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Home arrow Books arrow D. Arona, S. Pascarella, G. Santoro – L’alba degli zombie
D. Arona, S. Pascarella, G. Santoro – L’alba degli zombie PDF Stampa
Scritto da Susanna Raule   
giovedì 19 maggio 2011
lalba_degli_zombie.jpg
Gargoyle, pp. 266, Euro 17.00

In un panorama horror popolato di eterei fantasmi, eleganti vampiri e sanguigni licantropi, gli zombie sono delle strane creature. Intellettualmente, non sono particolarmente dotati. Anzi, lo zombie è un idiota barcollante per antonomasia, un ritardato mentale guidato da un unico istinto: la fame. Fisicamente, non brillano per atleticità. Hanno l’imbarazzante tendenza a perdere dei pezzi, puzzano di decomposizione e, generalmente, sono lenti e goffi. Sul piano del carisma, ci sono pochi mostri che ne posseggano meno. Sono dei reietti, dei proletari, degli sfigati individualmente sacrificabili la cui unica forza è il numero. Nessuno trova sexy uno zombie, a meno che le sue preferenze sessuali non siano seriamente perverse. Questo per quanto riguarda la versione universalmente codificata, che si differenzia dalla versione del folklore caraibico solo per la genesi e l’utilità sociale: gli zombie che siamo abituati a conoscere, infatti, rispetto ai loro fratelli haitiani, non nascono in seguito all’intervento di uno stregone voodoo e non aiutano nel lavoro nei campi. Come dire: sono la feccia della feccia.
Partendo da queste basi, gli zombie avrebbero dovuto estinguersi decenni fa, per semplice mancanza di appeal.  
Invece no.
Non solo gli zombie hanno prosperato, ma hanno anche dato origine a un certo numero di teorie “serie” riguardo la loro simbologia e la loro diffusione nei media. Parlando di simbologia, il paragone è presto fatto: a che cosa potrà mai assomigliare un’orda di zombie affamati e barcollanti, se non al risveglio degli ultimi, alla massa cieca e proletaria che chiede cibo, dignità e riscatto sociale? 
Forse per questo (e qui arriviamo alla seconda teoria “seria”), ogni qualvolta i sistemi economici occidentali vanno in tilt, nei media si assiste a una nuova ondata di zombie. Rispetto agli originali romeriani c’è stata una certa differenziazione. Abbiamo avuto degli zombie più veloci degli originali, più forti, leggermente più astuti. Nessuna di queste sotto-specie, però, era destinata a entrare nell’immaginario popolare come il classico zombie affamato, barcollante e completamente decerebrato della saga dei morti di George A. Romero. Tanto è vero che solo Romero stesso, nelle sue ultime opere, ha potuto rimaneggiare pienamente il personaggio facendolo evolvere dall’innocenza iniziale a quell’astuzia animale che ci ha deliziati nelle sue ultime produzioni, fino ad arrivare allo zombie decisamente “astuto” di Toe Tags.
Ed è dell’universo di questo mostro (questa volta in senso positivo) sacro del cinema horror che si occupa il libro di Arona, Pascarella e Santoro – c’è anche una sugosa intervista al regista stesso, in appendice.
È un lavoro ben fatto, approfondito, documentato, mai noioso, estremamente completo. Si passa da una (succinta, in verità) biografia del regista a un excursus dei suoi film, a partire dall’ormai mitico La notte dei morti viventi, alla necessaria aneddotica sui retroscena della saga, a  un’analisi puntuale del mostro, dello zombie, insomma, e dei suoi discendenti.
Un saggio completo ed esaustivo, che vi toglierà qualsiasi dubbio abbiate mai avuto sui morti viventi – senza mai annoiarvi – e vi fornirà spunti per future visioni.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 maggio 2011 )
 
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081.2201000)
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