| Olivia Piro NON SPAVENTARTI FEDERICO |
| Scritto da Loredana Antinucci | |
| marted́ 29 settembre 2009 | |
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Non spaventarti, Federico! Olivia Piro Infinito editore “Sono una piccola gocce che però unita alle altre può formare l'oceano....” è questa la frase di Maria Teresa di Calcutta ad ispirare Olivia Piro, la scrittrice che ha presentato il suo libro-testimonianza sulla tutela dei minori intitolato "Non spaventarti, Federico!” edito da Infinito editore. Una vocazione, quella della tutela e salvaguardia dei minori, nata dall’esperienza viva, dalla vita pulsante che l’ha avvolta: Olivia, che con il marito ha condiviso l’esperienza di genitore adottivo internazionale, ha capito che “scegliere la genitorialità adottiva invece di quella biologica non li autorizzava a negare l'accoglienza a bambini con problematiche particolari e ritenevano che fossero proprio questi bambini ad avere bisogno di qualcuno che li amasse per quello che erano e per la loro storia.” Ed eccoli così, di comune accordo, mettersi a disposizione proprio di questi bambini. L’intero libro rappresenta un’incredibile testimonianza dell’esperienza lunga una vita della scrittrice che racconta ai lettori le sue vicende in Africa ed in particolare in Burkina Faso ed in Etiopia: Olivia è la fondatrice della Onlus "Fiori che rinascono" che opera ad Addis Abeba e che si occupa dei bimbi vittime di abusi. E ha una famiglia allargata tra Italia, Etiopia ed India, fatta di adozioni, affidi, case famiglia. Olivia e il marito si sono dedicati in particolar modo all’Africa “Perché avevano adottato bambini etiopi. In seguito perché hanno toccato con mano che le condizioni dell'infanzia in Africa sono particolarmente deprivate. È stata una sfida che hanno voluto raccogliere e che li ha condotti sempre più a contatto con l'umanità dei Paesi in difficoltà”. Nonostante la scrittrice veda molto difficile che le sorti economiche e civili dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo si risollevino a causa dei troppi interessi economici e dell’indifferenza del Mondo sviluppato, Olivia non si rassegna: la sua storia deve essere “una sorta di auspicato passaggio della sua testimonianza al primo nipote, affinché desideri a sua volta raccogliere la sfida. ma e' anche una dichiarazione d'amore alla vita, gridata forte e non sussurrata, con la speranza che altre famiglie in Italia vogliano impegnarsi in esperienze simili, consapevoli che, per stare vicino ai bambini, non è necessario essere né santi né eroi.” Loredana Antinucci |