Sotto i venti di Nettuno
Scritto da Susanna Raule   
domenica 26 agosto 2007
FRED VARGAS
Sotto i venti di Nettuno
Einaudi Stile Libero
443 pp, Euro 14,80


Ritorna Jean-Baptiste Adamsberg, il commissario del tredicesimo arrondissement di Parigi già visto nell’ottimo “Parti in fretta e non tornare”. Adamsberg non è uno di quei poliziotti tutto metodo e razionalità, piuttosto è uno «spalatore di nuvole», uno che le soluzioni preferisce aspettarle piuttosto che cercarle. E’ uno che corre la cavallina, cammina ore e ore senza meta, conosce gente di tutti i tipi e perde il suo tempo.
Solo che questa volta il problema proviene direttamente dal suo passato e lo prende letteralmente allo stomaco. Riguarda, lui, suo fratello, la sua storia e in un certo senso la sua intera vita.
Il suo iperrazionale vice, Danglard, nel frattempo è preda di paure tutt’altro che razionali: sta facendo di tutto per non salire sull’aereo che porterà una delegazione di agenti francesi in Canada, convinto com’è che un nugolo di storni si infilerà nelle turbine, provocando un incendio al reattore sinistro.
Quando compare uno vittima infilzata da una specie di “tridente”, con un colpevole già pronto come per magia, e un sacco di altri dettagli significativi tutt’attorno, Adamsberg non ha dubbi. Il giudice Fulgente, fantasma d’infanzia, è tornato ad uccidere.
C’è solo un problema, a suo avviso insignificante: Fulgence è morto da cinque anni.
Fred Vargas si riconferma con questo “Sotto i venti di Nettuno” un’autrice da seguire. Il suo stile personale, realistico e paradossale nello stesso tempo, ricorda la migliore narrativa francese alla Pennac, diligentemente applicata al genere “noir”.
Onirico e divertente, accattivante, dall’intreccio solido e dalla narrazione, invece, leggera, commuovente e agghiacciante. Questo è “Sotto i venti di Nettuno”.
Da leggere se non fosse altro che per l’esilarante descrizione che rende della parlata e delle abitudini canadesi.


Ultimo aggiornamento ( domenica 26 agosto 2007 )