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Home arrow Books arrow Italia a mano armata. Il poliziesco anni Settanta in un libro di Antonio Tentori
Italia a mano armata. Il poliziesco anni Settanta in un libro di Antonio Tentori PDF Stampa
Scritto da Fabio Nardini   
giovedě 21 aprile 2011

Antonio Bruschini e Antonio Tentori

Italia a mano armata – Guida al cinema poliziesco italiano

Profondo Rosso, 2011

Pag. 419, euro 29

 

C’è stata una stagione, non breve anzi dilatata nel corso di almeno due decenni (anni Sessanta e Settanta, e oltre), durante la quale il cinema italiano di genere ha conosciuto il suo apogeo, produttivo e commerciale innanzitutto, ma anche qualitativo. Cinema di cassetta, certo, ma anche cinema che costruisce linguaggi espressivi innovativi e peculiari, che non a caso saranno molto ammirati anche oltreoceano.

Antonio Bruschini e Antonio Tentori

Italia a mano armata – Guida al cinema poliziesco italiano

Profondo Rosso, 2011

Pag. 419, euro 29

 

C’è stata una stagione, non breve anzi dilatata nel corso di almeno due decenni (anni Sessanta e Settanta, e oltre), durante la quale il cinema italiano di genere ha conosciuto il suo apogeo, produttivo e commerciale innanzitutto, ma anche qualitativo. Cinema di cassetta, certo, ma anche cinema che costruisce linguaggi espressivi innovativi e peculiari, che non a caso saranno molto ammirati anche oltreoceano.

C’è un horror italiano molto valido, e tutti abbiamo in mente almeno qualche nome (Dario Argento per primo, poi Bava, Fulci e molti altri). Anche il western “all’italiana” ha goduto di una certa considerazione, se non altro grazie ai nomi di registi come Sergio Leone e di attori come Gian Maria Volontè. Meno valutato il genere “polioziottesco”, che conobbe un indiscutibile successo durante gli anni settanta, in concomitanza con il periodo di crisi, politica  e sociale, che caratterizzò l’Italia di quegli anni. Genere “di pancia” e molto più di altri strettamente legato all’attualità, spesso politicamente scorretto, a volte venato di umori apertamente reazionari o fascistoidi, il “poliziesco” di quegli anni ebbe sicuramente il merito di cogliere l’atmosfera di un periodo, fuori da facili schermi di lettura.

Un plauso dunque agli autori di questo volume che hanno sezionato la storia del genere, molto fluida e difficile da chiudere in compartimenti stagni, in tredici, fondamentali capitoli. Capitoli a volte centrati su un sottogenere (il film “di mafia”), oppure su altri generi che solo occasionalmente hanno incrociato il vero e proprio poliziesco (ad esempio, la parte seulla “sceneggiata” napoletana), ma più spesso focalizzati sui registi più rappresentati di questa importante stagione del cinema italiano. Da Fernando di Leo, uno degli apripista del poliziottesco anni Settanta (suo “Milano calibro nove”), a Umbero Lenzi (attivo anche nel thriller, ma che trovò nel filone gangster la strada a lui più congeniale), da Bruno Corbucci (l’inventore del poliziesco in versione “ironica”) a Damiano Damiani (che ha saputo coniugare le regole del “genere” con un forte senso di impegno civile e politico).

La maggior parte dei titoli esaminati appartiene agli anni settanta, con qualche puntata verso la metà degli Ottanta. Per chi fosse curioso di apprendere le sorti del poliziesco negli ultimi due tempi, il volume offre due appendici; la prima dedicata ai film usciti tra il 1998 e il 2003 e la seconda (firmata da Fabio Familiari e Antonio Tentori) centrata sugli anni 2003-2009. Siamo, è chiaro, ormai del tutto fuori dalle formule e dagli stilemi dell’età d’oro del poliziottesco, ma esempi di cinema violento, duro, e senza compromessi, insieme lucido e spettacolare, ne compaiono molti anche a cavallo tra anni Novanta e nuovo millennio (e anche oltre, anche sull’onda del successo di “Romanzo criminale”).

Il libro contiene un vasto apparato iconografico (soprattutto basato sulle locandine dei film dell’epoca, vere chicche per il cinefilo…), e la filmografia completa delle pellicole del genere.

“Italia a mano armata” è frutto della competenza e della passione degli autori, ed esce per “profondo rosso”, editore (e negozio specializzato situato a Roma) che coltiva in modo particolare lo studio del cinema di genere in Italia. Il suo sito è www.profondorossostore.com

Fabio Nardini

Ultimo aggiornamento ( giovedě 21 aprile 2011 )
 
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