Gargoyle Extra, pp. 378, Euro 15,90
Shane Scully è un sergente dalla Rapine-Omicidi del Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Non è un eroe, non è un esaltato, è solo uno che cerca di fare il suo lavoro. Viene chiamato a tarda notte da una sua ex, che gli chiede aiuto; suo marito, ex-partner di Shane, sta cercando di ammazzarla di botte. Shane accorre e le cose vanno nel modo peggiore: è costretto a uccidere il suo collega e viene messo sotto inchiesta dal Dipartimento di Polizia.
Dovrebbe essere un’inchiesta lampo. La “vittima” ha sparato per prima, era un poliziotto violento e aveva già picchiato varie volte sua moglie, ma non è così. Shane viene risucchiato in un incubo di burocrazia, accanimento e collusioni.
Paradossalmente, l’unica che sembra disposta ad ascoltarlo è la collega che si occupa dell’accusa per gli Affari Interni.
I collezionisti di destini ha due punti forti.
Il primo è la narrazione, scorrevole, veloce, appassionante. La trama non è inedita, ma Cannell sa come raccontare e come tenerti attaccato alla pagina. I personaggi non sono gli sfavillanti tutori dell’ordine di alcune pellicole americane, ma dei dipendenti pubblici che in una posizione di potere sanno come trarre vantaggio dal proprio ruolo.
Il secondo punto forte è la profonda conoscenza dell’autore del sistema di polizia losangelino. Cannell non fa sconti a nessuno e ritrae impietosamente le inadeguatezze, la corruzione e l’ipocrisia del sistema.
Naturalmente, dall’Italia è un po’ difficile giudicare quanto sia credibile la sua ricostruzione, ma di certo è abbastanza fosca da risultare realistica. La sua Los Angeles piena di sbirri violenti, corrotti e con le mani in pasta non è molto diversa da quella degli scandali dei telegiornali.
Vi chiederete: I collezionisti di destini è un procedurale?
Be’, sì.
E non era morto a fine anni ‘90, il procedurale?
Be’, apparentemente no.
I collezionisti di destini, d’altronde, non è un procedurale puro. Si inserisce tra i libri di Michael Connelly e quelli di John Connolly. Lo so, c’è da diventare scemi: Cannell, Connelly e Connolly, sembra che negli Stati Uniti abbiano finito i cognomi.
C’è anche una spruzzatina di Ellroy, però, che almeno non comincia per C. Forse è inevitabile, quando si parla di Los Angeles, e forse è per via della tematica della corruzione, ma c’è qualcosa del primo Ellroy, ne I collezionisti di destini.
Che è un libro cupo ma non privo di una certa, sofferta, ironia.
Di certo, speriamo che Gargoyle Extra continui con la pubblicazione dei restanti romanzi della serie.
|