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FATE IL VOSTRO GIOCO - Non è l'amore a far girare il mondo |
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Cinema
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Scritto da Susanna Raule
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mercoledì 01 agosto 2007 |
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Norton ritardato, De Niro barista tranquillo con qualche piccolo segreto, Brando obeso, Hackman pacato, Clooney romantico mascalzone, Thornton nevrastenico, Willis macho sentimentale, Pitt fuori di testa, Redford cinico ma simpatico.
Dov’è la novità?
Nessuna novità, infatti. Solo un pugno di film mica male (anzi, direi
molto buoni), con interpreti di primo piano (e non li ho elencati
tutti), che ruotano attorno al perno della costruzione dettagliata, del
gioco (pericoloso, sennò che gusto c’è), e del “colpo con astuzia”.
Dicevo, gli interpreti non li ho elencati tutti; anche perché con Ocean’s 11
prenderei mezza pagina. Rifacimento ben riuscito del precedente Ocean’s
(Colpo Grosso in italiano) di un Soderbergh di buon umore, un gruppo
di professionisti del crimine rubano l’incasso non di uno, bensì di due
casinò di Las Vegas, gestiti da colui che, a sua volta, “rubò” ad Ocean
la donna (una Julia Roberts di cui, come sempre, non si sentirebbe la
mancanza). Brad Pitt sfoggia psichedeliche camicette alla Elton John,
Clooney il solito sorriso scioglimutande. Il genio ribelle Matt Damon
non sembra affatto un genio, ma lo è, potete star certi. Breve
apparizione di Joshua Jackson (sì, il ragazzino di Dawson Creek!) nella
parte di se stesso come giocatore di poker illegale.
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Qualcosa su Silvio Bandinelli |
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Cinema
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Scritto da Andrea Campanella
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mercoledì 01 agosto 2007 |
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“Mi chiamo John Ford e faccio western”
Celebre frase del regista irlandese
Nell’86 acquistai il mio primo vcr.
Cominciai a consumare parecchia pornografia su nastro, prima solo
cartacea e qualche nottata su Teleriviera. Al liceo Spinoza, Descartes,
Pascal, il barocco, Caravaggio le derivate. A casa Moana, Vanessa del
Rio, Tracy Lords.
Il cinema di genere,sia esso thriller
western o horror ha delle regole ferree. Ogni tot c’è un assassinio o
un balletto (se musical) o un inseguimento (se azione) un assalto alla
diligenza (se western), una fellatio e altro (se un hard). Gli autori
nel cinema di genere sono quei registi che sanno “rileggere” ,
stravolgere e reinventare queste “limitazioni”; sanno giocare e creare
qualcosa di nuovo. Pensate al western politico di Leone (Giu la testa)
o a film come Vamos a matar companeros o Requiescant per fare un
esempio. La contaminazione.
In Italia esistono due registi che hanno
seguito questo percorso, uno è Salieri l’altro è l’amico Silvio
Bandinelli. Con Silvio condivido le scelte politiche, la cinefilia,
l’autonomia, l’amore per Carmelo Bene. Silvio “gira” pulito, parecchio
glamourous ma usa un lessico forte e diretto. Non ha timore ad
afrontare temi tabù per la pornografia, come la resistenza con Mamma,
il film che me lo ha fatto conoscere.Rifà il Macbeth citando Caravaggio
(guardate il corpo di Zenza Raggi abbandonato sul divano, guardate le
luci), si inventa una trilogia sugli anni di piombo con la Renault
Rossa, la parrucca di Ursula Cavalcanti che richiama Monica Vitti,
l’eskimo. Silvio è un autore capace di manipolare le icone della
cultura popolare ( e non) in un contesto hard come nessuno ha mai fatto
prima di lui. Bisogna andare a Gerard Damiano, ai fratelli Mitchell o
Radley Metzger e Hans Rollin. Introduce logiche classiste, feroci
critiche allo stato borghese, alle recenti storie politiche di
corruzione e nuovi regimi. Silvio è autore colto, che con occhio lucido
e spietato “indaga” sulla realtà italiana. E fa porno.
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J.K. Rowling, HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE |
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Books
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Scritto da Susanna Raule
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mercoledì 01 agosto 2007 |
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pp.804, € 24.00, Salani Editore
Per alcuni sembra quasi un’offesa che J.K. Rowling sia diventata ricca
e famosa scrivendo Harry Potter. Si sentoni in giro frasi come: “Mà,
sai, adesso c’è questo Harry Potter… va di moda” oppure “Ma hai visto
che casino per far uscire l’Harry Potter nuovo?”
In effetti il ‘fenomeno Harry Potter’ sta sulle scatole un po’ a tutti.
Potrei anche sottoscrivere le dichiarazioni di scetticismo generale del
‘mondo dei colti ed eruditi’… se non fosse per un piccolo dettaglio:
J.K. Rowling è BRAVA a scrivere. Ha uno stile accattivante, mai cadute
di tono, un ritmo micidiale che non ti permette di lasciare a metà un
capitolo ed è la prima narratrice dell’infanzia che ha deciso di far
‘crescere’ le storie insieme al suo pubblico.
Harry ha undici anni? E lei scrive una storia da undicenni. Harry ne ha
quindici? Ecco che la storia non si adatta più ad un pubblico troppo
giovane, ma richiede una maturità almeno da quindicenni.
Mi rendo conto che questa è una lettura piuttosto superficiale del
fenomeno, d’altronde non penso sia un caso che accanto ai libri della
stessa Rowling sia fiorita una imponente letteratura anche ‘attorno’ a
loro.
Herry Potter e l’ordine della fenice si differenzia dai precedenti
romanzi per alcune importanti caratteristiche: è il più lungo della
serie (ben 804 pagine), il più corale, dalla trama complessa,
drammatico.
Credo di non rovinare la sorpresa a nessuno dicendo che uno dei
personaggi più amati dai lettori muore (per fortuna non il personaggio
che IO amo di più…), la notizia era stata già ampliamente diffusa in
rete ancora prima dell’uscita per l’Inghilterra, quindi verso la fine
di giugno scorso.
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Janet Evanovich, COLPO AL CUORE |
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Books
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Scritto da Susanna Raule
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mercoledì 01 agosto 2007 |
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Rizzoli, pp. 304, € 16.00
Immaginate una Bridget Jones con venti chili di meno, una massa di
capelli riccioli che non ne vuole sapere di stare al suo posto e un
perenne completo in jeans e maglietta… adesso mettetele una pistola in
mano e aspettate. Vi presento Stephanie Plum.
Quando era piccola Staphanie aveva due aspirazioni per il futuro:
diventare Principessa Intergalattica e possedere un'arma strafica. Il
progetto della principessa poi non è andato in porto, in compenso
adesso possiede un'arma strafica. Bè, quasi: ha una calibro 38.
nascosta nel barattolo dei biscotti.
Il che rispetto alla media del New Jersey non sembra poi così
impressionante, anche tenendo in considerazione che nella città di
Stepahanie tutti, ma proprio tutti, sembrano portare come minimo un
cannone in borsetta.
In ogni caso il suo mestiere ufficiale è CACCIATRICE DI TAGLIE e quindi, così pappamolle non può essere.
Inoltre è la protagonista di ben tre romanzi di Janet Evanovich.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 01 agosto 2007 )
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Intervista a Silvio Bandinelli |
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Autori
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Scritto da Andrea Campanella
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mercoledì 01 agosto 2007 |
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ciao Silvio,
è un po' che non ci si sente ma sei sempre nei miei pensieri e
seguo il tuo lavoro con grande piacere. Volevo scambiare con te
qualche battuta da mettere sul nuovo cut up o sul sito
www.cut-up.net <http://www.cut-up.net>
Partiamo con 3 domande:
1.Prima di tutto il nuovo lavoro come Frank Simon "Desiderando
Giulia": puoi parlarmi del film e del tuo interesse per Salvatore
Samperi, un grande dimenticato, e del cinema di genere degli anni
70 di cui mi parlasti tempo fa'.
"Desiderando Giulia" prima di essere il titolo del mio filmetto, è stato il titolo di un brutto film di Barzini con Serena
Grandi,ispirato, ahinoi, al capolavoro di Svevo "Senilità". Mi
sono sempre divertito a dare ad alcuni miei prodotti titoli del
cinema di genere e degenere degli anni settanta e ottanta. Samperi
lo considero un maestro indiscusso del cinema erotico, altro che
Brass!! Personalmente amo di più il Samperi di "Malizia" e
"Scandalo", illuminato peraltro da Vittorio Storaro( la luce è
l'erotismo!), di quello sessantottino di "Grazie Zia" e "Cuore di
mamma". I titoli citati comunque la dicono già lunga su chi è
Salvatore Samperi. Un grande che, forse, ricorderanno da morto. Di
"Desiderando Giulia" ho scritto lo script mentre la regia è stata
affidata a Monica(Frank Simon). E' un prodotto costruito su, e
per, Julia Taylor. I tempi e modi e budget del porno inibiscono
fortemente la narrazione e i film sono quasi sempre qualcosa in
minore. Andrebbe ripensato strutturalmente il cosiddetto film con
trama.
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Books
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Scritto da Susanna Raule
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mercoledì 01 agosto 2007 |
Innanzi tutto Andrea Campanella è un illuminato. Lo devo scrivere
perché nessun'altro mi avrebbe fatto fare ciò che mi accingo a fare (he
he) senza colpo ferire.
Invece Andrea no, gli mando un messaggino delirante e dice subito: ok.
Ero sul treno e stavo leggendo “ L'uomo della caverna “, grande libro
di George Dawes Green (i nani Baldini&Castoldi). E pensavo: ”
Questo libro è fantastico, un noir dove l'investigatore è un barbone
paranoico, ossessionato dall'intrusione di raggi Y, raggi Z e da
Stuyvsant, signore del perfettamente buono e reale ... dove si è mai
visto? Ed è anche scritto bene, accidenti, come ho fatto a non saperne
niente, ma dove ho vissuto finora... ecc.ecc. E L' HO PAGATO SOLO UN
EURO E 50.”
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Martin Amis, Cattive acque |
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Books
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Scritto da Susanna Raule
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mercoledì 01 agosto 2007 |
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Einaudi, Euro 26,00
Personaggi insoddisfatti e inetti, immersi in una grigia e
claustrofobica realtà, dominati dalle apparenze, dal senso comune e dai
parametri del “socialmente accettato”. Situazioni parossistiche,
ridicole, grottesche. In “Cattive acque” predomina un costante stato di
sospensione. Attori senza talento di un esistenza ossessiva, senza
midollo, vacuamente spensierati, in non-protagonisti di Martin Amis,
autocoscienti della propria pochezza artistica e umana, si impongono
tuttavia un eccesso di autostima sconsiderato, con una prosopopea da
falliti semplicemente esilarante.
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