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Esce "Notturno digitale", romanzo cyberghot tra fantascienza e horror PDF Stampa
Scritto da cut-up   
marted́ 26 luglio 2011

E' uscito fresco fresco di stampa il romanzo delle esordienti Irene Incarico e Elisa Podestà ma ha già conquistato ammiratori del calibro di Valerio Evangelisti e Luca Crovi (quest'ultimo ha firmato la prefazone al volume). E mercoledì 27 luglio alle 18.30 la prima presentazione alla libreria Knulp di Trieste. Non mancate!

Mad World di Luca Crovi  (prefazione a "NOtturno digitale") Irene Incarico ed Elisa Podestà non potevano trovare un’etichetta migliore di cybergoth per definire il loro primo romanzo Notturno digitale, che avete fra le mani. Un romanzo in cui fantascienza, fantapolitica e musica (possibilmente dalle atmosfere dark) si incrociano e si mixano alla perfezione.Immaginatevi un mondo a pezzi (come quello cantato da Francesco De Gregori in Vai in Africa, Celestino) in cui i cocci da ricomporre vengono lasciati in mano a due amici che non casualmente si chiamano Faber e Terminal. Il primo ha le fattezze e la psicologia di un Fabrizio De André contemporaneo, il secondo invece è letteralmente un uomo che è arrivato al termine e che le ha provate tutte. Due sopravvissuti all’Apocalisse che ha nel vero senso della parola sventrato l’identità di un luogo come La Spezia, trasformata dagli eventi ne «La Città». Un posto che diviene allo stesso tempo città-incubo, città-labirinto e città-laboratorio, per chi ci vive.A La Spezia, in un futuro poi non tanto lontano, si muovono squadre di massima sicurezza che preservano un vero e proprio regime, troverete persone intossicate che stentano a sopravvivere, incontrerete nuove agguerrite sette e potreste persino incrociare qualche vampiro. «E pensare che questo era il Golfo dei Poeti! Altro che poeti… veleni e polizia, non c’è rimasto altro…», pensa fra sé e sé a un certo punto Diego, abituato a trafficare di tutto in quel nuovo mondo devastato: dalle antichità di altri tempi ai prodotti igienici, dalle forniture alimentari a quelle medicinali. Il vecchio porto mercantile di La Spezia ha subito radicali modifiche: «un tempo iperattivo di import-export ormai animato solo dai traffici striscianti del mercato nero. Ricettatori, bande armate, guerriglie».Tutte queste cose, pensa Faber nel 2050, il «cyberpunk le aveva già previste». Ma neanche il più avanguardistico dei fumetti o dei romanzi di fantascienza poteva immaginarsi che tutto ciò potesse accadere in quel modo e con una tale violenza proprio a La Spezia. E pensare che tutto ha origine con una rinascita finanziaria, che dà lustro e lusso alla città. Gli sviluppi energetici dell’Avansert creano un vero e proprio boom economico nella «Città».Poi, d’improvviso, ecco il fallimento dell’industria, l’allarme sanitario e l’alterazione dell’ambiente, i licenziamenti a raffica, la disoccupazione, la fame, il ritorno a un buio ben peggiore del passato, come ci raccontano le stesse autrici: «Così era cominciato il casino, con la chiusura degli stabilimenti, la quarantena dei quartieri, le rivolte dei licenziati. Sembrava solo una guerra sindacale, almeno all’inizio. Poi la popolazione cominciò a barricarsi abusivamente negli alloggi aziendali, a scappare portandosi via ciò che poteva, salvando il salvabile e smantellando tutto ciò che non era saldamente inchiodato al suolo. I prezzi di tutto salivano alle stelle per i dazi imposti dalla quarantena di contaminazione. Lo stato di calamità, gestito dai militari, si trasformò ben presto in una vera guerriglia urbana. E poi, ciliegina su quella grossa torta di sventura, arrivarono le conseguenze del danno ambientale, la cosiddetta Sindrome, per quello che poteva significare. La Spezia, in un batter d’occhio, tornava ad essere un buco in declino, un punto nero sulle carte, ancora più nero di prima. Il centro città, ultimo baluardo di dieci anni di ricchezze sfrenate, chiuso e militarizzato, era accerchiato da una periferia sempre più misera e malata che cresceva come muffa su cibo andato a male. La Roundwaste, la chiamavano. La zona contaminata, la città-spazzatura».E poi la nascita della «Crux», il quartiere protetto dei ricchi, l’innalzamento della «Barriera» e soprattutto la «Sindrome da Dispersione delle Scorie» che non pare dare scampo a chi vive nella «Città».Se avete amato pellicole come Mad Max di George Miller, Escape from New York di John Carpenter, Blade Runner di Ridley Scott, Brazil di Terry Gilliam, Tetsuo di Shinya Tsukamoto, Strange Days di Kathryn Bigelow, Gattaca di Andrew Niccol e – perché no? – Daybreakers di Michael e Peter Spierig oppure, andando sui classici, Alphaville di Jean-Luc Godard e Fahrenheit 451 di François Truffaut, non potrete che apprezzare le atmosfere corrosive di Notturno digitale.Per assaporarle al meglio, preparatevi la giusta selezione musicale di canzoni dei Visage, dei Tears For Fears, dei Bronski Beat, dei Dead Or Alive, dei Police, dei Faithless, di Billy Idol, ma anche di gruppi meno noti come i Diorama, o pezzi italiani di Vasco Rossi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Neffa e altri ancora. Siate pronti a entrare in un mondo cattivo e senza speranza, che speriamo non veda mai la luce. Un mondo al quale non auguriamo alcun futuro.  Luca CroviÈ redattore presso la Sergio Bonelli Editore, dove dal 1993 si occupa della collana «Almanacchi». Si è dedicato allo studio delle origini e degli sviluppi della narrativa poliziesca in Italia con Tutti i colori del giallo (Marsilio, 2002), libro che si è poi trasformato nel 2003 nell’omonima trasmissione di Rai Radio 2, insignita nel 2005 del Premio Flaiano. Ha riscoperto il romanzo Il paese senza cielo di Giorgio Scerbanenco (Aliberti, 2003), precedentemente apparso a puntate nel 1939. Ha scritto racconti noir per varie antologie e sceneggiature di fumetti ispirati a personaggi nati dalla fantasia di Marcel Allain e Pierre Souvestre, Massimo Carlotto, Joe R. Lansdale, Andrea G. Pinketts, in collaborazione con disegnatori come Angelo Busacchini, Andrea Mutti e Maurizio Rosenzweig.
Ultimo aggiornamento ( marted́ 26 luglio 2011 )
 
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di saggi che, attraverso l'analisi di importanti studiosi, fornisce una
rappresentazione a tutto tondo dell'opera di alcuni tra i più importanti
autori del fumetto italiano. Questa volta è il turno di Attilio Micheluzzi,
con un volume curato da Luca Boschi e dallo staff organizzativo della
manifestazione Napoli Comicon. Tale libro verrà presentato da Sergio
Brancato, prof. di Sociologia della Comunicazione, Andrea Micheluzzi, figlio
dell'autore, e da alino, curatore della mostra a Castel Sant'Elmo il giorno
8 giugno alle ore 19.00 presso la Fnac di Napoli (via Luca Giordano 59; tel.
081.2201000)
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Da lunedì 19 maggio è on line

il primo audiolibro del collettivo Wu Ming.

Un album con 12 tracce, in formato .mp3, suonate e composte da Federico

Oppi, Paul Pieretto, Stefano Pilia, Egle Sommacal. Le voci che interpretano i

testi sono di Wu Ming 2, Daniele Bergonzi & Andrea Giovannucci (aka La

Compagnia Fantasma).

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