mitologica Hammer. E ormai mitologico è anche il duo di attori protagonisti di questo saggio: Peter Cushing e Christopher Lee. Due uomini e due attori assai diversi che, insieme, hanno costruito una parte di storia del cinema. Insomma, quel che si suol dire “la loro parabola umana e professionale”, con un’amplissima sezione dedicata alla loro cinematografia. Un lavoro certosino e monumentale, che sarà senza dubbio amato da tutti i cinefili italiani. Ho un particolare affetto per Peter Cushing, lo considero il più grande Sherlock Holmes cinematografico di sempre. D’altra parte, Lee è, forse, il più grande Dracula, di sempre. E Cushing il più grande Van Helsing. E Lee il più grande… Ok, potremmo continuare così per ore. Anche perché le carriere cinematografiche dei due sono state lunghe e avventurose (e quella di Lee la è ancora), piene di film di importanza storica e di film francamente dimenticabili. Alfredo Castelli, nella presentazione, afferma di avercer cato di cogliere in castagna Pezzini e Tintori, mettendosi alla ricerca di qualcosa che fosse rimasto fuori dal loro libro. Non l’ha trovato. Questo dovrebbe bastare come garanzia di qualità, se non possono farlo le mie parole.
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